Anche Zaia inciampa in Eracleonte da Gela (che noi conosciamo!)

«Sembra scritta ora», e il governatore del Veneto legge un testo credendolo originale

Girava sui social, era diventato ormai virale: un testo fatto risalire a un sedicente storico gelano che lo avrebbe scritto nel 233 a.c., nel quale si racconta che, arrivata la primavera, non si potrà festeggiare insieme per un male che costringe nelle case, ma il tempo trascorso nelle case avrà la meglio anche su questa sventura.

Parole che hanno toccato il cuore di molti, che in esse hanno riconosciuto “il male nell’aria” che ci ha travolto in questi giorni, trovandole magicamente profetiche, e terribilmente attuali.

Fra i tanti, anche il Presidente della regione Veneto, che in conferenza stampa ha voluto leggere il testo per sottolineare ancora una volta che dobbiamo fare e comportarci come ci è stato detto: «Siamo forti e abbiamo sconfitto molti popoli, e costruito grandi città, aspettiamo che questo male muoia, restiamo nelle case, e tutti insieme vinciamo».

Peccato, appunto, che si tratti di una bella bufala!

Scrive su Facebook Giuseppe La Spina, archeologo di Gela:

Eracleonte di Gela? Ma dai, fate sul serio 😂😂😂.

Comunque il testo prende in parte dalla “Guerra del Peloponneso” di Tucidide, ma il personaggio “Eracleonte” è totalmente inventato.

P.S. per carità il messaggio è molto bello e si lega tra le altre cose alle feste Antesterie, celebrazioni di tradizione ionico attiche dedicate a Dioniso che celebravano l’inizio della Primavera, però così diffondiamo bugie che non ci fanno bene.

Abbiamo una storia e dei personaggi straordinari, diffondiamo verità.

Aggiornamento del 2 aprile (ore10.00)

E poi succede che stamani si trovi nella nostra casella di posta elettronica una mail con Oggetto: «Grazie da Eracleonte… »

Grazie a te, Marcello Troisi, autore, come hai ben spiegato in questa pagina, della finta, molto finta poesia; grazie a te perché se fake devono essere, sono queste quelle che ci piacciono. E anche perché mi è tornata alla memoria la più grande bufala del secolo scorso, quando nel 1984 il mondo dell’arte cadde nella burla più assurda mai combinata, quella delle “teste di Modigliani” ritrovate nell’Arno e ritenute autentiche: ma forse è solo un collegamento mio dovuto a ragioni anagrafiche…

Comunque ecco il testo apocrifo (che adesso non è più apocrifo ma è di Marcello Troisi)

E’ iniziata l’aria tiepida
e dovremo restare nelle case
per le Antesterie
le feste dei fiori
in onore a Dioniso
Non usciremo
non festeggeremo
bensì mangeremo e dormiremo
e berremo il dolce vino
perché dobbiamo combattere
Le nostre città lontane
ornamento della terra asiatica
hanno portato qui a Gela
gente del nostro popolo
un tempo orgoglioso
Queste genti ci hanno donato
un male nell’aria
che respiriamo se siamo loro vicini
il male ci tocca e resta con noi
e da noi passa ai nostri parenti
Il tempo trascorrerà
e sarà il nostro alleato
il tempo ci aiuterà
a guardare senza velocità
il quotidiano trascorrere del giorno
Siamo forti e abbiamo sconfitto molti popoli
e costruito grandi città
aspettiamo che questo male muoia
restiamo nelle case
e tutti insieme vinciamo_
Eracleonte (233 a.c.)

Immagine: Uno scorcio di Gela – Wikipedia

Maria Cristina Dalbosco

Maria Cristina Dalbosco

Fa parte della Redazione di People For Planet. Scrive e si occupa dell'editing e della revisione dei contenuti

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