Anoressia, in corso epidemia sociale senza precedenti. Ma si può guarire

Il messaggio arriva da Laura Dalla Ragione, referente del ministero della Salute per i disturbi del comportamento alimentare

Siamo davanti a un’epidemia sociale senza precedenti, con un’alta percentuale di pazienti con anoressia registrata in tutte le Regioni italiane e un elevato numero di morti: 3200 solo nell’ultimo anno. «Ma le terapie sono altamente specializzate e si può guarire: non è reale la notizia che si rimane ammalati di anoressia per tutta la vita». A parlare è la psichiatra e psicoterapeuta Laura Dalla Ragione, referente scientifico del ministero della Salute per i Disturbi del comportamento alimentare e direttore della Rete Disturbi comportamento alimentare Usl 1 dell’Umbria, uno degli esempi più virtuosi in Italia di assistenza sanitaria mirata ai disturbi alimentari.

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Epidemia sociale

L’età di esordio dell’anoressia si sta abbassando: è infatti in aumento il numero di bambini (8-9 anni) che sviluppa questa patologia. Così come è in crescita il numero di persone adulte che sviluppa questo disturbo alimentare. L’esperta parla di «un’epidemia sociale senza precedenti», e spiega che la sorveglianza del ministero della Salute coordinata dalla Regione Umbria conferma un’alta percentuale di pazienti con anoressia in tutte le Regioni italiane e un elevato tasso di mortalità. «Dai dati emerge che si muore di più dove non ci sono servizi – precisa Dalla Ragione -. Lo stato dell’assistenza è molto diverso da regione a regione: alcune hanno un’intera rete di assistenza (Veneto, Umbria, Toscana , Lombardia , Basilicata), altre nessuna». Divari che, forse, andrebbero colmati per garantire a tutti i cittadini, indipendentemente da dove vivono, la giusta assistenza.

Lavoro di prevenzione nel web

Un importante lavoro di prevenzione, spiega l’esperta, va fatto nel web: tra siti internet (ad esempio i siti “pro ana” e “pro mia”), blog e chat whatsapp, online vengono veicolati molti messaggi che, oltre a inneggiare all’anoressia e alla bulimia, mirano ad attirare nuovi “seguaci”.

Non solo anoressia

Il cibo è diventato un nemico in molti modi: oltre ai disordini alimentari più conosciuti – come l’anoressia (rifiuto di mangiare), la bulimia (alternanza di abbuffate fuori controllo e restrizione alimentare) e il binge eating disorder (disturbo da alimentazione incontrollata) – stanno sempre più prendendo piede nuove patologie: la diabulimia (pazienti diabetiche che usano l’insulina come metodo per dimagrire), la pregoressia (donne in gravidanza che combattono fortemente l’aumento di peso), la drunkoressia (consumo di alcool a digiuno), l’ortoressia (ossessione di mangiare sano) e i disturbi selettivi Arfid (Avoidant restrictive food intake disorder, ovvero disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo) nell’adulto (mangiare solo cose bianche, o solo tre cose, ecc).

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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