Antibiotici agli animali: nuove regole dal Parlamento Europeo

E l’Italia fa da apriprista con la ricetta elettronica obbligatoria

Da gennaio è diventata obbligatoria in Italia la ricetta elettronica per gli antibiotici destinati agli animali di compagnia e di allevamento. Il nostro Paese è il primo in Europa ad adottare questa misura, che dovrebbe garantire tracciabilità completa della medicina e maggior disposizione delle informazioni sull’uso dell’antibiotico.

Parallelamente in autunno il Parlamento Europeo aveva approvato diverse restrizioni sull’uso degli antibiotici negli allevamenti, per aumentare la sicurezza dei consumatori e per contrastare l’antibiotico-resistenza, il fenomeno per cui i batteri diventano capaci di contrastare l’azione degli antibiotici creando dei “ceppi” infettivi difficili da debellare.

Le nuove regole europee limitano l’uso preventivo degli antibiotici, vietano l’uso di massa e quello per stimolare la crescita o per controbilanciare il cattivo stato degli animali da allevamento. L’opinione argomentata del veterinario sarà sempre necessaria.

Le regole valgono anche per i mangimi “medicati”, quelli che contengono medicinali, e saranno valide anche per i partner commerciali che vogliono esportare in Europa i propri animali.

Nello stesso testo, che deve essere approvato dal Consiglio Europeo ma che era già stato concordato, si dice che parallelamente verranno promossi incentivi per la ricerca su nuovi metodi antimicrobici.

Si tratta di azioni che fanno parte del piano d’azione Europeo contro la resistenza antimicrobica, l’antibiotico-resistenza appunto, responsabile di 33 mila morti all’anno in Europa, un terzo delle quali si verifica in Italia, un primato per il quale non andare fieri (e di cui abbiamo parlato in questo articolo).

Commenta con Facebook
Margherita Aina

Margherita Aina

Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi

commenta

Margherita Aina

Margherita Aina

Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi