Orti - Coronavirus petizione

Apriamo gli orti al tempo del Coronavirus

Superate le 10.000 firme la petizione online. Si va per le 15mila

In piena emergenza Coronavirus e a seguito delle direttive nazionali da Dpcm dello scorso 11 marzo, coltivare l’orto, se non adiacente alla propria abitazione, è vietato. L’attività hobbistica non è infatti ritenuta un’esigenza lavorativa né un’esigenza strettamente legata alla salute. Naturalmente fatta accezione verso la categoria degli imprenditori agricoli che “l’orto” lo fanno di professione. Per potersi recare verso il proprio appezzamento di terra al fine di svolgere un’attività di coltivazione, è necessario essere imprenditori agricoli con ufficiale attestazione e che l’attività svolta nel campo sia fonte reddito.

Rimangono fuori però alcune decine di migliaia di normali cittadini che, per semplice hobby e per autosostentamento, da più di un mese eseguono ligi l’ordine del restate a casa pensando a come fare,in totale legalità, a tornare alla loro terra. Una questione che interessa tutto il panorama italiano, da nord a sud, e che complici le temperature ormai pienamente primaverili propizie, si è tradotta in una petizione online che ha raggiunto le 10.000 firme (primo obiettivo prefissato) e sta viaggiando verso le 15.000.

Indetta circa un paio di settimane nella petizione ufficiale “Apriamo gli orti al tempo del Coronavirus”, diretta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e della Salute Roberto Speranza,  si chiede a gran voce che gli hobbisti possano tornare a coltivare i propri orti e a giovare del benessere psico-fisico che lo sforzo regala. Se per molti può non sembrare una questione primaria per altrettanti la possibilità di recarsi verso il proprio orto non altrettanto cosa banale e, come si legge nel testo della petizione: “Andare a coltivare un orto in piena campagna evita di sicuro assembramenti di persone, evita code al supermercato nell’acquisto di frutta e verdura dove invece questi assembramenti si verificano, ed è quindi in perfetta linea con le direttive emanate dal governo”

La terra è una risorsa, è un bene primario di sostentamento, i piccoli coltivatori e gli hobbisti sono numerosi, anche possedendo solo poche centinaia o migliaia di metri quadrati la loro somma porta a numeri considerevoli nella coltivazione, soprattutto sana, biologica e genuina. […]  La coltivazione dei piccoli orti è sempre stata una realtà rurale di sostentamento economico, non togliamo questa opportunità agli italiani“.

Insomma, tra incongruenze e scelte discutibili di cosa sia “bene primario” (tra i molti, ne è esempio la possibilità di acquisto alcolici, tabacchi ecc) e cosa non lo sia, vi lascio con il teso integrale della petizione su Change.org:

Il DPCM 11 marzo 2020 e smi (decreto #IoRestoaCasa ) a seguito della pandemia mondiale del Coronavirus, ha giustamente emanato decreti atti a limitare la diffusione del virus e di conseguenza la limitazione della nostra libertà di movimento.

Chiediamo a gran voce che venga data la possibilità della coltivazione di un orto o frutteto a tutte quelle persone che lo fanno solo per uso hobbistico e non sono dotate di partita iva, che lo hanno magari a poca distanza dalla propria abitazione principale, e che per loro è fonte di autosostentamento oltre che di benessere psico-fisico.

Andare a coltivare un orto in piena campagna evita di sicuro assembramenti di personeevita code al supermercato nell’acquisto di frutta e verdura dove invece questi assembramenti si verificano, è quindi in perfetta linea con le direttive emanate dal governo.

La terra è una risorsa, è un bene primario di sostentamento, i piccoli coltivatori e gli hobbisti sono numerosi, anche possedendo solo poche centinaia o migliaia di metri quadrati la loro somma porta a numeri considerevoli nella coltivazione, perlopiù sana, biologica e genuina.

Possono contribuire ad alleggerire il compito della filiera dell’agricoltura professionale in merito alla produzione di frutta ed ortaggi, filiera che potrebbe anche avere problemi di produzione in questo periodo di limitazioni a livello nazionale.

La coltivazione dei piccoli orti è sempre stata una realtà rurale di sostentamento economico, non togliamo questa opportunità agli Italiani.

Al link per firmare la petizione

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Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.

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Claudia Faverio

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Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.

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