Coronavirus: il plasma della discordia. Infuria la polemica tra Burioni e De Donno

Teorie complottiste e guerre mediatiche all’ombra della terapia al plasma. Ma è una cura prodigiosa o solo una ipotesi promettente?

Arriva una cura che avrebbe guarito già quasi 80 pazienti ricoverati negli ospedali di Mantova e Pavia in condizioni gravissime. Risultati straordinari che ora si stanno verificando per pubblicare uno studio. Anche Padova sta iniziando la sperimentazione.

Ma l’affermarsi di questa scoperta, che potrebbe cambiare l’impatto del Covid-19, non è stata facile. Giuseppe De Donno, direttore della Pneumologia e dell’Unità di Terapia intensiva respiratoria all’ospedale Carlo Poma di Mantova e Il dottor Massimo Franchini, ematologo e primario del centro trasfusioni dell’ospedale di Mantova hanno inizialmente avuto poco spazio sui media e poco sostegno da università e grandi ospedali e alcuni hanno minimizzato i risultati (costa troppo, non è sicura…).

Visto che la cura costa veramente poco e che, sostengono a Mantova, non ci sono pericoli di trasmissione di altri malanni perché il sangue è trattato in modo sicuro, questi commenti sui media hanno fatto imbestialire i due scopritori e alla fine li hanno portati all’onore delle cronache…

Ad esempio, il virologo Roberto Burioni, pur ammettendo le potenzialità dell’approccio, ha avanzato preoccupazioni per le tecniche di produzione del plasma e possibili effetti sconosciuti di queste procedure. Auspicando al contempo che si giunga alla produzione di un plasma artificiale.

De Donno ha risposto sua pagina Fb attaccando Burioni a gamba tesa.

Dopodiché ha affermato anche che da Fazio fosse vietato parlare della sua cura.

A questo punto scattano le sirene del complottismo perché la pagina di De Donno su Facebook scompare. In effetti non si sa neppure se sia stato Fb, oppure lo stesso De Donno a chiuderla.

Comunque De Donno atterra pure da Vespa e in quattro e quattr’otto la cura al plasma esplode, è sulla bocca di tutti e si muove pure l’Oms e la squadra di Trump.

De Donno, ora ricercatissimo anche dai media internazionali, può quindi raccontare al mondo che il plasma è donato gratuitamente dai cittadini che sono in fase di guarigione, che il costo è solo quello tecnico di estrazione delle emoglobine che agiscono da anticorpi (il sangue poi viene reiniettato ai donatori); considerando tutto il ciclo di purificazione e perfino il costo della sacca di plastica si superano di poco gli 80 euro.

Si tratta quindi di una medicina basata sul dono, dice, con costi bassi, che non può essere eguagliata da un eventuale, futuro, plasma artificiale; infatti il Coronavirus è instabile e muta rapidamente, quindi solo il prelievo del sangue dai malati più recenti può seguire queste mutazioni ed essere efficace.

Una medicina democratica, la definisce: «Dal popolo al popolo» e per questo osteggiata dalle case farmaceutiche

Lo scontro con Burioni

Scrive De Donno su Facebook: “Il signor scienziato, quello che nonostante avesse detto che il coronavirus non sarebbe mai arrivato in Italia, si è accorto in ritardo del plasma iperimmune… Forse il prof non sa cosa è il test di neutralizzazione. Forse non conosce le metodiche di controllo del plasma. Visto che noi abbiamo il supporto di AVIS glielo perdono. Io piccolo pneumologo di periferia. Io che non sono mai stato invitato da Fazio o da Vespa. Ora, ci andrà lui a parlare di plasma iperimmune. Ed io e Franchini alzeremo le spalle, perché…. importante è salvare vite! Buona vita, quindi, prof Burioni. Le abbiamo dato modo di discutere un altro po’. I miei pazienti ringraziano.
PS: vedo che si sta già arrovellando a come fare per trasformare una donazione democratica e gratuita in una ‘cosa’ sintetizzata da una casa farmaceutica. Non siamo mammalucchi!”

Qui di seguito dal sito di Radio Radio, emittente di Mantova, alcuni brani dell’intervista a De Donno.

Burioni: «Cura al plasma costosa», la risposta del Prof. De Donno

«Il Prof. Burioni forse ha fatto male i conti. Il plasma è gratuito perché viene donato dal popolo e torna al popolo. Noi abbiamo fatto due conti per capire quanto può costare una sacca di plasma da 600 ml e costa circa 160 euro con tutto: spese del personale, il percorso per purificare il sangue, il costo della sacca di plastica, cioè tutto quello che serve per produrre una sacca. Per cui un’aliquota da 300 ml costa circa 80 euro, 82,50 per la precisione, e io penso che spendere 82,50 euro per salvare una vita vuol dire avere un costo quasi gratuito».

Verifiche dei Nas all’ospedale di Mantova: avversione nei confronti del sistema?

«Una volta che l’Italia fa una scoperta come questa penso che i Nas debbano essere orgogliosi, non vessatori. A me piacerebbe sapere se i Nas stanno indagando su tutte le ricerche di farmaci utilizzati off-label, vorrei sapere quanti medici hanno chiesto il consenso ai pazienti per utilizzare farmaci che non hanno nessuna indicazione per le polmoniti da coronavirus. Noi abbiamo sempre chiesto il consenso per la sperimentazione e il consenso alla trasfusione di plasma a ogni paziente».

Se questo plasma fosse prodotto in laboratorio ci sarebbero tutte queste polemiche?

«No. La mia risposta è no. Però bisogna anche capire cosa vogliamo ottenere in laboratorio. Il coronavirus è un virus mutante e anche se avremo la possibilità di sintetizzare in laboratorio le immunoglobuline, sarà molto costoso. Noi invece abbiamo la fortuna di avere un popolo generoso, un esercito di eroi che vengono a donare il plasma e che vogliono salvare altri pazienti ammalati. Questa cura è gratuita, segue l’andamento della virosi, per cui se il virus muta muterà anche il plasma iperimmune».

Per approfondire:
De Donno vs Burioni: “Su plasma sperimentazione molto seria”
“Tante polemiche sul plasma perché non è prodotto in laboratori farmaceutici. Nas controllano così anche le altre ricerche?” 
Il complotto del profilo di De Donno oscurato su Facebook

Leggi anche:
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Foto da ilprimatonazionale.it

Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.

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Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.

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