Aspettiamo il dopo, in agguato come la tigre

Raccogliamo le idee e le energie per quando la crisi sarà finita

Cominciamo a parlarne

Quando l’emergenza sarà finita avremo il diritto/dovere di analizzare con attenzione perché siamo finiti in questa tragedia collettiva, cosa si dovrà fare perché non si ripeta e, perché no, se e di chi sono state le responsabilità. Alcune cose, penso, sono già chiare da ora e vale la pena di appuntarcele in vista del “dopo”.

Più salute, ricerca e formazione

Bisogna ritornare ad uno Stato sociale che investa sugli aspetti essenziali e strategici (salute, ricerca, formazione). Tanto per citare solo un numero, secondo i dati Ocse, nel 2017 l’Italia poteva contare di 2,6 posti letto ICU totali ogni 1.000 abitanti, classificandosi al 19° posto su 23 paesi europei. E da allora la situazione è peggiorata…  Risalire la china, al di là dell’emergenza, sarà necessario ma non breve. Bisognerà ritornare ad uno Stato che investa su una sanità pubblica efficace, utilizzando anche le risorse provenienti per questo dall’Unione Europea.

Meno armi e produzioni inquinanti

Vogliamo uno Stato che disinvesta in settori non strategici dove sarebbe meglio concentrare gli investimenti a livello Europa anziché ogni Stato per conto suo (primo tra tutti le spese militari, lo Stato spende 500 euro all’anno dei soldi di ogni cittadino compresi i neonati, lo sapevi? ). A proposito, l’indicazione dell’industria delle armi come “essenziale” contenuta al punto h) del DPCM non risulta modificata quindi le fabbriche di armi attualmente sono ancora aperte! II governo ha concesso ai produttori di armamenti di decidere autonomamente quali produzioni tenere aperte e quali no. Lo si legge nella comunicazione inviata alla “Federazione delle Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza” (AIAD) a firma del Ministro della Difesa Guerini e del Ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli. 
Vogliamo che finalmente si dia un taglio alle produzioni inquinanti perché non vogliamo tornare a come era prima.

Concentrazione del biossido d’azoto il 24 Febbraio a sinistra, mentre nell’immagine a destra siamo all’8 Marzo, solo dopo 2 settimane di rallentamento dell’inquinamento

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Un’Europa vera capace di decidere

Bisognerà che ci ricordiamo che, come stiamo vedendo, ci sono questioni come il coronavirus rispetto alle quali il singolo Stato non è in grado di rispondere, che sarà perciò necessario lavorare tutti per rafforzare un’Europa più coesa, dove il Parlamento e il Governo europei siano effettivamente il Parlamento e il Governo di tutti i cittadini europei e non, come oggi, delle entità fittizie prive di fatto di poteri reali. Un’Europa con un unico governo e un parlamento che sappia definire una strategia comune su tutti gli aspetti chiave della vita collettiva, dalla sicurezza ai sistemi fiscali, dalla salute alla ricerca, avendo il potere reale per farlo.

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Il dibattito è aperto

Cominciamo a parlarne ora, confrontiamoci, non sprechiamo questo tempo.

La redazione di People For Planet è aperta a raccogliere contributi e punti di vista. L’indirizzo è redazione@peopleforplanet.it

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Immagine: Foto di Bruno Patierno

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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