Assistenti vocali, l’Unesco lancia l’allarme sessismo

L’Unesco ha deciso di lanciare l’allarme con un rapporto nel quale accusa Alexa, Siri e le altre di essere strumenti che diffondono l’immagine di una donna mite e sottomessa

«Massimo, ma ti sei bevuto il cervello? È la terza volta che mi chiedi la stessa cosa: hai bisogno di fosforo!». Chissà, un domani gli assistenti vocali che si stanno diffondendo nelle nostre case potrebbero anche rispondere così – con brutale franchezza, ironia o perfino con voce stizzita – a una nostra richiesta impropria o mal formulata. Sarebbe curioso, certo, ma sarebbe anche un passo avanti rispetto alle risposte sussiegose, monocordi e al tono di sottomissione prodotto oggi dai software coi quali Amazon, Apple, Microsoft e Google alimentano i loro maggiordomi elettronici: Alexa, Siri, Cortana e Google Home. Tre su quattro hanno nomi femminili e, nella gran parte dei casi, una voce di donna. Che risponde sempre in tono garbato e con parole accomodanti, anche quando ci si rivolge a queste macchine con arroganza, usando espressioni incivili o veri e propri insulti. In America, se dici ad Alexa «sei una puttana», ti senti rispondere «grazie per il feedback».

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Redazione People For Planet

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Redazione centrale: Gabriella Canova, Simone Canova caporedattore centrale, Miriam Cesta settore Persona, Maria Cristina Dalbosco settore Società, Michela Dell’Amico settore Green

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