Assunzioni in sanità, Speranza: nel 2020 si potrà spendere fino a 300 milioni in più

Un primo passo per combattere la carenza di medici: solo nei pronto soccorso ne mancano duemila

Il prossimo anno per assumere personale nel settore sanitario ci saranno a disposizione fino a 300 milioni in più rispetto al 2019. Il merito è di un emendamento approvato nel decreto legge fiscale. A dichiararlo è il ministro della Salute Roberto Speranza: «Fino a ieri – ha scritto il ministro il 2 dicembre scorso in un post su Facebook – il tetto alla spesa per il personale poteva crescere del 5% rispetto alla quota incrementale del fondo sanitario. Oggi con l’emendamento approvato nel decreto fiscale si sale fino al 15%. Concretamente, nel 2019 si poteva spendere per il personale fino al 5% su 1 miliardo in più di fondo. Nel 2020 si arriva al 15% sui 2 miliardi in più previsti dalla manovra. Questo significa che le risorse che si potranno usare nel 2020 per combattere la carenza di personale sono sei volte in più rispetto al 2019».

La nuova norma rappresenta una delle misure messe in campo dal ministro della Salute per risolvere il problema della carenza di personale sanitario che affligge il nostro Paese. «Finalmente sarà più facile assumere donne e uomini nel nostro Servizio Sanitario Nazionale – ha dichiarato il ministro -. È un passo avanti importante».

La carenza di personale nei pronto soccorso

Tra i reparti in cui la carenza di personale è maggiore ci sono i pronto soccorso. Attualmente sono oltre duemila i medici che mancano nelle sale d’emergenza e urgenza italiane ed entro il 2025 il numero è destinato a raddoppiare: secondo i dati ANAAO-Assomed, il sindacato più rappresentativo dei medici e dei dirigenti del Sistema sanitario nazionale, entro il prossimo quinquennio è infatti prevista la mancanza di 4422 medici nell’area dell’emergenza-urgenza, di cui 800 solo in Campania e 550 nel Lazio.

Il ricorso ai medici con partita Iva

Per tamponare l’emergenza del sotto organico nelle sale d’emergenza-urgenza, gli ospedali fanno ricorso ai medici con partita Iva: medici libero professionisti chiamati a svolgere turni in strutture di volta in volta diverse e che affrontano ogni sorta di problematica lavorando a prestazione, pagati a ore, senza diritto a malattie, ferie e permessi di alcun tipo. «Il loro numero è cresciuto molto negli ultimi anni perché in questo modo le aziende sanitarie aggirano il blocco delle assunzioni», spiega Carlo Palermo, segretario di ANAAO-Assomed. Quanti siano esattamente non è dato sapere perché «non esiste un censimento nazionale, ma sono migliaia in tutta Italia, soprattutto in Piemonte, Lazio, Veneto, Campania e Sicilia».

Le (troppe) criticità

Una situazione, quella dei medici che esercitano la libera professione a chiamata nei pronto soccorso, che comporta non poche criticità. Tanto per iniziare, spiega Palermo, «non hanno una qualifica specifica per svolgere la funzione. Inoltre, visto il rapporto di lavoro non stabile è impossibile controllarne i turni accumulati, cosa che si traduce in una mancanza di sicurezza per se stessi e per gli altri. Infine, proprio perché chiamati di giorno in giorno in posti diversi, hanno più difficoltà a conoscere in modo approfondito l’ambiente di lavoro e le procedure».

Non possono accedere ai concorsi per la stabilizzazione

Oltre al danno – lavorare a chiamata in strutture sempre differenti e senza alcuna garanzia – per i medici che lavorano nei pronto soccorso a partita Iva al si aggiunge anche la beffa: spesso hanno infatti accumulato anni e anni di esperienza nell’area dell’emergenza-urgenza, ma non possono accedere ai concorsi per la stabilizzazione perché non sono specialisti. «Per questi medici – conclude Palermo – chiediamo al Governo di trovare delle forme di assunzione a tempo determinato, con iscrizione alla scuola di specializzazione, nell’ambito delle quote di contratti aggiuntivi finanziati dalle Regioni». 

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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Miriam Cesta

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Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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