Attenzione alle bevande zuccherate: berne troppe potrebbe aumentare il rischio di morte

Lo afferma uno studio dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, effettuato in 10 Paesi. Secondo Assobibe però è impossibile stabilire un nesso causale

Che le bevande zuccherate non facciano bene alla salute è ormai noto. I medici di base per quanto concerne gli adulti, e i pediatri per quanto riguarda bambini e ragazzi, lo ripetono ogni giorno ai loro assistiti: come fonte di idratazione l’acqua è insostituibile, e le bevande che contengono zuccheri aggiunti rappresentano un rischio per la salute. Un pericolo anche molto alto, secondo l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), che in un recente studio ha esaminato l’associazione tra il consumo totale di soft drink (bevande analcoliche con aggiunta di zucchero o di dolcificanti ipocalorici) e la mortalità per varie cause, rilevando che bere due bicchieri al giorno di bevande dolcificate aumenta il rischio di mortalità dell’8% (per le bibite zuccherate) e del 26% (per quelle con dolcificanti artificiali) rispetto a consumare queste bibite in modo molto più moderato (meno di un bicchiere al mese).

Due bicchieri al giorno

La ricerca, pubblicata sulla rivista JAMA Internal Medicine, ha visto coinvolte quasi 452 mila persone di 10 Paesi europei con 51 anni di età media che sono state seguite mediamente per più di 16 anni grazie allo studio European Prospective Investigation in Cancer and Nutrition (EPIC). Nel corso dello studio si sono verificati oltre 41 mila decessi: dall’analisi dei dati è emerso che rispetto ai partecipanti che negli anni avevano bevuto meno di un bicchiere di bibite zuccherate o dolcificate artificialmente al mese, i partecipanti che avevano consumato due o più bicchieri al giorno di queste bevande correvano un maggiore rischio di morte per tutte le cause.

Malattie cardiovascolari e digestive

Sono state in particolare rilevate associazioni tra l’assunzione di due o più bicchieri al giorno di bevande analcoliche addolcite artificialmente e decessi per malattie cardio-vascolari, e tra il consumo quotidiano di un bicchiere o più di bevande analcoliche con zuccheri aggiunti e morti per patologie legate all’apparato digerente, in entrambi i casi sempre rispetto al consumo di un solo bicchiere al mese.

In un’intervista all’Ansa Neil Murphy della Iarc con sede a Lione, uno degli autori dello studio, ha spiegato che «l’osservazione che impressiona della nostra ricerca è che abbiamo riscontrato associazioni col rischio di morte per varie cause sia per quanto concerne le bibite zuccherate, sia per quelle dolcificate artificialmente». I possibili meccanismi in grado di spiegare tali associazioni sono diversi per i due tipi di bibite, spiega lo studioso: nel caso di quelle zuccherate è soprattutto l’eccesso di calorie che contribuisce all’attivazione di meccanismi nocivi per la salute, tra cui l’aumento della glicemia che porta a lungo andare a insulino-resistenza, infiammazione, aumento di peso e obesità. Per quanto riguarda le bibite con dolcificanti artificiali i meccanismi sono invece meno chiari, e necessitano di ulteriori studi. In ogni caso, conclude l’autore, per quanto si tratti di uno studio osservazionale (in cui cioè il ricercatore si limita a registrare – osservare – quello che avviene nella realtà, ndr), «i risultati danno sostegno alla validità di iniziative di salute pubblica volte a ridurre il consumo di queste bibite».

Cosa dicono i produttori?

Secondo Assobibe, l’associazione che in Confindustria rappresenta le imprese che producono e vendono bevande analcoliche in Italia, «trattandosi di studio osservazionale non è possibile stabilire un nesso causale tra consumo di soft drink e mortalità» e che a causa di questa metodologia «le osservazioni possono essere distorte». Assobibe ricorda che i soft drink «sono considerati sicuri dalle principali autorità sanitarie del mondo, compresa l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, così come gli edulcoranti ipocalorici e non calorici». In ogni caso, precisa l’associazione, «l’industria riconosce di avere un ruolo nel combattere l’obesità e l’aumento di peso, ed è il motivo per cui ha intrapreso la via della riduzione di calorie e zucchero». 

Immagine di Armando Tondo

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.