Australia, come diventare volontario

Arrivano da tutto il mondo le offerte di partecipare alle iniziative per l’ambiente delle associazioni australiane; ecco come mettersi in lista

Con l’assopirsi dell’attenzione mediatica, l’Australia cercava volontari disposti a lavorare per curare e nutrire i tantissimi animali finiti nei rifugi e quelli che – a fronte della distruzione del loro habitat – vagavano inutilmente in cerca di cibo e protezione. Soprattutto la Kangaroo Island è in ginocchio, e faticava a portare avanti il lavoro necessario. Dopo un appello lanciato qualche giorno fa dalla Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (RSPCA South Australia), la stessa ha dovuto oggi frenare gli entusiasmi. Alla richiesta di 120 volontari, hanno risposto infatti 13.500 persone, anche da paesi lontani come la Russia o l’Europa.

Come aiutare

Se tuttavia volete tenere monitorate le richieste, e far parte del prossimo blocco di aiuti, potete farlo a questa pagina, o cercando altre associazioni locali. Tenete ben presenti i requisiti essenziali: reggere la pressione di un lavoro faticoso e penoso. Avere la patente. Lavorare in autonomia per sette giorni a settimana. Di certo, un’esperienza umana capace di ripagare, tuttavia, ogni sforzo.

L’ape ligure, a grave rischio

Tra gli animali meno “iconici” di cui l’Australia e il mondo piangono il destino, ricordiamo qui una specie che ha un legame particolarmente forte – e poco conosciuto – con il nostro Paese. L’ape ligure era stata importata nella Kangaroo Island australiana nel 1885, e la legge bandì da allora di importarne altre specie di api – ma anche altri insetti o piante che potessero nuocerle – per mantenere la zona un santuario della specie animale poi estinta in casa, l’appenino italiano, a causa degli incroci e di pesanti epidemie.

Da allora, l’ape ligure è stata per quest’isola e per l’intera Australia uno dei fiori all’occhiello della sua celebre biodiversità, ma anche un prezioso business per gli allevatori e i produttori di miele che creano grazie a loro una miscela unica al mondo. Laboriosa, docile, resistente al caldo e al freddo, instancabile produttrice di pregiati mieli e cere, chiamata anche la “bionda” per l’addome chiaro, l’ape ligure aveva trovato in quest’isola un paradiso a 16 chilometri dalla costa.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

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Michela Dell'Amico

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