Australia, gli animali morti non sono un miliardo

Le fake news riempiono di ideologia il disastro australiano, cucite ad arte per sostenere la causa dei cambiamenti climatici o quella della normale stagione calda

Si parla erroneamente di un miliardo di animali morti nei roghi che da mesi devastano l’Australia e preoccupano il mondo intero. In realtà le stime più attendibili dimezzano il dato, fermandolo a mezzo miliardo.

Lo spiega alla Bbc un esperto di biodiversità dell’Università di Sidney, Chris Dickman, che con un comunicato ha spiegato come si stimano queste perdite: si prende la media di animali presenti in una data area e, considerata la zona devastata dalle fiamme, si sottraggono sostanzialmente gli animali in grado di fuggire, come gli uccelli prima di tutto, ma anche grandi mammiferi come i canguri o gli emù. Sono solo gli animali più piccoli, e che più direttamente dipendono dalla foresta a morire negli incendi. Anche se, è necessario considerare, molti animali muoiono nei giorni successivi perché non trovano più cibo oppure non hanno alcun rifugio in cui proteggersi.

Certamente, ogni numero relativo alla catastrofe in atto è una stima. Quel che colpisce, ancora oggi, relativamente a questa vicenda, è la larga diffusione di fake news, come quella che ha tentato di sottolineare il peso dei piromani, per diminuire il ruolo dei cambiamenti climatici nella diffusione di questi incendi. Ma anche, per il verso opposto, le immagini create ad arte dagli ambientalisti per suggestionare l’opinione pubblica, o anche quelle circolate in rete e fraintese, semplicemente per sbaglio.

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

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