Lavate l’auto tutte le settimane? E’ più ecologico e sostenibile l’autolavaggio automatico o il fai da te a casa? Lo zen e l’arte di lavare la macchina! Disegno di Armando Tondo, settembre 2019.

Autolavaggio, soluzioni a confronto: qual è migliore per il Pianeta?

Meglio recarsi in un autolavaggio o il fai-da-te in giardino? E quali prodotti usare?

Sfatiamo subito un mito: lavare l’auto non è un’attività da patiti per l’estetica, è utile a mantenere il veicolo in condizioni ottimali. Negli ultimi anni però, con l’aumento della sensibilità per le questioni ambientali, ci si è interrogati su quale sia la maniera migliore per minimizzare l’impatto del lavaggio della propria auto.

Perché lavare l’auto

Ultimamente qualcuno ha evidenziato che si potrebbero evitare consumi inutili scegliendo, ad esempio, di non stirare i vestiti. Nel caso del lavaggio dell’auto non vale la stessa regola. Lavare il proprio veicolo serve ad evitare conseguenze negative legate all’esposizione o al deposito di materiali corrosivi o comunque dannosi. Lavare l’auto l’inverno, quando piove di più e potrebbe sembrare uno sforzo inutile, è utile a rimuovere sostanze come il sale antighiaccio sparso sull’asfalto, che è meglio non lasciare troppo a contatto con la vettura per via dell’effetto corrosivo a lungo andare. Insomma, se vogliamo che la nostra auto duri più a lungo dobbiamo ricordarci di lavarla, sebbene non in maniera ossessiva e per una pura questione estetica. E dobbiamo ricordare anche che troppi lavaggi possono fare altrettanto male alla nostra auto, soprattutto se le facciamo subire trattamenti con spazzole di gomma, spugne di ogni genere e detergenti chimici. Come sempre, la regola d’oro è la moderazione.

Autolavaggio e impatto ambientale

Appurato che lavare l’auto è utile, possiamo capire quale sia l’impatto ambientale di questa attività. Per chi non si sposta senza che la propria auto sia perfettamente pulita e luccicante, ridurre il numero di lavaggi inutili resta il passo avanti più incisivo.

Per lavare un’auto si consumano in media 150-200 litri d’acqua, 600 litri per lavare un camion. Purtroppo i dati disponibili risalgono al 2010 ma a cambiare è soltanto il numero di auto che circolano nel nostro Paese e che potrebbe essere utile a determinare lo spreco di acqua destinata al lavaggio di veicoli. A calcolare le stime è stato l’Osservatorio Autopromotec, che parla anche di una media di 3 lavaggi auto all’anno ed evidenzia il secondo aspetto che determina l’impatto ambientale: l’utilizzo di prodotti più o meno eco-friendly. Di solito si usano detergenti organici e siliconici, in media 100 grammi per lavare un’auto e 500 grammi per lavare un camion. Vanno aggiunte le cere e le sostanze schiumogene, in media 50 grammi per un’auto e 250 grammi per un camion. Tutto finisce nella rete fognaria, insieme all’acqua sprecata. Là dove non esistono depuratori, è chiaro che si riversa tutto nell’ambiente.

Illeciti e ambiente

C’è poi un’altra questione da considerare. Molti impianti spesso sono vecchi, soprattutto i classici fai-da-te aperti una decina di anni fa che non sono mai stati soggetti ad un restyling in chiave sostenibile. Ma c’è di peggio. Oltre agli autolavaggi aperti nel perfetto rispetto delle normative vigenti, ce ne sono altri che ogni giorno vengono scoperti, sanzionati, chiusi temporaneamente o per sempre perché abusivi o aperti senza le dovute autorizzazioni amministrative. L’abusività e il non rispetto delle regole si traducono spesso in danni ambientali, dovuti al mancato trattamento dei liquidi residui del lavaggio, che appunto finiscono dritti nelle reti fognarie o nel sottosuolo senza passare per sistemi appositi di filtraggio.

Autolavaggio o lavaggio in giardino?

Può sembrare strano, eppure l’autolavaggio è sicuramente la scelta migliore se vogliamo limitare l’impatto ambientale e lo spreco di acqua, in primis. Riportiamo alcuni calcoli utili presi dal New York Times, a riprova dell’interesse per la questione un po’ ovunque nel mondo.

Per lavare un’auto in giardino utilizzeremmo con molta probabilità la classica canna dell’acqua, immaginiamone una dal diametro standard e lunga una quindicina di metri, con una pressione dell’acqua tale da fornire circa 40 litri al minuto. In 10 minuti avremmo fatto fuori circa 400 litri di acqua. 10 minuti però non sono sufficienti a lavare l’intera vettura in maniera minuziosa.

Uno studio più aggiornato di quelli finora citati, quello dell’International Carwash Association, ci rivela che un autolavaggio self-service limita l’erogazione di acqua a circa 65 litri, mentre gli autolavaggi automatici la limitano a 150 circa in media. E quell’acqua spesso finisce in sistemi che la riciclano e la riutilizzano dopo un trattamento, il che aiuta anche i proprietari a ottimizzare i costi.

Ma l’autolavaggio permette soprattutto di evitare la dispersione di sostanze nocive nell’ambiente. Quando laviamo l’auto a casa tutto lo sporco, gli olii, le sostanze provenienti dal motore e quelle contenute nei detergenti – se non usiamo prodotti green – finiscono nelle fogne, proprio come in quegli autolavaggi abusivi. Al contrario, gli autolavaggi a norma, quando non possono più riutilizzare l’acqua, la deviano verso sistemi di trattamento, dove gli agenti inquinanti vengono filtrati prima di essere immessi nella rete fognaria.

Se proprio decidiamo di lavare l’auto a casa, quindi, meglio se usiamo un secchio al posto della canna dell’acqua e ci muniamo di detergenti privi di sostanze inquinanti.

Lavaggio a secco o a vapore

È possibile lavare la propria auto anche a secco o a vapore, due soluzioni molto gettonate negli ultimi anni. Il lavaggio a secco implica l’utilizzo di prodotti appositi che non necessitano di alcun risciacquo e che, appunto, vanno sotto il nome di “savewater”. Si asciugano in fretta, attirano lo sporco in superficie, lucidano mentre puliscono e sono biodegradabili, vale a dire che basta sciacquare poi i panni utilizzati. Inutile dire che il risparmio di acqua è il vantaggio principale, ma consideriamo anche che un lavaggio a secco può essere effettuato ovunque. Stesso discorso per il lavaggio a vapore: si risparmia acqua, non si utilizzano detergenti chimici e si effettua senza spostare necessariamente l’auto.

L’evoluzione dell’auto lavaggio: i washer a domicilio

Abbiamo parlato di impianti obsoleti e inquinanti, ma esiste un altro lato della medaglia. Anche il settore dell’autolavaggio si è evoluto, al punto che alcune aziende offrono un servizio di lavaggio a domicilio. Ormai ordiniamo tutto tramite app, perché non dovrebbe essere possibile ordinare la pulizia della propria auto? MisterLavaggio è una delle realtà che offrono questo servizio e, tra i vantaggi che elenca, oltre alla innegabile comodità, figurano proprio il rispetto per l’ambiente e il risparmio di acqua. L’acqua infatti non viene utilizzata affatto, non vengono prodotti residui durante il lavaggio e i prodotti utilizzati sono sostenibili. Il lavaggio si effettua a mano, grazie alla presenza di washer, professionisti che per svolgere il proprio lavoro seguono corsi di formazione e sono obbligati a rispettare standard aziendali. Per prenotare il lavaggio (a casa ma, ad esempio, anche quando l’auto è parcheggiata sotto l’ufficio) si scarica un’app, si decide la data e l’orario, si inseriscono alcuni dati sul tipo di vettura e il luogo del lavaggio. L’auto non sarà spostata, il pagamento avverrà direttamente tramite la stessa app.

Funziona in maniera simile anche il servizio di lavaggio e sanificazione a vapore della Ecoline Wash, che nel 2017 si è contraddistinta per aver coinvolto i Neet della Cooperativa Rinascere nella zona di Padova: dopo un periodo di formazione, alcuni giovani inoccupati sono stati inseriti attraverso tirocini e poi contratti stabili tra i lavoratori che svolgono il servizio di lavaggio a domicilio.

Immagine di copertina: Armando Tondo

Anna Tita Gallo

Anna Tita Gallo

Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.

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