Baby Miss Italia e USA

Baby Miss e Baby Mister: l’ambizione dei genitori moderni

Il rischioso trend dei concorsi di bellezza per bambini

Quanto conta la bellezza in una donna? Tanto, troppo forse, in questo mondo in cui conta più l’apparenza della consistenza.

E quanto conta la bellezza in una bambina?

Nei concorsi di baby Miss e baby Mister la bellezza è tutto!

Negli Usa i concorsi di bellezza per bambini sono un vero e proprio business da milioni di euro. Il primo concorso fu Little Miss America negli anni 60 ed era dai 13 ai 17 anni, ma nel tempo quest’età si è drasticamente abbassata, oggi possono partecipare anche bambini di 4 anni. Questo trend spesso sostenuto anche dalle case di abbigliamento per bambini ha preso progressivamente piede anche in Europa e in Italia.

Molti genitori che iscrivono i propri figli a questi concorsi lo descrivono semplicemente come un gioco divertente al quale il bambino partecipa. Siamo proprio sicuri che il “gioco” di premiare la bellezza sia sano e senza conseguenze psicologiche?

L‘infanzia è un periodo nel quale la fragile personalità del bambino fiorisce e prende forma a poco a poco, e come un fiore delicato può essere nutrito dal sole oppure schiacciato dal vento troppo forte. Vuol dire che i messaggi e gli insegnamenti ricevuti nei primi tempi dello sviluppo possono essere il sole ma possono rappresentare anche un vento distruttivo; sono determinanti nel processo di maturazione dell’autostima e del senso di identità personale.

La risposta alla domanda “chi sono io?” si inizia a formulare già da piccolissimi e comprende il nome, l’identità sessuale e la provenienza anagrafica, ma anche le caratteristiche che ci differenziano dagli altri, come il carattere, i tratti somatici e i valori in cui si crede.

La trasmissione dei valori avviene principalmente ad opera di mamma e papà attraverso l’educazione e il comportamento. Mediante una comunicazione più o meno esplicita il bambino comprende ciò che è importante per i suoi genitori e ciò che lo rende apprezzato e apprezzabile ai loro occhi. Sulla base di quanto elaborato il bambino si muoverà in futuro, camminando nel mondo e costruendo relazioni sociali.

Lo psicanalista inglese D. Winnicott già negli anni 70 descrive come il neonato si rispecchi negli occhi della mamma che appunto come uno specchio gli rimanda un’immagine di sé stesso. Il concetto è elaborato, ma volendo semplificarlo si potrebbe tradurre che se mamma mi guarda con occhi pieni di amore e di ammirazione io penserò di me che valgo che sono in grado di dare amore e di riceverlo. Al contrario se mamma mi guarda con occhi vuoti, distrattamente o non mi guarda affatto questo mi fa sentire poco importante e di poco valore.

Alla luce di quanto detto proviamo a chiederci: “Come si sviluppa l’autostima e il senso d’identità personale di quella bambina che negli occhi della mamma vede rispecchiata unicamente la propria bellezza e che per questo viene incoronata baby Miss?”

Uno studio pubblicato sul Journal of American Academy of Child and Adolescent Psychiatry mostra come l’esaltazione della bellezza come unico valore da premiare danneggi l’autostima del bambino e il rapporto che esso avrà con il suo corpo.

Le gare di bellezza inevitabilmente incoronano una bambina per le caratteristiche estetiche e la capacità di valorizzarle sorridendo, camminando e salutando. La bellezza diventa quindi l’unica cosa importante in quel momento.

Questi concorsi prevedono un’elaborata preparazione per trasformare il bambino in una piccola donna e in un uomo in miniatura. Trucchi, pennelli, paillettes, bigodini, lacca per capelli e vestiti costosi sono i giochi nelle ore di attesa della competizione. A quel punto il bellissimo sorriso naturale del bambino è incorniciato da un pesante make-up e da sfavillanti pettinature.

La più bella e il più bello vengono eletti e incoronati esattamente come tutti i principi e le principesse delle favole, ma in più si potrebbe anche vincere una parte su un set televisivo, un cucciolo, una quota in denaro e ancora meglio se si riesce a fare colpo su talent scout di una casa di moda.

Poco di tutto questo appartiene veramente al mondo dell’infanzia, probabilmente è un gioco solo la parte in cui ci si traveste da principesse, ma nel gioco vero del mascherarsi nessuno viene eletto vincitore e soprattutto l’unico trucco veramente utilizzato è la fantasia.

I rischi per i piccoli concorrenti al gioco della bellezza sono molteplici, in primo luogo un’autostima traballante.

“l’io valgo” rischia di ruotare unicamente intorno al valore estetico, alla bellezza del proprio viso e del proprio corpo. Cosa che può rendere estremamente insicuri dato che la bellezza riconosciuta universalmente non esiste e soprattutto é estremamente mutevole nel tempo.

Al contrario è molto importante per un bambino maturare la consapevolezza sulle proprie capacità quindi sul fare e sull’essere.

Dire a un bambino “come sei stato bravo a costruire questa tenda” lo rende orgoglioso e fiero di sé, esattamente come dirgli “sei un bambino gentile e coraggioso”. Questi sono valori molto più duraturi rispetto all’effimera bellezza e soprattutto si possono coltivare senza essere minacciati dal tempo che passa.

Ci si potrebbe chiedere cosa ci sta di male a dire un bambino che è bello e a lodarlo per questo? Niente. Non c’è niente di più bello di una mamma che guarda il proprio figlio con amore e che guardandolo negli occhi gli dice “sei la cosa più bella del mondo!”, “quanto sei bello”.

Ma cosa ben diversa è complimentarsi principalmente e ripetutamente con il bambino per la sua bellezza. Le bambine con un senso di identità costruito intorno all’estetica possono sviluppare nel tempo un’eccessiva attenzione a tutto quello che è cura del corpo e alimentazione. Che nel migliore dei casi porta a coltivare con costanza attività sportive e una sana alimentazione, ma altresì alterazioni dell’immagine corporea e disturbi alimentari.

Le conseguenze per le femminucce possono essere più gravose rispetto a quelle dei maschietti proprio perché le gare per Baby Miss vanno a confermare lo stereotipo di identità di genere nel quale una donna per essere apprezzata deve essere bella e mansueta.

Un altro importante rischio da prendere in considerazione riguarda la precoce erotizzazione dei bambini.

Probabilmente Sarà capitato a tutti navigando sul web o sfogliando una rivista di moda di trovare una bella bambina, truccata con rossetto e mascara, distesa su un divano che indossa un bel vestito, magari con le piume o addirittura di seta; guarda dritto nell’obiettivo della fotocamera con un fare suadente, se non addirittura ammiccante tanto che l’osservatore potrebbe avere il serio dubbio se raffigurata vi sia un’adolescente o una donna fatta e finita.

È difficile per la mente far combaciare nella stessa immagine due mondi così lontani: quello dell‘infanzia e quello della provocatorietà erotico sessuale.

Un bambino ha bisogno di viversi il suo corpo senza malizia il più a lungo possibile, gli anni che precedono lo sviluppo sessuale permettono un’esplorazione del corpo libera, attraverso i giochi di movimento, come il correre, l’arrampicarsi, lo sport, tutte attività che permettono al bambino di testare la sua resistenza e le sue abilità. Secondo S. Freud tra i 5 /6 anni e l’adolescenza il bambino vive una fase di sviluppo definita di latenza sessuale, in cui l’interesse sessuale rimane appunto latente almeno fino alla comparsa del menarca e della polluzione notturna. In questa fase di sviluppo quindi il corpo non esprime impulsi sessuali e le effusioni di affetto come abbracci e carezze sono caratterizzate unicamente da sentimenti di tenerezza.

Anticipare le tappe dello sviluppo sessuale è estremamente rischioso. Sarebbe come armare un bambino di una pistola che non sa usare e con cui ci si può fare molto male. La sessualità sana è qualcosa che si matura gradualmente nel corso dello sviluppo. Rimarcare con il trucco e l’abbigliamento i tratti di genere femminile induce una pubertà precoce e incentiva l’interesse erotico per il corpo.

La sessualità ha un impatto emotivo importante, incentivare questo aspetto nelle bambine può portarle a maturare condotte inadeguate per la loro età e soprattutto può esporle ha un maggior pericolo di abusi sessuali.

L’infanzia è un periodo della vita con un valore psico-emotivo determinante per lo sviluppo dell’identità adulta. I bambini vanno accompagnati nel loro percorso di crescita, favorendo un’esplorazione graduale e sana di sé stessi e del mondo. Aiutandoli a superare gli ostacoli e le paure senza porgli dinanzi sfide troppo grandi per la loro età.

Dr.ssa Ilaria Fontana – Psicologa clinica, psicoterapeuta. www.ilariafontana.com

Ilaria Fontana

Ilaria Fontana

Sono psicologa e psicoterapeuta ad orientamento umanistico integrato, e mi occupo di salute e il benessere psicologico. Per saperne di più seguimi anche su www.ilariafontana.com

Potrebbe interessarti anche

Ilaria Fontana

Ilaria Fontana

Sono psicologa e psicoterapeuta ad orientamento umanistico integrato, e mi occupo di salute e il benessere psicologico. Per saperne di più seguimi anche su www.ilariafontana.com

Consigli per gli acquisti

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy