Congo - Disboscamento multinazionali

Bacino del Congo: la foresta pluviale distrutta da migliaia di nuove strade

Le grandi compagnie di legname disboscano favorendo bracconaggio e agricoltura intensiva

La deforestazione nel Bacino del Congo cresce a ritmo esponenziale anche grazie alla continua costruzione di strade e vie di trasporto all’interno della foresta pluviale: il collegamento tra i due fenomeni è illustrato in una ricerca condotta dalla James Cook University, in Australia, pubblicata sulla rivista scientifica Nature Sustainability.

Secondo gli studiosi australiani, la percentuale di territorio disboscato per costruire nuove vie di comunicazione nel Bacino del Congo è quadruplicata rispetto ai primi anni 2000. Utilizzando immagini satellitari e rilevazioni in loco, i ricercatori hanno stimato che la lunghezza complessiva delle strade aperte nelle foresti pluviali africane sia passata dai 144 mila chilometri del 2003 agli attuali 231 mila chilometri, con un aumento di 87 mila chilometri.

“La situazione nel Bacino del Congo è delle più preoccupanti: le nuove strade aprono un vaso di Pandora di attività illecite come deforestazione illegale, miniere abusive, bracconaggio e speculazione – ha commentato il professor Bill Laurence, coautore della ricerca – Il disboscamento industriale è la chiave economica per la costruzione di gran parte delle strade: molte nuove vie vengono abbandonate, ma altre sono utilizzate da agricoltori che tagliano e bruciano i terreni (per renderli coltivabili, ndr) e bracconieri per penetrare all’interno delle foreste pluviali sopravvissute”.

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