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Bank of America taglia i fondi alle carceri private negli USA

Una svolta etica che si inserisce in un delicato quadro storico politico

Ha del clamoroso la notizia che Bank of America taglierà i fondi alle società di carcerazione privata degli Stati Uniti. Ad annunciarlo ai microfoni della CNN è stato un portavoce ufficiale: «Per via delle opacità giuridiche e politiche, che hanno creato preoccupazione tra i nostri dipendenti e azionisti, è nostra intenzione interrompere i rapporti».

Le carceri private in America sono nate negli Anni ’80 e sono tra i business più redditizi, anche a causa della stretta sulle politiche migratorie da parte del Presidente americano Donald Trump. Come spiegato in uno studio del Progressive Labor Party, i «contratti privati per il lavoro dei carcerati sono un incentivo per imprigionare sempre più gente» perché gli azionisti corporativi guadagnano grazie al lavoro dei carcerati e «fanno lobbying a favore di pene più lunghe, per espandere la loro mano d’opera. Così il sistema si autoalimenta».

Il caso del carcere privato di Clint (Texas) dove è emerso che 250 bambini erano ospitati in pessime condizioni (qui un servizio della BBC), ha inasprito il dibattito e spinto il senatore democratico candidato alle presidenziali del 2020 Bernie Sanders a intervenire: «Bisogna cancellare tutto ciò che Trump ha fatto per demonizzare e danneggiare gli immigrati».

Ufficialmente la svolta etica di Bank of America è frutto di un’indagine condotta dal comitato ESG (Enviroment Social Governance) incaricato di valutare la gestione di impresa della banca e il suo impatto in campo ambientale e sociale, ma è chiaro a tutti il segnale politico dietro la scelta. I dati diffusi nel 2018 dal Dipartimento della Giustizia e dall’International Center of Prison Studies parlano di 2,3 milioni di persone (quasi la metà sono afroamericani, nonostante rappresentino appena un settimo della popolazione). Un numero destinato a crescere per via dei migranti che finiscono in carcere perché resi ‘illegali’ dalle nuove leggi introdotte da Donald Trump. Illegali e redditizi: i due principali gruppi (quotati in borsa) responsabili della gestione carceraria, la Corrections Corporation of America (CCA) e The Geo Group nel 2016 ricevevano 70 dollari al giorno per ognuno dei 195mila detenuti ma ne spendevano 12 per la loro cura. Durante le elezioni presidenziali entrambi i gruppi hanno finanziato i candidati alla Casa Bianca, Donald Trump e Hillary Clinton. 

Foto di Barbara Rosner da Pixabay

Stela Xhunga

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