Banksy salva 89 migranti dal Mediterraneo

L’artista britannico firma la nave di Pia Klemp

Ieri mattina l’impegno politico dell’artista più noto e apprezzato del secolo è divenuto fattivo, sebbene indirettamente, e ha salvato la vita a 89 persone nel Mediterraneo, compresi quattro bambini, come riporta il Guardian. È successo ad opera della nave Louise Michel, che Banksy ha deciso di finanziare e sostenere assieme al suo equipaggio di attivisti europei con lunga esperienza in operazioni di ricerca e soccorso nel mediterraneo. L’imbarcazione è infatti capitanata da Pia Klemp, tra l’altro scrittrice e attivista umanista e animalista, tedesca, esperta di navi dai tempi in cui percorreva i mari con la Sea Shepherd. Si calcola che in totale le sue uscite abbiano salvato la vita a 14mila persone a rischio annegamento. Se già così la sua storia ricorda quella di Carola Rackete, il legame si infittisce se si considera che anche Klemp fu vittima delle politiche italiane quando una delle sue navi, Iuventa, fu sequestrata a Palermo con l’accusa di cooperazione con i trafficanti di esseri umani. Rischiò 20 anni di carcere.

Rifiutando la medaglia al valore della sindaca di Parigi, Pia Klemp disse: “Non abbiamo bisogno che le autorità stabiliscano chi è un eroe e chi invece è un delinquente”.

Per cosa si combatte

Eppure, la Louise Michel è un progetto di membri della società civile per prevenire le morti nel Mediterraneo. Secondo l’International Organization for Migration, quest’anno più di 7.600 migranti sono stati intercettati nel Mediterraneo e riportati in Libia, con la complicità dell’Unione Europea. Spesso rinchiusi in campi non ufficiali, la situazione dei migranti in Libia è notoriamente disperata, con atti di tortura sistematica e stupri documentati da tempo da parte delle organizzazioni per i diritti umani e dai media internazionali.

Quando Banksy scrisse a Pia

In questa situazione, circa un anno fa, Pia ricevette una lettera che diceva così: “Ciao Pia, ho letto di te sui giornali. Sembri una tipa tosta. Sono un artista britannico e ho fatto alcuni lavori sulla crisi dei migranti, ovviamente non posso tenere per me i soldi che ho guadagnato. Puoi usarli per comprare una barca o qualcosa del genere? Per piacere, fammi sapere. Complimenti! Banksy”. A quel che riporta la diretta interessata in un primo momento sembrava uno scherzo, ma oggi, a un anno di distanza, la nave è riuscita a partire e ha già portato i primi risultati. “Non vedo il salvataggio in mare come un’azione umanitaria, ma come parte di una lotta antifascista“, ha detto Klemp al Guardian. Lotta unita a movimenti per la giustizia sociale, diritti delle donne e LGBTIQ, uguaglianza, diritti dei migranti, ambientalismo e diritti degli animali.

La femminista anarchica francese Louise Michel

Una nave femminista

L’imbarcazione non a caso si chiama Louise Michel, in onore dell’anarchica femminista, nata in Francia nel 1830. Louise Michel fu la figlia, mai legittimata, del notabile del castello di Vroncourt-la-Côte e della sua serva Marianne Michel. Ebbe comunque la fortuna di essere allevata dai nonni paterni, nobili ma illuministi e liberali: “Ascoltavo sia la mia zia cattolica, che i miei nonni, che erano seguaci di Voltaire. Confusa da strani sogni, ero come l’ago di una bussola che, sconvolto da una tempesta, cerca il nord. Il mio nord era la rivoluzione”, diceva di sé.

Scafo queer bianco e rosa brillante – firmato da Banksy con l’immagine di una bambina con un giubbotto di salvataggio che sostiene un salvagente a forma di cuore – la Louise Michel è più piccola ma molto più veloce di altre navi di soccorso utilizzate delle ONG. È uno yacht a motore di 31 metri, precedentemente di proprietà delle autorità doganali francesi, e batte bandiera tedesca. La nave è partita in segreto il 18 agosto dal porto spagnolo di Burriana, vicino a Valencia.

Lettera all’Europa

“Vogliamo davvero provare a risvegliare la coscienza dell’Europa e dire: ‘Guarda, ti stiamo urlando contro da anni ormai. C’è qualcosa che non dovrebbe accadere proprio ai confini dell’Europa, e chiudi gli occhi davanti a questo. Svegliati!'” ha spiegato Claire Faggianelli, parte dell’equipaggio.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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