Approvate dall’Unione Europea nuove regole più stringenti in materia di termovalorizzatori per l’incenerimento dei rifiuti. Disegno di Armando Tondo, gennaio 2020

BAT, un set di regole più stringenti per i termovalorizzatori

Approvate dalla Comunità Europea le nuove B.A.T, Best Available Tecniques per l’incenerimento dei rifiuti

Le nuove regole dell’Unione europea impongono agli Stati membri di fissare limiti di emissione più stringenti, per evitare o ridurre le emissioni in aria, suolo, e acqua, e garantire il massimo recupero energetico, minimizzando la produzione di scarti da incenerimento. I termini per l’adeguamento sono di quattro anni: entro questa data, i provvedimenti di autorizzazione all’esercizio di ogni singolo impianto (le Autorizzazioni Ambientali Integrate – AIA) dovranno essere integrati per poter continuare a svolgere l’attività di incenerimento rifiuti e quindi sono condizione necessaria per l’esercizio di impianto.

Dalla prima pubblicazione delle BAT per l’incenerimento rifiuti, datata 1996, all’interno della Direttiva (IPPC) per il controllo e la prevenzione integrata dell’inquinamento, queste indicazioni (tecnologiche, organizzative, gestionali e di controllo) si sono evolute grazie all’innovazione e alla consapevolezza che determinati inquinanti non possono, né devono, sfuggire ai controlli e sono diventate sempre più severe.

Le linee di azione principali delle nuove BAT

Queste ultime BAT, in ordine cronologico, il cui processo di revisione si è basato su una raccolta di dati da più di 350 linee di impianti che hanno consegnato un totale di circa 50 mil. di valori di emissione- per garantire una copertura il più possibile statisticamente rappresentativa delle performance di settore- prevedono quattro linee principali di azione:

1) la misurazione in continuo di emissioni in aria di mercurio, con annessi nuovi range da cui partire per fissare i limiti nelle AIA;

2) il campionamento in continuo di emissioni in aria di diossine, che da ora in poi saranno vincolanti per la verifica della conformità alla legge, invece delle misurazioni periodiche;

3) i requisiti di efficienza energetica intrinsechi all’impianto, ovvero deve essere in grado di essere efficiente al meglio delle possibilità offerte nel settore;

4) altri requisiti in termini di gestione del rifiuto in ingresso, performance di combustione, recupero di materiali, emissioni in acqua per i sistemi di lavaggio dei fumi a umido etc.

È dunque su questi punti che verranno definite le misure da parte delle Autorità predisposte al rilascio e rinnovo delle autorizzazioni che il Gestore degli impianti dovrà adottare per evitare o ridurre le emissioni. Tenendo conto di tutti gli aspetti, tra cui anche gli effetti incrociati.

Cosa significa effetti incrociati?

Intanto bisogna dire che riguardo alle emissioni in aria, le nuove BAT contengono range di concentrazione per 13 inquinanti o gruppi di inquinanti; questi range sono stati ottenuti osservando e filtrando i dati di emissione degli impianti che hanno partecipato alla raccolta dati per ottenere dei valori rappresentativi delle performance associate alle tecnologie di abbattimento considerate BAT. Il concetto di base può essere tradotto nel fatto che applicando una o più combinazioni di tecniche, quando applicabili, ci si può aspettare che l’impianto raggiunga emissioni contenute in questo range.

È poi importante sottolineare che non esiste un impianto nella raccolta dati che soddisfi contemporaneamente tutti i valori più restrittivi di emissioni in aria, acqua e di performance energetica. Vanno infatti tenuti in considerazione gli effetti incrociati e le interdipendenze; per esempio, se si guarda alla tecnologia migliore per l’abbattimento dei componenti acidi nei fumi, allora sembra chiaro che il trattamento umido (o semi umido) sia la scelta migliore. Ma questa comporta a sua volta un refluo che dovrà essere successivamente trattato o evaporato, con conseguente diminuzione dell’efficienza energetica.

Ma non si potrebbe essere proattivi ed agire quanto prima?

Questi limiti più bassi e queste tecnologie più evolute, una volta risolti o superati gli eventuali effetti incrociati, potrebbero però essere adottate dai Gestori anche in tempi brevi e prima dei quattro anni indicati nella Decisione di esecuzione dell’Unione, magari sulla spinta dei Comuni vicini agli impianti o di area e/o dei comitati di interesse di cittadini, che vivono nei pressi di impianti di incenerimento rifiuti. Ovvero da chi, in entrambi i casi, rappresenta portatori dell’interesse a voler essere bene informati e soprattutto ad avere maggiori garanzie possibili per la salute.

Leggi anche:
Inceneritori e termovalorizzatori vs economia circolare e rifiuti zero
Termovalorizzatori a parte, come va l’import-export dei rifiuti in Italia?

Elisa Poggiali

Elisa Poggiali

Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.

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Elisa Poggiali

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Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.

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