La bava di lumaca, usata da sempre in medicina e cosmetica, sta vivendo un periodo di grane spolvero per le sue proprietà idratanti e lenitive. Fotomontaggio di Armando Tondo, lumache disegnate da Jacopo Fo, settembre 2018

Bava di lumache certificata: cosmetici e farmaci di qualità, nel rispetto degli animali

Il progetto, al via in Sardegna, ha ottenuto il primo posto nel bando di selezione del Miur dedicato alle ricerche sulla chimica verde

Un progetto per la preparazione di farmaci e cosmetici a base di bava di lumache provenienti da allevamenti sperimentali che permettano di produrre una secrezione di ottima qualità garantendo allo stesso tempo il benessere delle chiocciole allevate: si tratta del progetto “Helix Recovery – Recupero della sostanza mucosa di scarto da allevamenti di chiocciole”, frutto della collaborazione tra l’Istituto zooprofilattico sperimentale (Izs) della Sardegna (capofila), l’Università di Ferrara e il Tecnopolo di Mirandola (Modena), che ha ottenuto il primo posto nel bando di selezione del Ministero dell’Università e della Ricerca (Miur) dedicato alle ricerche sulla chimica verde e che gli è valso un finanziamento di 1 milione e 280mila euro per tre anni.

Diversi benefici

La secrezione mucosa delle lumache, comunemente nota come “bava”, è ormai da diversi anni entrata nel mercato delle sostanze utilizzate nei prodotti per il benessere e la cura personali, con diversi usi che vanno dalla messa a punto di sciroppi e integratori per la tosse alla preparazione di creme e prodotti cosmetici per la pelle: alcune sostanze in essa contenute avrebbero infatti proprietà rigenerative per la pelle ed elasticizzanti, oltre che idratanti, con effetti anti-rughe e anti-smagliature. I prodotti oggi in commercio possiedono però concentrazioni diverse della sostanza e schede informative dalle quali il più delle volte più non si evince il luogo di provenienza della materia prima (che perlopiù attualmente viene importata da paesi del Sud America o dell’est Europa), né le condizioni di produzione e di raccolta, né qualsiasi certificazione sulla qualità o purezza del prodotto. Come riporta l’Ansa, il progetto guidato dall’Izs favorirà la realizzazione di protocolli di allevamento sperimentale mirati a produrre una secrezione di eccellenza attraverso l’analisi delle componenti assicurando, al contempo, il benessere degli animali allevati. “Si tratta di un progetto di ricerca in grado di fornire al consumatore finale un prodotto di qualità tracciabile, sicuro e che risponda ai principi etici nel rispetto degli animali e dell’ambiente“, spiega il direttore generale dell’Izs, Alberto Laddomada.

Prodotti non certificati

Sebbene già da diversi anni la bava di lumache venga utilizzata come ingrediente in diverse formulazioni di prodotti, le proprietà biologiche di questa sostanza però “non sono mai state dimostrate da un punto di vista strettamente scientifico, così come non è chiara la sua composizione e la sua sicurezza sul piano chimico e microbiologico”, spiega Maria Paola Cogoni del laboratorio di Microbiologia alimenti e acque dell’Izs di Cagliari, coordinatrice e responsabile scientifica del progetto. “Affinché l’industria farmaceutica e sanitaria possa beneficiare di una materia prima tanto promettente è importante quindi che questa sia pura, certificata e di sicura efficacia. Ed è qui che interviene il progetto a guida Izs”.

Caratterizzazione chimica del muco

Il progetto si prefigge di recuperare dagli allevamenti di lumache destinate alla gastronomia della Regione Sardegna la bava di questi animali, attualmente considerata un prodotto di scarto, con finalità di utilizzo cosmetico e farmaceutico. “L’Università di Ferrara si occupa da anni della caratterizzazione chimica, microbiologica e funzionale del secreto di chiocciola, meglio conosciuto come bava di lumaca, per le sue proprietà biologiche molto interessanti – spiega Claudio Trapella del Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università estense – La caratterizzazione renderà questa sostanza di scarto un prodotto commercializzabile nell’ambito cosmetico, nutraceutico e farmaceutico. Obiettivo è caratterizzare il secreto e i suoi derivati al fine di generare una filiera produttiva certificata delle proprietà del secreto, a oggi non completamente dimostrate”.

Sostenere l’elicicoltura italiana

Fra gli obiettivi del progetto c’è anche il sostegno allo sviluppo e alla crescita nel nostro Paese del settore dell’elicicoltura (allevamento di lumache): l’accesso al finanziamento messo a disposizione dal bando permetterà infatti alle aziende sarde che verranno coinvolte di accedere alla ricerca industriale, e la certificazione della bava di lumaca che verrà prodotta nel corso del progetto sarà utile a incrementare il fatturato degli elicicoltori sardi e potrà servire da esempio di innovazione per gli allevamenti presenti in tutte le altre regioni.

Immagine: Fotomontaggio di Armando Tondo, Disegno di Jacopo Fo

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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