Bellezza genera ricchezza: street art, svago e riqualificazione salvano le città

Le città gradevoli alla vista, curate, esteticamente belle fanno venire voglia di essere vissute.

Non servono dati scientifici a dimostrarlo, eppure alcuni ricercatori l’hanno dimostrato andando oltre le semplici sensazioni. Città – piccole e grandi – in cui la bellezza viene messa al primo posto da amministratori locali e gruppi di cittadini riescono ad attirare investitori, produrre lavoro e, non da ultimo, invogliano le persone a trasferirsi. Bellezza genera ricchezza, insomma. Ma sarebbe un errore pensare che la bellezza sia soltanto frutto di investimenti virtuosi da parte di sindaci illuminati; riportare bellezza nelle periferie o in aree potenzialmente destinate al degrado ha aiutato in molti casi a risollevare le sorti, anche economiche, di quelle aree e di chi le popola.

Il legame tra bellezza, turismo, occupazione, ricchezza: lo studio

Lo studio in questione è quello di Gerald A. Carlino della Federal Reserve Bank di Philadelphia e di Albert Saiz del Massachusetts Institute of Technology, che si sono concentrati sugli anni dal 1990 al 2012 e hanno misurato l’attrattività di alcune città attraverso parametri molto moderni: l’afflusso di turisti e le foto scattate ai punti di interesse. Il primo dato è stato fornito dalla società di consulenza D.K. Shifflet & Associates, mentre le immagini sono quelle raccolte dall’app Panoramio.

È stato analizzato il legame tra bellezza e indicatori di crescita ed è stato appurato che esiste una connessione concreta tra crescita economica e della popolazione e tutto quanto possa rendere gradevole una città (parchi, ristoranti, gallerie d’arte e musei, scorci panoramici, edifici storici e così via).

Se questa conclusione può sembrare banale, i due ricercatori hanno anche identificato il cosiddetto “Central Recreational District”, vale a dire la zona delle città che tende maggiormente ad attirare nuovi residenti. In particolare, città con il doppio di zone fotografate rispetto ad altre riescono ad attirare fino al 10% di nuovi residenti e di opportunità lavorative in più. Se si (ri)costruiscono nelle città zone gradevoli e punti vitali si producono effetti come la rivalutazione del patrimonio immobiliare al rialzo.

Se vogliamo ridurre tutto a un’equazione più comprensibile, le città con più luoghi fotografabili attirano più turisti, più residenti, più lavoro e più ricchezza.

Bellezza è riqualificazione, bellezza è street art

A volte la bellezza è davanti ai nostri occhi da secoli, altre volte la bellezza non nasce dal nulla e va creata. Gli scorci tanto fotografati e apprezzati individuati dai ricercatori non sono soltanto opere d’arte o edifici storici. Prendiamo come esempio l’High Line di New York, un parco pubblico realizzato sulla ex rotaia soprelevata su cui viaggiavano i treni merci nel West Side di Manhattan e che ora è un luogo privilegiato per immergersi nel verde, nell’arte e nel design. In questo caso, come in molti altri in giro per il mondo, la riqualificazione e il recupero di aree dismesse sono una calamita che permette di rendere ancora più ricche e vitali di prima zone che altrimenti diventerebbero poco sicure, oltre che poco attrattive.

Lo studio evidenzia anche che investire in svago e attrazioni porta a un aumento dei turisti e dei guadagni degli esercizi commerciali che ruotano attorno al loro passaggio; ovviamente, si moltiplicano anche le opportunità lavorative nel turismo. Pensare città gradevoli e investire per ottenerle è complicato, ma si traduce in crescita economica e risurrezione urbana.

Ci sono ovviamente anche alcuni svantaggi di cui tenere conto: se a seguito della riqualificazione acquistare una casa o pagare un affitto in certe zone diventa insostenibile, il rischio è quello di creare involontariamente nuove periferie in cui i più poveri si ritrovano ghettizzati. Ed è proprio in questo frangente che si scoprono gli amministratori più attenti a immaginare progetti virtuosi su tutto il territorio che possano coinvolgere i residenti in termini lavorativi e possano via via espandere la bellezza fino alle periferie.

L’altro tasto dolente è che non sempre le città, soprattutto quelle piccole, hanno abbastanza denaro da investire in opere di riqualificazione. Spesso si attendono gli investimenti dei privati, sperando che arrivino in fretta, e le soluzioni faticano a palesarsi. A volte arrivano in soccorso gli artisti.

Alcune opere tra quelle che vi mostriamo sono gettonatissime tra i turisti e si guadagnano senza fatica gli scatti più apprezzati sui social.

Clet, lo street artist dei cartelli stradali
Fonte: https://www.facebook.com/CLET-108974755823172/
La street art a Roma
I graffiti stradali di Roadsworth per la mobilità sostenibile

Halmstad Arena, Svezia, 2015 – Fonte: www.roadsworth.com

Attraversamenti pedonali creativi
Chongqing, China – Fonte: The Guardian
La street art colombiana che ha salvato Medellin dal degrado

Fonte: https://inspiredbymaps.com/exploring-comuna-13-medellin-street-art/

Milano e il progetto Cler: le saracinesche diventano tele contro i vandali
La street art di Pao

Fonte: www.paopao.it

Immagine di copertina: Disegno di Armando Tondo

Anna Tita Gallo

Anna Tita Gallo

Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.

Anna Tita Gallo

Anna Tita Gallo

Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.