Bike hotel: dal Politecnico di Torino arrivano casette smontabili per dormire in ciclovia

Bike hotel: dal Politecnico di Torino arrivano casette smontabili per dormire in ciclovia

Obiettivo: creare armonia tra MAACC e luoghi del cicloturismo

L’acronimo MAACC sta per modulo abitativo autosufficiente per cicloturisti e camminatori. 16 metri quadri da montare e smontare all’occorrenza lungo percorsi e ciclovie, in punti strategici, rispettando prima di tutto il paesaggio e le architetture agricole. «Abbiamo esposto il prototipo sotto la tettoia di una cascina ad Albano Vercellese», spiega a BC Matteo Serra, team leader alla guida di un gruppo di 14 studenti magistrali in architettura del Politecnico di Torino, sostenuti da quattro docenti. «Il nostro obiettivo è creare armonia tra MAACC e i luoghi del cicloturismo».

Alla base dei moduli abitativi autosufficienti pensati per il turismo lento c’è la consapevolezza che la mobilità ciclistica è in grado di valorizzare i patrimoni storici e naturali. Non è un caso se il territorio dove viene esposto il prototipo è lo stesso attraversato dal Canale Cavour, su cui anche FIAB punta per realizzare una ciclovia che colleghi Torino a Milano lungo un’opera di ingegneria idraulica che dall’Ottocento dà acqua alle risaie piemontesi. «Quando e se verrà commercializzato il MAACC potrà essere installato in cortili, porticati, insomma ovunque ci sia una infrastruttura cicloturistica da valorizzare ancor di più offrendo una soluzione di pernottamento».

Ogni MAACC è composto di materiali naturali, come il legno lamellare della struttura e il biomattone in calce e canapa usato come isolante. L’intero modulo è ricoperto da un cappotto in sughero scuro.

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Redazione People For Planet

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