Biogas – Economia circolare a 360 gradi (VIDEO)

La terra non ci è stata data in eredità dai nostri padri ma in prestito dai nostri figli (antico proverbio indiano).

L’impianto di biogas della Fattoria della Piana. Video di Anna Giamporcaro. Intervista a Carmelo Basile.

Economia circolare alimentata dalla tecnologia Biogas

di Gabriella Canova

Prendete una mucca: mangia l’erba, rumina, ci dà il latte e produce tanta bellissima cacca.

Prendete la cacca, mettetela in un digestore anaerobico (senza ossigeno) e la cacca fermenterà grazie a milioni di graziosi batteri creando un biogas utile per produrre energia, calore e fertilizzante. La stessa energia che serve a lavorare i campi per il pascolo, costruire la stalla, azionare il mungitore.

Lo stesso calore che serve a scaldare la casa dell’agricoltore e il caseificio che produce i formaggi dal latte e il fertilizzante che serve a concimare i campi che poi saranno il pascolo per la mucca che mangia l’erba e rumina…

In soldoni ecco come funziona l’economia circolare del biogas con gli impianti biomassa, che non si produce solo dalla cacca della mucca ma con ogni materia organica di origine animale o vegetale: e quindi scarti dall’industria alimentare, come prodotti scaduti o farine di scarto, o dall’agricoltura come il trinciato di mais, sorgo o altre colture. Insomma, di qualsiasi cosa cresca o viva in agricoltura non si butta via niente!


La produzione di biogas in Italia

Come ci ha raccontato Christian Curlisi, direttore del CIB, il Consorzio Italiano Biogas, l’avventura di questa tecnologia, per altro antichissima è partita di slancio nel 2008, per essere applicata alle innovazioni dell’agricoltura di precisione.

Un regolamento ministeriale chiaro e ben fatto (d.m. 25 febbraio 2016) ha permesso lo sviluppo della digestione anaerobica e oggi in Italia più di 1500 aziende agricole l’hanno adottata dando nuovo slancio all’economia nazionale e creando 12mila nuovi posti di lavoro stabili (fonte GSE).

Le principali produzioni del digestore sono due: biometano grezzo che può essere raffinato e trasformarsi in metano per autotrazione o per l’immissione in rete, e biofertilizzante o digestato.

Il biogas sta cambiando il modo di produzione agricola

L’avventura del digestore biogas ha dato slancio a molti settori, non ultimo quello della formazione: per esempio sono cambiate le tecniche di interramento, la meccanizzazione agricola e di conseguenza si sono dovuti formare nuovi tecnici e nuove figure professionali prevedendo nuovi corsi nelle facoltà universitarie.

Per decenni l’agricoltura italiana ha avuto come primo scopo l’incremento della produzione senza tenere troppo in conto tutte le conseguenze che questo comportava, come il depauperamento dei terreni e l’accumulo di prodotti di scarto inquinanti.

A un certo punto le imprese agricole sono diventate consapevoli che occorreva cambiare strategia cominciando a preservare il territorio e a valorizzare tutte le attività, comprese le sottoproduzioni.

Come afferma Piero Gattoni, presidente del Consorzio Italiano Biogas, questa consapevolezza è arrivata con l’introduzione di questo grande “rumine”, il digestore anaerobico, che ha aperto nuovi mercati alle aziende agricole.

Questo “rumine” ha generato grande ottimismo ed entusiasmo in un settore che stava vivendo un momento di difficoltà, ridando la voglia ai giovani di “tornare alla terra” in modo diverso, rispettoso e naturale.

Esemplare il caso della Fattoria della Piana, che oggi dà lavoro a 105 persone ed esporta in tutto il mondo i suoi prodotti (sul punto si v. la notizia di G. Canova, Fattoria della Piana – Dove c’è uno spreco, c’è una risorsa).

Nel prossimo futuro potremmo alimentare le nostre auto con il biometano “della mucca”: Piero Gattoni afferma che il 15% del consumo di gas del nostro Paese potrebbe essere soddisfatto dal biogas. Praticamente abbiamo un grosso giacimento verde nei nostri campi.

La sfida oggi è “decarbonizzare” l’atmosfera e riportare quel carbonio, preso per decenni dal sottosuolo e letteralmente buttato in aria, di nuovo nei campi a nutrire il terreno così da permettere l’incremento della produzione.

La terra è un essere vivente, un sistema biologico e il biodigestore permette di trarre un grande valore aggiunto da quello che prima era considerato scarto inquinante.

L’Italia è terza per produzione di Biogas nel mondo

Oggi l’Italia è il terzo produttore di biogas al mondo e il secondo in Europa. E non è finita qui.

Come dice Piero Gattoni: “Sogno che chi guarda all’agricoltura veda sì la tradizione ma anche un settore che ha innumerevoli spazi di innovazione e di crescita. E su questo contiamo anche sulle nuove lauree universitarie, alle nuove menti che sappiano cogliere questa grande opportunità e responsabilità”.

Fonti:

Il ciclo del biogas spiegato con i disegni di Jacopo Fo

Anna Giamporcaro

Anna Giamporcaro

Freelance Video Editor & Photographer

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Anna Giamporcaro

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Freelance Video Editor & Photographer