Bioplastiche

Per un mondo che riaffiori dalla plastica

Bioplastiche per la cosmetica e non solo

Una filiera 100% naturale, ecocompatibile e biodegradabile: finalmente microplastiche che non derivano più da idrocarburi

Questo è il progetto che sta realizzando Bio-On, con una squadra, ad oggi, di 65 persone tra tecnici e ricercatori ed una produzione che già si assesta su un migliaio di tonnellate l’anno di microsfere.
Finalmente microplastiche che non derivano più dagli idrocarburi, ma dai residui di lavorazione di barbabietole e canne da zucchero, senza nessun impatto sull’ambiente. Grazie ad una tecnica di produzione certificata in Europa e in Usa e coperta da numerosi brevetti.

Il primo impianto Bio-On si è insediato nel marzo 2017 a San Giorgio di Piano, vicino Bologna, nello stesso sito dove fino al 2009 Granarolo produceva yogurt dalla fermentazione del latte e dove è stato realizzato un impianto che è un unicum del genere in Italia e il più avanzato tecnologicamente al mondo. “Assomiglia più a un birrificio che a una raffineria”, afferma Marco Astorri, Ceo di Bio-On.
Un investimento da 20 milioni di euro tra la fabbrica di 3.700 metri quadrati (ed altri 6 mila edificabili in un’area di 30 mila mq), laboratori di ricerca e attrezzature.

L’Intellectual property company Bio-on nasce nel 2007 con l’intento di operare nel settore delle moderne Biotecnologie applicate ai materiali di uso per dare vita a prodotti e soluzioni completamente naturali, al 100% ottenuti da fonti rinnovabili o da scarti della lavorazione agricola.
Il prodotto che uscirà ora dal nuovo polo Bio-On sarà Minerva Bio Cosmetics, le microperline in bioplastica per l’industria cosmetica (MINERV-PHA), ma nel laboratorio di R&S si sperimenteranno anche soluzioni per molti altri campi di applicazione.

La “base” del materiale prodotto è il Polyhydroxyalkanoato o PHAs, un poliestere lineare prodotto in natura da una fermentazione batterica di alcuni tipi di zucchero che ben si adatta a molti usi. Infatti più di 100 differenti molecole semplici (tecnicamente chiamate “monomeri”) possono essere unite da questa famiglia per dare vita a materiali con proprietà estremamente differenti. Possono essere creati materiali termoplastici o “elastici” (elastomerici), con il punto di fusione che varia da 40 a oltre 180°C. Gli utilizzi possono essere svariati: si va dal farmaceutico, al packaging generico, al packaging alimentare, al design, all’abbigliamento, all’automotive, al biomedicale, alla nanomedicina, all’elettronica.
Altro importantissimo aspetto è che può anche sostituire prodotti altamente inquinanti (come PET, PP, PE, HDPE, LDPE, tutte plastiche contrassegnate da acronimi – e nomi – incomprensibili per i non addetti ai lavori).

«Il nostro core business resterà però la concessione in licenza dei nostri brevetti. Altri due stabilimenti simili a questo, ma su scala industriale (5-10 mila tonnellate) sono in costruzione uno in Francia e l’altro a San Quirico di Parma, ma sono già 13 le licenze cedute in giro per il mondo», rimarca il Presidente, che punta ai 140 milioni di fatturato nel 2020 (dagli 11 milioni del 2017).

Da fine giugno Bio-On inoltre ha superato la fatidica soglia di 1 miliardo di euro di valore, traguardo di un’incredibile galoppata in Borsa: +100% dall’inizio dell’anno, +200% negli ultimi 12 mesi e +820% da quando è stata quotata a Piazza Affari, nell’ottobre 2014. Allora le azioni vennero valutate 5,82 euro, oggi per comprare un titolo Bio-On bisogna pagarlo 58 euro.
L’azienda oggi è corteggiata dai giganti mondiali della cosmetica che vogliono le sue micro-perline biodegradabili per metterle nelle creme, negli scrub, nei dentifrici, in tutti quei prodotti dove prima c’erano le micro-plastiche esfolianti (micro-bead) da idrocarburi, oggi vietate negli Usa e anche in Italia (per saperne di più clicca qui) e fra poco, probabilmente, fuori legge anche in tutta Europa.

Ci sono tutti gli ingredienti per rappresentare concretamente un’alternativa valida ad un mondo sempre più invaso dalla plastica.

Fonti:
http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2018-06-20/bio-on-inaugura-primo-impianto-bioplastica-l-industria-cosmetica-192939.shtml?uuid=AEZute9E
http://www.bio-on.it/
https://it.businessinsider.com/bio-on-la-societa-italiana-che-ha-inventato-il-modo-per-produrre-plastica-biodegradabile-al-100-vale-piu-di-1-miliardo-di-euro/

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Elisa Poggiali

Elisa Poggiali

Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.

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