Biotestamento: 113mila in due anni

Si chiamano Dat, Disposizioni anticipate di trattamento

A due anni dall’entrata in vigore della legge sul testamento biologico sono 113mila gli italiani che hanno depositato nei Comuni italiani le loro volontà riguardo agli interventi sanitari ai quali vogliono o non vogliono essere sottoposti nel caso si trovassero nell’impossibilità di esprimere le propria volontà ai medici.

Molti, pochi? Non molti a dire il vero, d’altra parte il sistema Dat non è ancora del tutto attivo. La svolta dovrebbe darla il decreto firmato a dicembre da ministro della Salute  Roberto Speranza e pubblicato il 17 gennaio in Gazzetta Ufficiale che dà il via libera alla “banca dati nazionale”.

Era il pezzo che mancava, ed era importante visto che se le volontà del paziente non sono facilmente consultabili in rete dai medici come fanno questi ultimi a sapere come comportarsi visto che il paziente stesso non è in grado di esprimersi?

Le Disposizioni anticipate di trattamento non sono raccolte solo dai Comuni, nella banca dati devono essere inserite anche quelle raccolte dai notai, e dalle Asl, che ancora non hanno aperto ai pazienti questa possibilità proprio perché manca la banca dati.

Insomma, se le cose andranno tutte per il verso giusto entro pochi mesi il numero dei testamenti biologici è destinato ad aumentare sensibilmente.

Se le Regioni si attivano a raccogliere i Dat, nelle Asl, per ora si stanno attrezzando solo Toscana ed Emilia-Romagna, per le altre i tempi sono più lunghi.

Se si risolvono i problemi legati alla privacy: il Garante sta analizzando la documentazione e appontando le linee guida per la gestione della banca dati.

Se…

Attendiamo fiduciosi.

Vedi anche:
La storia di Noa, la 17enne olandese, riaccende i riflettori sul diritto di morire

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Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

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