Bonus 600 euro, un appello: “Io non ne ho bisogno, ne ha bisogno l’Italia”

La solidarietà al sistema Italia in emergenza sembra però svanire quando si tratta di portare a casa il sussidio statale

Del bonus da 600 euro per le “partite IVA” si è molto parlato e scritto, dapprima per spiegare come fare domanda, e poi per raccontare le vicende un po’ kafkiane di chi la domanda ha provato a farla (alla fine riuscendoci anche).

Stato = Mucca da mungere

In questo bailamme si è sentita qualche timida voce che ha tentato di entrare nel merito delle richieste di sussidio. Ne ha parlato ad esempio Beppe Severgnini, ospite di Lilly Gruber su La7: molti commercialisti, ha raccontato, gli hanno scritto dicendogli che tra coloro che hanno chiesto i 600 euro vi sono stati anche tanti professionisti che guadagnano milioni, e ha aggiunto: «Lo Stato non deve essere una mucca da mungere.»

L’appello di un commercialista

E proprio dalla categoria dei commercialisti è partito un appello, pubblicato qualche giorno fa su una rivista di settore, a firma del dott. Alberto Cobelli, commercialista a Piancogno, in provincia di Brescia.

«È evidente che in questa situazione di emergenza sanitaria la maggior parte delle attività imprenditoriali e professionali subirà contrazioni più o meno forti.
Però vedo grandi contraddizioni, quando invece il senso di responsabilità e di solidarietà verso il nostro Paese ci dovrebbe rendere un po’ più coerenti.» scrive Alberto Cobelli, che poi spiega: «Vedo tanta generosità verso i nostri ospedali; le raccolte fondi si sprecano… Eppure, quante persone sono alla ricerca spasmodica di tutti i sussidi possibili! Anche quando magari il proprio reddito o i propri risparmi consentirebbero una serenità anche nel lungo termine.»

Ma tra i tanti che chiedono, chiedono, chiedono… qualcuno si muove diversamente. Aggiunge infatti Cobelli: «Mi ha colpito e desidero segnalare il comportamento controcorrente di alcuni (pochi?) clienti che mi hanno comunicato di non voler richiedere il contributo di 600 euro, con la semplice motivazione di non averne bisogno.
Per questo motivo – conclude – ho pensato di lanciare una campagna “Io non ne ho bisogno, ne ha bisogno l’Italia”»

Ha avuto risposte? Qualcuno ha raccolto l’appello?

Lo abbiamo raggiunto telefonicamente: «Purtroppo la realtà che vedo è deprimente» ci dice, «anziché farsi tutti un bell’esame di coscienza o programmare una ripartenza delle attività, vedo diffusamente un “accanimento” per ottenere a qualunque costo ogni bonus possibile.»

Sembra l’assalto alla Croce Rossa

«Quello che mi preoccupa è la diffusione di questo comportamento: un vero e proprio assalto alla Croce Rossa!»

«Uno sciacallaggio legale ma moralmente da condannare», continua.
C’è l’idea generalizzata e magari ci si aspetta che certi comportamenti siano «dei soliti furbetti, evasori seriali, persone che sfuggono abitualmente il lavoro quando gli casca addosso. E invece, vedi fior di imprenditori e professionisti, anche benestanti, presi più dalla corsa al sussidio che da un senso di responsabilità verso i propri figli (perché lo Stato è il futuro, sono i nostri figli mannaggia).»

I nuovi Robin Hood

«Stato ed enti pubblici in generale sono talmente in panico, che distribuiscono contributi a pioggia senza alcuna valutazione sulle reali necessità nel Paese (e sulle effettive disponibilità di cassa).
Sai come si salva la coscienza qualcuno? Mi dice: “guarda che li do subito in beneficenza!”. Tanti Robin Hood…»

Una visione a dir poco cupa, ma Alberto Cobelli vive in provincia di Brescia e quella visione è illuminata da tanti comportamenti esemplari che ha potuto vedere in questi giorni difficilissimi: «Per fortuna abbiamo ancora l’esempio positivo di qualche realtà sociale, tra questi penso agli Alpini (a cui appartengo con un po’ di orgoglio): in una settimana hanno montato l’ospedale della fiera a Bergamo, un ospedale vero, non quattro brande in un tendone!»

Image by angelo luca iannaccone

Maria Cristina Dalbosco

Maria Cristina Dalbosco

Fa parte della Redazione di People For Planet. Scrive e si occupa dell'editing e della revisione dei contenuti

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Maria Cristina Dalbosco

Maria Cristina Dalbosco

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