Boom per gli audiolibri, ma quanto è importante l’interprete?

La buona riuscita di un audiolibro non dipende solo dal titolo e dall’autore, ma anche dalla capacità di interpretare il testo di chi lo legge: intervista a Maurizio Pellegrini, attore, cantante, regista teatrale

Gli audiolibri ci sono da anni, ma in effetti tra promozioni e isolamento, stanno vivendo un momento particolarmente fortunato. In realtà già a fine 2019 erano 4,08 milioni gli italiani che già li ascoltavano, segnando un decisivo +28,3% rispetto all’anno precedente. Pur non avendo un dato disponibile ad oggi, è facile immaginare come le settimane di reclusione casalinga abbiano dato un’ulteriore slancio al mercato di questi prodotti culturali. Un ruolo importante lo ha giocato Audible, leader nella produzione di contenuti audio entertainment di qualità (audiolibri e podcast), che ha lanciato l’iniziativa #ACASACONAUDIBLE, mettendo a disposizione di tutti gli italiani centinaia di titoli gratis. Per gli appassionati della saga, è da poco disponibile anche Harry Potter e la Pietra filosofale, letto da Francesco Pannofino. Tra i titoli disponibili si segnalano anche i candidati al Premio Strega 2020 La misura del tempo di Gianrico Carofiglio (letto dallo stesso autore) e Il Colibrìdi Sandro Veronesi (letto da Fabrizio Gifuni). Una vasta scelta c’è anche sulla più grande biblioteca di audiolibri italiana, ovvero la raccolta di Ad Alta Voce, il programma di Radio3 sempre disponibile su Rai Play Radio. Su Storytel, con 100mila titoli disponibili online e offline, è stato poi esteso il periodo di prova gratuito da 14 a 30 giorni. Insomma, per tutti coloro che hanno non riescono a leggere fino in fondo un libro durante questi giorni difficili, vengono in soccorso gli audiolibri, una forma di cultura a metà strada tra lettura e performance teatrale.

Maurizio Pellegrini

Attore, cantante e regista teatrale, attualmente direttore artistico di Epos Teatro, presta da anni la sua voce a programmi radiofonici e alla lettura ad alta voce di numerosi testi letterari. Le sue interpretazioni variano dalle letture corali parte del progetto AutoreVole: audiodrammi in teatro disponibili su Audible, come Igiene dell’assassino di Amélie Nothomb, alle opere di Fredrik Sjöberg come L’arte della fuga o Il re dell’uvetta, reperibili su Storytel.

Se è pur vero che il titolo e l’autore del libro decretano la scelta dell’audiolibro da ascoltare, è la capacità del lettore e quindi dell’attore ad assicurarne la prosecuzione nell’ascolto. Che ne pensi, Maurizio?

«Sono d’accordo, questo lavoro devono farlo le persone che lavorano nel campo. Purtroppo capita che quando qualcosa va di moda la tendenza è quella di improvvisarsi, in questo caso, interpreti. Mai come in questo periodo si vedono sorgere tante case di produzione di audiolibri, e c’è anche chi legge gratuitamente e carica i propri video su piattaforme gratuite. Poi per carità ognuno ha i suoi gusti. Ma il ruolo di un interprete e di un attore è fondamentale per decretare il successo di un audiolibro. Molte case di produzione hanno a disposizione un nutrito corpus di titoli grazie a cui è possibile scoprire e appassionarsi all’interprete. È un’esperienza in più che manca a quella della lettura in sé. Per come funziona oggi il mondo dell’audiolibro, la novità sta proprio nella possibilità di innamorarsi di altri autori e scoprire la letteratura attraverso la voce dell’interprete».

Su Storytel ci sono molti titoli di letteratura scandinava letti da te, come mai?

«Sì, me ne hanno commissionati parecchi perché riesco a leggere bene gli accenti. Ho la fortuna di avere un’amica norvegese a cui chiedo spesso consiglio».

Su Audible invece ci sono titoli come Igiene dell’assassino che vengono letti da più attori, secondo te è più difficile leggere con altri?

«Dipende sempre dai casi, Igiene dell’assassino non nasce propriamente come audiolibro, ma come spettacolo pensato per la radiofonia. Il vero maestro in questo campo è Sergio Ferrentino, con cui lavoro da oltre 10 anni, che nel 2012 ha fondato a Milano Fonderia Mercury, una casa di produzione radiofonica specializzata proprio nell’adattamento di grandi opere letterarie o nella commissione di nuove opere per la radio. La registrazione che puoi acquistare su Audible è stata fatta in diretta, non proprio una passeggiata: eravamo sei attori, tra cui anche il grande doppiatore Dario Penne, e abbiamo registrato tutto live, inizialmente per una passata edizione di Bookcity, poi in giro per i teatri d’Italia. Quello che fa Sergio Ferrentino è la vera contaminazione tra teatro e radio, andiamo nei teatri d’Italia dove sul palco ci sono leggii, rumori, regista, mentre il pubblico in sala viene dotato di radiocuffia e assiste alla registrazione in diretta dell’opera».

In quanto tempo registri un audiolibro?

«Naturalmente dipende da quanto è lungo il libro. Diciamo che per 200-220 pagine di lettura ci metto almeno 4 turni di registrazione, ovvero circa 12-15 ore. Ma poi c’è tutto il lavoro di postproduzione del fonico da aggiungere. Purtroppo spesso non c’è abbastanza tempo di prepararsi a dovere, teoricamente bisognerebbe leggere tutto il libro prima, cosa che accade raramente, perciò la bravura sta nel dare senso già alla prima lettura, cosa a cui sono abituato grazie all’esperienza in radio».

Come immagini il tuo ascoltatore? Ce l’hai in mente? Non puoi vedere le prime file come quando ti esibisci sul palco…

«Non è semplice, non c’è il riscontro immediato come con il pubblico, a teatro vedi se il signore in prima fila si è addormentato o è attento. Quando sono in cuffia però immagino sempre di leggere concretamente a qualcuno e di essere il più chiaro possibile. Non è solo dire le frasi in modo pulito, anzi spesso è meglio sporcarle, interpretare per dare davvero il senso del testo. Non è sempre facile, ci sono scrittori che scrivono affinché la cosa venga detta, altri molto più verbosi, che amano i periodi lunghi, molto più complessi per l’interprete. Bisogna cercare questa qualità del dire quanto è stato pensato per essere letto. Tra il letto e il detto c’è molta differenza».

A parte quelli letti da te, se ti vengono in mente, hai degli audiolibri che consiglieresti per le performance degli attori che li leggono?

«Io amo Paolo Poli da sempre, ho comprato tutto quello che è stato letto da lui, ho avuto anche il piacere di conoscerlo di persona e lo porto sempre nel cuore. Lui ha sempre portato la grande letteratura a teatro, la libertà e l’importanza della parola è la sua grande lezione».

È una partita a due tra l’autore del libro e il lettore, il libro che ti piacerebbe leggere?

«Considerato che mi pagano a ore, ti direi l’enciclopedia! A parte gli scherzi, sono innamorato della letteratura russa, leggerei tutto indistintamente».

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Caterina Conserva

Caterina Conserva

Giornalista con la passione per l'ecologia, i libri e le lunghe camminate in giro per il mondo

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