Buche, allagamenti, il maltempo svela i veleni sotto l’asfalto del Nord

Chissà che i danni e i ritrovamenti dati dal maltempo diano un’accelerata alle indagini

Voragini, non buche, da cui riemergono veleni di ogni tipo. Doveva essere concrete green, un conglomerato cementizio di calcestruzzo, prodotto da impianti al 100% di energia rinnovabile e composto da almeno il 10% di materiali riciclati, invece è veleno. Per essere ecologico, doveva costare in media 242 euro al metro cubo, invece veniva venduto a 17 euro. I segnali c’erano tutti, bastava scavare, non molto, poco, giusto fino al sottofondo stradale. Tre le Regioni del Nord coinvolte (Lombardia, Emilia, Veneto) e molte le città, anche capoluoghi di Regione: Bologna, Ferrara, Modena, Mantova, Verona, Padova, Rovigo. Dal processo giudiziario, iniziato nel 2019, è emerso che sarebbero 120 i Comuni con tratti di chilometri di strade avvelenate e territori circostanti a rischio di contaminazione per lisciviazione. 

Come sia possibile che certi siano capaci di contaminare i luoghi in cui vivono è quesito per maghi, materia di divinazione, certo è che, nonostante l’operazione promossa dalla procura Distrettuale antimafia di Venezia sia ancora all’inizio, già lascia sgomenti. Perfino il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, si dice incredulo

«Questo fenomeno ha conosciuto un primo momento di incredulità, al solo pensiero che i criminali potessero arrivare ad avvelenare interi pezzi dove loro stessi vivevano e vivono (…) Molte volte grandi opere pubbliche hanno avuto il sospetto di interramenti di rifiuti di ogni genere. Lo stesso nel privato: bisogna procedere serrando i controlli ma aiutando le piccole imprese nello smaltimento corretto dei rifiuti.»

Sono due le questioni che necessitano di soluzioni urgenti: l’agevolazione sia pubblica che privata dello smaltimento dei rifiuti, oggi ostaggio di posizioni più ideologiche che fattuali, e l’aumento dei controlli, che, come sottolinea il giornalista Luca Rinaldi, «sono gestiti in parte dall’acquirente e in parte dal produttore, ma vi anche una forma di controllo di terzo livello, il cosiddetto audit di terzo livello. Tale controllo è operato da un soggetto terzo, nella specie, un funzionario dell’ARPA Veneto, che però non ha avuto alcun tipo di efficacia.»

In tutto questo, il Governatore della Regione Veneto, dov’era?

Andrea Zanoni, consigliere regionale, se lo chiedeva già l’anno scorso«Zaia venga nel Vietnam dei rifiuti pericolosi», diceva riferendosi a una zona di confine tra Paese, Morgano e Treviso, dove venivano e vengono stoccati illegalmente rifiuti pericolosi, tra cui amianto e asfalto tossico.

«20 mila tonnellate di rifiuti tossiconocivi stoccati illegalmente e mai messi in sicurezza nella discarica Sev, montagne di amianto coperte malamente nella stessa discarica, un impianto di produzione di asfalto considerato di categoria insalubre di prima classe», nonostante le ben due interrogazioni parlamentari volute dal consigliere Zanoni. Una terra cancerogena, quella intorno alla cava di Paese, dove Luca Zaia non ha mai messo piede. Affine al leader del suo partito, Matteo Salvini, Luca Zaia, in tre anni di amministrazione, ha partecipato a soltanto al 3,4% delle votazioni complessive dell’aula.

Venezia, una meraviglia del mondo indifesa dall’Italia, dicono, che tuttavia con ogni probabilità riceverà fondi, donazioni, mobiliterà, appunto, il mondo. È così chic per un americano sostenere il restauro o rimessa a norma degli argini di Venezia. Meno chic è interessarsi a una strada statale, con le buche, magari percorsa da operai, contadini, braccianti, prostituteE chissà che non siano proprio queste a rimpolpare le casse dei Comuni e a spingerli a controllare meglio e a fare di più per l’ambiente, vista la proposta del Veneto, sempre più pressante, di istituire un albo per le prostitute di ogni Comune. Una regolarizzazione che prevedrebbe di esercitare anche in “forme associate” ma senza turbare “la quiete, la sicurezza, e l’ordine pubblico”. Che tradotto significa solo una cosa: sfruttamento, purché nel rispetto della quiete pubblica. Questa sì controllata con strenua aderenza alle leggi. Altro che i rifiuti interrati e l’amianto. 

Stela Xhunga

Stela Xhunga