mozambico pemba

Cabo Delgado, Mozambico: la popolazione è sotto attacco, aiutiamola

Soprattutto donne e bambini ma non solo, schiacciati tra jiadisti e contractor: 700.000 sfollati e 2.500 morti

 Nella provincia di Cabo Delgado, nell’estremo nord del Mozambico, oltre 700.000 persone hanno lasciato le loro case, in fuga dalle violenze di gruppi armati radicalizzati in arrivo da altri Paesi africani, e hanno trovato rifugio nell’area di Pemba e dei villaggi circostanti. Hanno lasciato alle loro spalle 2.500 persone uccise negli ultimi mesi, molti casi di stupro, decapitazioni perfino di bambini, villaggi distrutti anche dagli attacchi aerei indiscriminati dei contractor del Sudafrica ingaggiati dal governo mozambicano. Al centro delle violenze il controllo di una delle zone più ricche di gas al mondo.

Il racconto del personale di Medici con l’Africa

Come racconta il personale di Medici con l’Africa Cuamm presente in zona, a Pemba molti hanno accolto parenti e amici nelle proprie case, sono nati campi rifugiati prima nei centri abitati e poi in nuove aree separate, ma mancano medicine, cibo, dispositivi di protezione contro il Covid-19, mentre aumentano i casi di diarrea e colera.

Medici con l’Africa Cuamm è presente dal 2014 nella zona di Cabo Delgado, per occuparsi di salute materno-infantile. Negli ultimi mesi ha sviluppato un intervento per rispondere anche ai bisogni degli sfollati, come spiega Santana Garcias, assistente di progetto nella zona:

«Stiamo costruendo una rete di attivisti, molto spesso selezionati proprio tra i rifugiati. La priorità è fare prevenzione contro la diarrea, il colera e il Covid-19, oltre che assicurare visite pre-natali e parto assistito alle donne incinte, che sono numerose anche tra i nuovi arrivati. Il colera è la malattia più preoccupante ora, insieme a malaria e malnutrizione infantile. Stiamo insistendo con la gente perché si rifornisca di acqua solo dalle cisterne che arrivano ogni giorno nel campo, ma molto spesso le famiglie la raccolgono da fonti che potrebbero essere contaminate, aumentando il rischio di colera».

Come già sperimentato nella gestione di altre crisi umanitarie simili, Medici con l’Africa Cuamm vuole portare assistenza sanitaria sia ai rifugiati che alla popolazione residente, perché in un sistema sanitario sotto pressione per l’arrivo di centinaia di migliaia di nuove persone, è importante rafforzare i servizi sanitari locali pensando al benessere di tutti. Per questo Medici con l’Africa Cuamm ha costruito nuovi punti di salute nei campi e sta rafforzando il sistema di riferimento tra campi e centri di salute esterni per i casi gravi.

Come possiamo aiutare

Noi al Mozambico e a Cabo Delgado in particolare siamo profondamente legati. E’ anche per questo che ti chiediamo, se puoi, di aiutare la popolazione, in particolare le mamme e i bambini.

Per esempio, bastano 15 euro per offrire una visita neonatale, 30 euro per acqua e cibo per 2 settimane per una mamma in attesa, 40 euro per assicurare un parto sicuro.

Trovi tutto spiegato qui

donne mozambico
Foto di Bruno Patierno

La storia del Mozambico, tra colonialismo e terrorismo finanziato dai governi razzisti.

Il Mozambico ha subito la dominazione portoghese fin dagli inizi del 1500 e dopo la II Guerra Mondiale è diventato ufficialmente colonia d’oltremare.
Nel 1962 vari gruppi di liberazione si uniscono nel FRELIMO (Fronte de Libertaçao de Moçambico) e nel 1964 inizia la Guerra di Liberazione, a partire dalla provincia più povera e più a nord: Cabo Delgado.
Dopo più di dieci anni di guerra viene dichiarata la pace, il 25 giugno del 1975 viene proclamata l’Indipendenza del Mozambico.
Nel 1977 il FRELIMO diventa un partito politico marxista sotto la guida del generale Samora Machel, padre del moderno Mozambico e primo Presidente del Mozambico libero.

Agli inizi degli anni ’80 cominciano una serie di attacchi terroristici a scuole, mezzi di trasporto e presidi medici. Il Paese diventa scenario di una violenta guerra civile che provocherà circa un milione di morti, di cui il 95% civili.
Questa guerra ha visto contrapposti l’esercito regolare mozambicano e gruppi di guerriglieri riuniti sotto la sigla del RENAMO, gruppo di resistenza anti-comunista finanziato dai governi razzisti di Rodhesia e Sud Africa e dal governo degli Stati Uniti. Il RENAMO, comandato da soldati mercenari e banditi comuni ha seminato terrore e morte nei villaggi del Paese, distruggendo vite umane, flora e fauna.

Il Mozambico e l’Italia

Il conflitto finisce nel 1992 con gli Accordi di Roma, mediati dal Governo italiano e dalla Comunità di Sant’Egidio.

A partire da allora la relazione tra Italia e Mozambico si è rafforzata, anche grazie alle  iniziative di assistenza e educazione sanitaria  realizzate tra gli altri da “Cuamm-Medici con l’Africa” con il sostegno anche di Eni Foundation.

Il progetto “Il Teatro Fa Bene”

E’ in questo contesto che nasce il progetto “Il teatro fa bene”, coordinato nel 2015-2017 da chi scrive assieme ad un bellissimo gruppo di persone, parte mozambicani e parte italiani (tra questi ultimi anche Jacopo FoIacopo Patierno, Simone Canova, Tiziana Freti, Mario Pirovano), realizzato assieme a Medici con l’Africa Cuamm e Eni Foundation.

Un progetto, Il Teatro Fa Bene, che ha promosso la salute materno infantile attraverso una pièce teatrale, scritta da Jacopo Fo seguendo i canoni della commedia dell’arte e recitata da attori amatoriali mozambicani formati nel corso di stage alla Libera Università di Alcatraz. La commedia è stata portata in tournée nei villaggi di Cabo Delgado raggiungendo oltre 5.000 spettatori e da quella esperienza sono nati, per ampliarne la diffusione, anche un film – Wiwanana – ed una web serie con la regia di Iacopo Patierno  che puoi vedere qui.

Il Teatro fa bene

E se vuoi saperne di più sulla storia di quel progetto, puoi  scaricare qui il libro che la racconta http://www.ilteatrofabene.it/il-teatro-fa-bene-libro/

Ecco, noi siamo molto affezionati al Mozambico e a Cabo Delgado. Grazie per il tuo aiuto.

Foto di Bruno Patierno

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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