Caccia al canguro: l’Italia continua a tacere

Siamo i primi importatori e le pressioni della politica e dei media non servono a frenare la moda. Neppure dopo gli incendi

Versace e Paul Smith l’hanno bandita di recente, a causa della pressione mediatica seguita ai violentissimi incendi che hanno colpito l’Australia nei mesi scorsi, facendo strage (anche) di canguri. Ma la pelle di questo animale straordinario è usata da praticamente da tutti i produttori di abbigliamento sportivo, specialmente per le scarpe da corsa, e quindi in particolare da Nike, Adidas (alla quale è addirittura appena stato abbassato il rating, vista la cronica carenza nel rispetto di standard ambientali e sociali) e Puma, ancora oggi, nonostante tutto.

Italia primo importatore

Controcorrente invece la sola Diadora, tra le aziende sportive, che da tempo non usa più questi pellami. L’Italia è il primo importatore d’Europa, per una strage che non teme rivali, ma la Peta (People for the Ethical Treatment of Animals) non ci sta e pochi giorni fa ha lanciato una una petizione, mentre numerosi sit-in si sono svolti contro Dainese, azienda di abbigliamento moto, anch’essa sul banco degli imputati, assieme a Ducati, Gimoto, Alpinestars, Vircos. Nell’alta moda, restano grossi acquirenti Prada e Salvatore Ferragamo. Nel calzaturiero i meno noti Moreschi, Moma e Fabi, come ha denunciato LAV.

Una strage senza risposte

Anche un’interrogazione parlamentare (Pd) ha chiesto al premier italiano Giuseppe Conte di fermare o almeno limitare le nostre importazioni, almeno in questo delicato momento di recupero per la fauna australiana. Ma il nostro Paese continua a tacere.

Questo tipo di caccia è particolarmente cruenta, ed è bene ricordare che, ogni anno, tra 133.000 e 280.000 cuccioli “at-foot” (deambulanti) e tra 372.000 e 783.000 cuccioli “pouch” (ancora nel marsupio), sono vittime collaterali. Sei le specie prese di mira: Canguro Grigio Occidentale, Canguro Grigio Orientale, Canguro Rosso, Wallaroo Comune, Wallaby di Bennet e Pademelon della Tasmania.

Un documentario da vedere

La faccenda non è certo nuova, la strage è da anni paragonata per ferocia a quella delle foche in Canada, sebbene abbia numeri molto ma molto maggiori. Per saperne di più, è disponibile online il pluripremiato film Kangaroo.

Se poi la situazione australiana vi ha attratto e pensate a un’esperienza che potrebbe cambiarvi la vita, sappiate che il Paese è sempre a caccia di volontari per proteggere la sua fauna del tutto eccezionale.

Immagine copertina: disegno di Armando Tondo

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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Michela Dell'Amico

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