Portogallo: cacciatori spagnoli massacrano 500 animali selvatici

Caccia, Manifesto di Trieste: gli esperti italiani per una revisione della legge

La gestione venatoria può aiutare la conservazione delle specie

Un manifesto per chiedere una modifica alla legge sulla caccia, inadeguata ai tempi. Tra i firmatari Franco Perco, zoologo naturalista specializzato in ungulati che si è spesso occupato dell’emergenza cinghiali, sparsi ormai da tempo fino al centro di Roma e ovunque in Italia. “L’attuale legge – ricorda a People for Planet – uscì nel 1992. Il suo apporto gestionale fu ed è tuttora modesto e appare oggi come un semplice compromesso al ribasso fra cacciatori liberisti e ambientalisti proibizionisti”. All’epoca, le indicazioni tecniche di indirizzo dell’Istituto Nazionale di Biologia della Selvaggina furono sistematicamente disattese, benché formalmente richieste dalla stessa legge 157.

La caccia come gestione

Per arrivare a questo manifesto, numerosi esperti hanno prima di tutto portato avanti un’accurata analisi di ciò che manca. “Il primo passo per una gestione venatoria sensata è sapere quanti sono i possibili animali che si vorrebbero cacciare”. Fare un censimento insomma. Il secondo passo è mettere in luce il fatto che la caccia debba, come altrove in Europa, essere considerata una forma di gestione della fauna, “un presupposto che è poi riassunto nella sezione principi del nostro Manifesto”. In questo modo, i cacciatori diventerebbero non solo dei regolatori delle popolazioni in soprannumero, come quella dei cinghiali, ma con i fondi derivati dalla loro attività si potrebbero fare progetti di recupero altrimenti impensabili. Sia chiaro, cacciatori formati al rispetto. Quelli in stile Perco, o Fulco Pratesi, famoso cacciatore fondatore del WWF. Un tipo di cacciatore che conosce bene quest’arte e la vive per quel che potenzialmente è sempre stata: il modo più sostenibile per mangiare carne.

Gli animali selvatici vanno regolati

Così più che di caccia è esatto parlare di gestione venatoria o GV: l’unione di caccia, censimenti, rendicontazioni, interventi sull’ambiente ecc. Una attività insomma che andrebbe completamente ripensata, e ripulita delle influenze ideologiche, per arrivare a concepirla come uno strumento utile, anzi indispensabile, per una buona gestione della fauna selvatica. “Per conservare la fauna è indispensabile poterla gestire: partiamo dal presupposto che le attività umane devono convivere pacificamente con le presenze di animali selvatici”, che dunque non devono provocare continui incidenti automobilistici, come avviene per i cinghiali, non devono azzerare i raccolti degli agricoltori, come può succedere un po’ con tutti gli ungulati, e non devono rappresentare un pericolo per l’uomo, come può avvenire per orsi o lupi.

“Vogliamo una buona gestione della caccia. A vantaggio di tutti, animalisti compresi”.

“Noi vorremmo che questo documento fosse discusso, emendato e anche corretto, ma che costituisca finalmente un apporto serio e non propagandistico a una gestione venatoria che sia basata su tecnica e scienza. Se no, la caccia può anche sparire e noi non la rimpiangeremo, perché se la “caccia” non è gestione è bene che scompaia”, continua Perco.

“Ma se lo è – e da qualche parte anche in Italia qualcosa di positivo si fa – è bene che lo si sappia e che si imitino, migliorandoli, quei pochi esempi che ci sono”.

Le 15 regole d’oro del manifesto

“Le prime tre potrebbero essere tradotte in norme, subito, senza nessun costo sociale o politico. Per questo sono al primo posto. Le successive puntano alla responsabilità, che si costruisce solo con piccole unità territoriali di gestione (comuni) e comunque tali che i cacciatori – gestori si conoscano fra di loro”, precisa Perco.

1. Obbligo di pubblicare annualmente tutti i dati relativi alla fauna oggetto di caccia, in un registro digitale pubblico, a libero accesso.

2. Normazione nazionale sulla filiera della carne di selvaggina cacciata, anche da un punto di vista fiscale e sanitario.

3. Definizione e istituzione della figura professionale del tecnico faunistico.

4. Definizione delle forme di utilizzo della fauna, non solo venatorie, e della relativa disciplina.

5. Abolizione dei ripopolamenti anche di quelli pronta caccia e impulso alle reintroduzioni.

6. Unità Territoriali di Gestione Venatoria (UTGV), sociali o private, su base comunale o sub comunale, federate in un Distretto Venatorio (ex ATC, CA).

7. Obbligo per ogni UTGV di dotarsi di un piano di gestione pluriennale.

8. Numero chiuso degli associati, basato esclusivamente sul massimo prelievo teorico sostenibile.

9. Associazione alle UTGV di cacciatori anche non residenti, ma sulla base di una graduatoria adeguatamente regolamentata.

10. Possibilità di ricevere un numero programmato di cacciatori ospiti.

11. Restituzione dei risultati della gestione mediante conferenze annuali indette dai Distretti Venatori.

12. Danni da fauna oggetto di caccia a carico dei Distretti Venatori.

13. Formazione dei cacciatori, su standard elevati e stabiliti per legge, erogata da soggetti accreditati.

14. Sorveglianza specializzata a cura dell’Ente Pubblico competente.

15. Revoca della gestione venatoria, nel caso di gravi manchevolezze.

Il gruppo che propone il Manifesto è formato dall’associazione RiVA (Rinascita Venatoria e Ambientale) della quale Franco Perco è presidente. Tra gli altri, specialisti ed esperti di gestione faunistica, tra i quali hanno aderito 7 docenti universitari. Tra i proponenti 5 gli esperti di gestione faunistica.

I PROMOTORI

Franco PERCO. Zoologo. Già direttore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Presidente RiVA

Stefano ASSIRELLI. Docente in politiche di sicurezza urbana e Consigliere RiVA.

Duccio BERZI. Dottore forestale e Tecnico faunistico.

Giulia CORSINI. Medico Veterinario.

Gianferruccio DAL CORNO. Medico Chirurgo e Consigliere RiVA.

Spartaco GIPPOLITI. Conservazionista e sistematico dei Mammiferi. IUCN/SSC Primate Specialist Group.

Pier Alessandro MAGRI. Dirigente d’azienda e Consigliere RiVA.

Giuliano MILANA. Naturalista. Tecnico faunistico.

Luigi SPAGNOLLI. Responsabile per la fauna selvatica della Provincia Autonoma di Bolzano, già direttore del Parco dello Stelvio.

Giovanni STARNONI. Dottore commercialista e Consigliere RiVA.

Paolo TOSI. Docente universitario presso l’Università di Trento e Consigliere RiVA.

Silvano TOSO. Già direttore dell’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica. Consigliere RiVA.

Ettore ZANON. Formatore e giornalista professionista. Consigliere RiVA.

Rinascita Venatoria e Ambientale (RiVA).

LE ADESIONI (Primo elenco)

Francesco Maria ANGELICI. Zoologo, sistematico, conservazionista. Docente universitario abilitato presso tutte le università nazionali.

Aldo DI BRITA. Dottore Forestale e Tecnico Faunistico.

Renzo BRUSCHI. Dirigente Prov. Federcaccia PR, già presidente ATC PR9.

Ivano CONFORTINI. Funzionario biologo, Regione del Veneto, U.O. Coordinamento gestione ittica e faunistico-venatoria Ambito Prealpino e Alpino-Sede territoriale di Verona.

Luciano CICOGNANI. Istruttore faunistico e presidente ARIF (Ass. Rilevatori Faunistici. Socio fondatore di

STERNA (Studi Ecologici Ricerca Natura e Ambiente).

Gianluca DALL’OLIO. Vicepresidente FACE (Federazione delle associazioni cacciatori Europei Brussels).

Stefano DE VITA. Ornitologo ed esperto in gestione faunistica.

Luca FADDA. Agrotecnico laureato. Tecnico Faunistico.

Mauro FERRI. Veterinario. Esperto faunistico e tecnico faunistico accreditato presso l’INFS.

Francesco LECIS. Naturalista, vicepresidente di AIN (Associazione Italiana Naturalisti), tecnico faunistico.

Raffaele LIACI PESSINA. Dottore agronomo, tecnico faunistico.

Adriano MARTINOLI. Docente universitario di Zoologia e Conservazione della Fauna, presso l’Università degli

Studi dell’Insubria.

Renato MASSA. Già docente universitario di zoologia presso l’Università di Milano.

Stefano MATTIOLI. Zoologo. IUCN Deer Specialist Group.

Pier Giuseppe MENEGUZ. Docente universitario presso l’Università di Torino.

Andrea MUSTONI. Responsabile Area Ricerca scientifica ed Educazione Ambientale. Parco Naturale Adamello Brenta.

Luca PEDROTTI. Coordinatore Scientifico Parco Nazionale delle Stelvio.

Paola PERESIN. Biologa.

Luca ROSSI. Docente universitario presso l’Università di Torino.

Aldo Giorgio SALVATORI. Presidente AIW (Associazione Italiana Wilderness).

SATA. Sorveglianza Ambientale e Tutela Animali. Onlus.

Massimo SCANDURA. Docente universitario associato presso l’università di Sassari dip. di medicina veterinaria.

Fioravante SERRANI. Dottore agronomo.

Renato SEMENZATO. Biologo.

Mario SPAGNESI. Già docente universitario associato, in zoologia, presso l’Università di Bologna e direttore

generale INFS (Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica).

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

Potrebbe interessarti anche

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy