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Calo delle nascite: l’insopportabile ipocrisia di Mario Draghi

Una cieca autocelebrazione

Il clima è responsabile della maggior parte dei conflitti in atto, e delle migrazioni, mentre la Co2 assottiglia la stratosfera e sposta l’asse terrestre. La spinta dell’uomo, la cui crescita globale è in costante aumento, ha relazioni con la pandemia in atto e con la cosiddetta quinta estinzione di massa. Non si contano i danni economici che soffriamo e soffriremo per via dei cambiamenti climatici che noi stessi causiamo. Per limitarli, la scienza ha evidenziato uno, ovvio, strumento, che supera tutti gli altri: fare un figlio in meno.

Consapevoli di questo, impallidiamo quando il primo ministro Mario Draghi, di concerto con l’altra autorità in materia, papa Francesco, dice, agli Stati generali della Natalità: “Un’Italia senza figli non ha posto nel futuro”. Lì, il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, aveva poco prima tristemente annunciato: “Nel 2020 ci sono stati in Italia 404mila nati, nell’anno 2021 si stima da 384mila a 393mila”.

Quanta ipocrisia nel commento di Mario Draghi: “Ci troviamo peggiori di ciò che pensavamo, ma più sinceri nel vedere le nostre fragilità, e più pronti ad ascoltare voci che prima erano marginali. Vediamo il danno che abbiamo fatto al pianeta, e vediamo il danno che abbiamo fatto a noi stessi”. Draghi è riuscito così a unire, in un concetto solo, problema e soluzione, ha creato una retorica unica, cattolica, che potesse gratificare in un colpo solo praticamente tutti, tranne la scienza e la ragione. Per poi passare al vanto del proprio operato, che mira a sanare questo presunto problema della denatalità: “Al sostegno economico delle famiglie con figli è dedicato l’assegno unico universale: (…) una di quelle misure epocali su cui non ci si ripensa l’anno dopo”. Epocali: addirittura!

Ora, il mancato sostegno alle famiglie è uno scandalo noto. Si parte dal diritto negato a un posto in un asilo nido comunale (scandalo che non trova pari in Europa), si continua con lo scandalo del mancato congedo parentale per i papà, genitori di serie B, mentre le madri abbandonano l’impego. Si incornicia il tutto con le conseguenze del fatto che fare la maestra o la professoressa (e sottolineo le A finali) è un lavoro di cura, subordinato, sottopagato e sottostimato: e si vede. Ma questo non c’entra niente.

Il pianeta muore. La soluzione è diminuire la pressione antropica e stiamo nei fatti diminuendo? Gaudeamus! È così in tutte le economie sviluppate, anche emergenti. Cosa? Il problema è pagare la pensione e le cure sanitarie a questo popolo di anziani? Chi ci penserà?

Beh, per esempio ci potrebbero pensare quei milioni di italiani nati in Italia ma che non possono far legittimamente parte dell’unico popolo e dell’unica lingua che conoscono fino ai 18 anni (se introducessimo lo ius soli, come gli Usa). Potrebbero pensarci anche le tante famiglie che faticano ad accedere alle adozioni e si riducono a anni e anni di tentativi con la fecondazione assistita, nonostante i noti rischi per la salute, e le altissime spese. Potrebbero pensarci, credo, perfino i figli degli immigrati respinti dalla Fortezza Europa. Con politiche meno malate, potremmo pensare di aprire alle crescenti pressioni delle ondate migratorie. Perché decidiamoci: siamo pochi, o siamo tanti? Siamo forse pochi bianchi per i suoi gusti, signor Presidente, è questo che intende dire?

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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