Calolziocorte in “zone rosse” e “zone blu”: no migranti vicino a scuole, stazioni e biblioteche

La cittadinanza si divide

Non si arresta la polemica sul nuovo regolamento del Comune Calolziocorte (Lecco), approvato dall’attuale maggioranza guidata dal sindaco leghista Marco Ghezzi, che prevede una regolamentazione delle strutture di accoglienza dei migranti in zone rosse e zone blu.

L’opposizione scende in piazza: “Stabilire che i centri d’accoglienza non possano sorgere a meno di 150 metri dai luoghi sensibili come le scuole significa di fatto equiparare i migranti alle slot machine ed etichettarli come minaccia sociale” dichiara Diego Colosimo, consigliere comunale del gruppo Cambia Calolzio “Quello adottato dall’amministrazione è un provvedimento discriminatorio ed escludente.”

Il Senatore Paolo Arrigoni: “Dove amministra la Lega c’è piena integrazione con le comunità straniere, perché questa si fonda sulle regole e sul rispetto reciproco. Il regolamento approvato lunedì sera dal Consiglio comunale di Calolziocorte altro non fa che prevedere norme che tutelano gli stessi richiedenti asilo, dando disposizioni sulla conformità delle strutture di accoglienza”

Cosa si dice in Italia? Approfondiamo:

Calolziocorte, no ai migranti vicino alle scuole: è bufera sul provvedimento. Migranti tenuti lontani da scuole e biblioteche. Fa già discutere il regolamento che sarà presto operativo a Calolziocorte dove la città verrà divisa in zone: quelle rosse dove sarà vietata l’apertura di centri di accoglienza e quelle blu dove sarà necessario il nullaosta da parte dell’amministrazione comunale. Un po’ come succede con il gioco d’azzardo e i mini casinò che vengono combattuti da alcuni comuni a suon di ordinanze come queste. Questa volta però ad essere ritenuti pericolosi per la popolazione sono i centri di accoglienza che non potranno essere vicini a luoghi pubblici frequentati dai residenti. Le opposizioni sono già sul piede di guerra e intendono appellarsi alla prefettura per chiedere se sia legittimo o meno un provvedimento del genere. Continua a leggere…

Fonte: ILGIORNO.IT

Razzismo: ritorno al passato. […] La delibera sulla zona rossa e zona blu di Calolziocorte ci riporta drammaticamente indietro nel tempo, all’apartheid sudafricana dove i neri e i bianchi erano divisi in ogni attività quotidiana della società civile: i neri non potevano salire sull’autobus dei bianchi; i supermercati erano distinti tra quelli per bianchi e quelli per i neri, le scuole diverse, gli hotel pure, si mangiava in ristoranti separati. La segregazione razziale praticata in Sudafrica e negli Stati Uniti fu poi sconfitta grazie alla lotta di intere generazioni impegnate contro la mancanza di diritti nei riguardi dei neri. Una lotta cui hanno partecipato politici, scrittori, giornalisti, attori e milioni di semplici cittadini americani.  Continua a leggere…

Fonte: ULTIMAEDIZIONE.EU – Giuseppe Careri  

Calolzio, le zone rosse «anti-migranti». Il sindaco Ghezzi: nessuna limitazione. […] Dopo la manifestazione di sabato 13 aprile contro il provvedimento, che ha visto partecipare circa 200 persone al presidio silenzioso organizzato dal gruppo di opposizione «Cittadini uniti per Calolziocorte», interviene il sindaco Marco Ghezzi. Il primo cittadino risponde al presidio organizzato dall’opposizione: «Meglio consentire di posizionare la struttura dei richiedenti asilo presso la stazione ferroviaria, rischiando che le forme di degrado già presenti siano attribuite dai cittadini a questi ultimi, oppure collocarla in un luogo diverso, meno problematico? Si favorisce l’integrazione nel primo caso o nel secondo?»Continua a leggere…

Fonte: ECODIBERGAMO.IT

Fonte immagine copertina Sky Tg24

Claudia Faverio

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