Anche l’Uganda ha la sua Greta Thunberg per la difesa del clima

Cambiamenti climatici e guerre, il legame è sempre più stretto

Se ne parla il 18 e 19 maggio al Bologna Peacebuilding Forum

Nei primi 6 mesi del 2020, 9,8 milioni di persone in tutto il mondo sono state sfollate a causa dei cambiamenti climatici, rispetto ai 4,8 milioni di persone sfollate a causa dei conflitti. Secondo l’Ipsos ancora la maggior parte di noi ignora che le migrazioni sono dovute principalmente a motivi legati ai cambiamenti climatici, e quel che resta da scoprire è che anche buona parte dei conflitti scaturisce o si alimenta come conseguenza degli stravolgimenti del clima: ad esempio per l’accaparramento di risorse idriche contese.

“I processi di pace hanno dinamiche complesse e i professionisti del peacebuilding non hanno molte opportunità di riflettere sul loro lavoro e condividere la loro esperienze”, così Bernardo Monzani, presidente di Agency for Peacebuilding, prima organizzazione italiana specializzata sulla pace, presenta l’evento che anche quest’anno vuole approfondire i vincoli tra cambiamenti climatici, conflitti e processi di pace. L’appuntamento è il prossimo 18 e 19 maggio, a Bologna, con i principali esperti e organizzazioni del settore europei e internazionali.

“Il Forum mira a colmare questa lacuna, offrendo uno spazio di dialogo tra studiosi e professionisti del settore. L’evento, inoltre, vuole aprire la discussione a un pubblico più ampio di esperti di politica estera, attori rilevanti della società civile e pubblico”, prosegue Monzani.

Il Bologna Peacebuilding Forum è al suo terzo anno, ormai un importante incontro a livello europeo che promuove il dialogo sulle questioni e sfide chiave che la disciplina della costruzione della pace deve affrontare. Il tema della terza edizione è il collegamento complesso e sottovalutato tra clima, ambiente e conflitti violenti, grazie al patrocinio e alla collaborazione di istituzioni in prima linea nella ricerca e nella pratica della costruzione della pace, quali il Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’Università di Bologna, l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), Regione Emilia Romagna, Comune di Bologna, l’Istituto per gli Affari Internazionali (IAI), l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), la Johns Hopkins School of Advanced International Studies, il Rotary Club Bologna Ovest Guglielmo Marconi, il Rotary Club Emilia Romagna. Media Partner, People for Planet.

I massimi esperti del settore invitati a dibattere esploreranno i meccanismi attraverso i quali i cambiamenti climatici interagiscono con le situazioni di conflitto potenziale o già esistente. Inoltre, si analizzeranno le opportunità che i cambiamenti climatici possono creare per migliorare le prospettive di pace, mentre il secondo giorno della conferenza sarà dedicato al Mediterraneo. L’iscrizione è gratuita e l’evento sarà trasmesso online sulla piattaforma zoom.

Programma e iscrizioni sono disponibili a questo link. Tra gli ospiti:

Grammenos Mastrojeni dell’Unione per il Mediaterraneo,

Jüergen Scheffran, dell’Università di Amburgo,

Marwa Daoudy della Georgetown University,

Emiliano Alessandri, dell’OSCE

Mariko Peters, del Servizio per l’Azione Esterna dell’Unione Europea.

L’Agenzia per il Peacebuilding (AP) è un’organizzazione non-profit la cui missione è promuovere le condizioni per risolvere i conflitti, per ridurre le violenze e per la costruzione di una pace duratura in Europa, nel suo vicinato, e nel Mondo.

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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