Cambiamenti climatici: quale Paese s’impegna di più per contrastarli?

Con i riflettori dei media mondiali puntati sulla COP24 ancora in corso a Katowice (Polonia), è una domanda che sorge spontanea.

Tutti parlano di clima, di cambiamenti climatici, di soluzioni e di previsioni apocalittiche, ma chi prende concreti provvedimenti per contrastare seriamente il cambiamento climatico?

A darci una risposta ci ha pensato l’Imperial College di Londra con il nuovo rapporto “Energy Revolution: A Global Outlook” reso possibile grazie a una ricerca commissionata da Drax Group, compagnia britannica di energia elettrica con sede a Selby, e presentato proprio in occasione della corrente Conferenza Mondiale sul Clima.

Il Rapporto ha stilato una nuova classifica generale della rivoluzione energetica mondiale, prendendo in considerazione le misure messe in atto da 25 Paesi per mitigare e contenere il fenomeno del climate change. Tra i Paesi in analisi figurano anche tutti i G7 (Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America) e i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) che complessivamente rappresentano circa l’80% sul totale della popolazione mondiale e il 73% delle emissioni da carbonio.

Le prestazioni dei Paesi sono state analizzate sui paramenti seguenti:

  • Energia pulita
  • Combustibili fossili
  • Implementazione di veicoli elettrici
  • Capacità di stoccaggio del carbonio
  • Efficienza energetica di famiglie, edifici e trasporti.

Da quanto emerge dal rapporto, in cima alla classifica per i migliori progressi nei campi sopracitati e volti a limitare anche quindi l’innalzamento della temperatura a 2° C troviamo: Danimarca, Gran Bretagna e Canada. L’Italia è posizionata al 17° posto.

 

Si stanno facendo grandi passi avanti nella produzione globale di energia pulita e la capacità rinnovabile sta aumentando rapidamente in tutto il mondo. Anche i veicoli elettrici stanno rapidamente decollando, ma la quota di auto nuove vendute è ancora troppo bassa. Migliorare l’efficienza delle nostre case e industrie richiede uno sforzo urgente. Per contribuire a limitare i cambiamenti climatici, saranno inoltre necessari investimenti significativi nel Carbon Capture and Storage, poiché solo 6 paesi stanno attualmente investendo su questa tecnologia su vasta scala”. Così dichiara Iain Staffell direttore della ricerca dell’Imperial College.

Il cambiamento climatico è un fenomeno che ci riguarda tutti da vicino. Anche le nostre abitudini alimentari sono a rischio; fragole, banane, miele e altri cibi potrebbero scomparire a causa dei cambiamenti climatici. Inoltre, dal rapporto Ipcc – Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico emergono dati allarmanti circa le migrazioni climatiche che portano povertà e denutrizione soprattutto in quei paesi già vulnerabili; si stima infatti che con questo trend avremo 10 milioni di sfollati, ondate di calore mortali e la scomparsa del 13% degli ecosistemi.

Consapevoli di quelle che sono le possibili conseguenze, che cosa stiamo ancora aspettando per attuare un’inversione di marcia?

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Collabora con People For Planet come social media manager e content analyst

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Claudia Faverio

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