Un decreto ci cancellerà tutti

La drammatica situazione turistica ai tempi del Covid-19. Un esempio per tutti

Alle sette della domenica mattina nel torpore di una giornata volta all’ozio un messaggio arriva direttamente dal MIUR e recita che tutte le Gite, Viaggi di Istruzione e assimilati vengono temporaneamente sospesi.

Per moltissime persone in quel decreto scarno, che sa quasi di bollettino di guerra, c’è un sospiro di sollievo nel vedere come il Corona virus venga bloccato nei luoghi della speranza e della cultura che la nostra gioventù frequenta, preservando così il seme del nostro futuro.

Ma non è per tutti così

Non lo è per Claudia che lavora da settembre a marzo per convincere migliaia di persone a venire in campagna e così vivere  esperienze in viaggio di istruzione, diverse dalla classica visita della città d’arte.

Non lo è per Osvaldo, maestro di sci, che prima ha il patema della neve che con la temperatura che abbiamo è sempre più rara, preziosa… e poi ci si mette anche il Corona a chiudere le piste.

Anche Alessio, con Dylan ed Enea che da un anno aspettano l’apertura dell’Hotel per cominciare col contratto a termine e ora sospeso con l’incubo che i giorni residui della stagione non siano sufficienti per avere la disoccupazione una volta chiusa la stagione.

Stessa cosa per Gabriella, Rosanna, Simona, Federica, Ludmilla, Serena , Sara e migliaia di altre persone che per decreto sono state cancellate.

La sicurezza Nazionale legata al Corona virus non permette lo scambio culturale che passa in secondo piano. Su questo non ci piove.

Ma piove su queste persone e su quegli imprenditori che come loro hanno il mutuo da pagare per l’hotel o il pullman e poi la Tari e tutto quello che attraverso il decreto viene cancellato.

Oggi ho fatto la riunione con il mio personale: dodici persone, con gli occhi sgranati di chi, come in guerra, ha solo la prospettiva di capire come le prossime dodici ore siano determinanti per il loro futuro.

Gente come questi miei  compagni di lavoro dove la lotta di classe è stata ormai superata da un affetto verso il proprio posto di lavoro che non ha orari, né sigle sindacali, ma solamente il senso di appartenenza e sussistenza che ha quel luogo, quel ruolo.

Allora se va bene preservare il seme del nostro futuro, vale anche la preghiera di non dimenticare quelli che per decreto sono stati cancellati e che magari non hanno la “fortuna” di essere in zona rossa con l’attenzione dei media, rimanendo solo col problema che sono vittime della sicurezza Nazionale. 

Una preghiera ora che le sale del palazzo del governo brulicano di esperti, consulenti, professori che decretano il come e il quando: non cancellate le speranze

La Corte della Miniera
www.cortedellaminiera.it
Michele Piersantini
Claudia Baratti 

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Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.

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Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.

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