Cannabinoidi, a Portici il primo centro multidisciplinare di ricerca

Punto di riferimento nazionale per il censimento delle coltivazioni di cannabis e delle attività di ricerca

È campano il primo centro multidisciplinare di ricerca per il controllo, lo sviluppo e la sperimentazione dei cannabinoidi in Italia: si trova a Portici (Napoli), si chiama Reica ed è stato istituto all’interno dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (Izsm), ente pubblico nazionale accreditato per la determinazione dei cannabinoidi.

Punto di riferimento nazionale per il censimento delle coltivazioni di cannabis, degli studi clinici, delle attività di ricerca chimica e microbiologica sui cannabinoidi – oltre che per la formazione specializzata e il supporto alle Forze dell’Ordine nelle attività di indagine e monitoraggio – il centro si avvale della collaborazione dell’Istituto nazionale tumori Irccs Fondazione Pascale e dell’Università Federico II di Napoli.

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Cannabis per uso antitumorale

“Nonostante l’uso di Cannabis sia consolidato nella pratica clinica corrente, sono ancora scarse le evidenze scientifiche sui benefici associati – spiega Gerardo Botti, Direttore Scientifico dell’Int Irccs Fondazione Pascale -. La partnership con l’Izsm è strategica per l’esecuzione di studi clinici in ambito oncologico e non solo, anche alla luce delle potenzialità di tipo anti-neoplastico e immunomodulante dimostrate dagli studi in vitro”.

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno condurrà, in collaborazione con il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università Federico II di Napoli e l’Irccs Pascale, studi clinici sull’impiego della cannabis terapeutica per il trattamento di diverse patologie, fra cui quelle oncologiche, come coadiuvanti ai trattamenti immunoterapici. Centrale sarà la coltivazione sperimentale di cannabis con Thc (tetraidrocannobinolo) ai fini di ricerca, allo scopo di selezionare varietà terapeutiche per il ministero della Salute.

Coltivazione di Cannabis con Thc “non noto”

“Il nostro è un approccio esplorativo mosso dalla volontà di acquisire e di conseguenza divulgare, conoscenza sui prodotti derivati dalla Cannabis e sulle infiorescenze – afferma il direttore generale dell’Izsm, Antonio Limone –. Oggi l’Izsm possiede il know-how e il personale medico e paramedico per la conduzione di trials sperimentali, osservazionali e interventistici in grado di studiare la sicurezza e l’efficacia della Cannabis nei più vari ambiti terapeutici e nutraceutici. Nell’agosto 2019 abbiamo ricevuto dal ministero della Salute l’autorizzazione per la coltivazione indoor di Cannabis con contenuto di Thc non noto ai fini sperimentali, base indispensabile per arricchire e proseguire tutte le attività di ricerca in ambito agronomico, clinico, genetico nel complesso universo della Cannabis”.

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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Miriam Cesta

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Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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