Caos Fase 2, ogni regione fa a modo suo

Contro il buon senso, le regioni più colpite stracciano il Dpcm

Il coronavirus non ha colpito e non sta colpendo tutte le regioni italiane allo stesso modo. Avrebbe quindi senso che quelle meno colpite prendessero più coraggio nell’anticipare le nuove disposizioni nazionali, previste per la Fase 2 dal 4 maggio.

Invece succede il contrario.

Il nord Italia, una delle regioni più colpite al mondo, strappa i precetti e anticipa molte, troppe regole. I più cauti sono Piemonte ed Emilia Romagna, dove il contagio non a caso è stato sempre gestito adeguatamente, anche in fase critica. Tra le contraddizioni, una “economica” la evidenzia bene la Campania, dove, nonostante sia già consentito il delivery, molti avventori rinunciano ad aprire perché i costi (tra stipendi, sanificazioni e controlli) supererebbero i guadagni, in una fase già di profonda crisi economica. In più, disposizione su disposizione, la Campania ha emesso regole contraddittorie, che stanno portando a proteste e ingiustizie, nate dalla impossibilità di capire le regole.

LOMBARDIA: nonostante tutto, anticipa i tempi

Iniziamo dalla regione che è stata ed è la più pesantemente colpita dal coronavirus, o covid-19, e che è stata anche accusata da più e prestigiose parti di aver gestito malissimo questa pandemia. Nonostante tutto, Attilio Fontana ci tiene a restar parte del Nord che vuol mostrare di lavorare, per far fede forse a quel mito che non li vede mai “con le mani in mano”. Da oggi un’ordinanza fa ripartire i mercati scoperti, mentre i cattolicissimi lombardi appoggiano la Cei e il Papa e vogliono anticipare ulteriormente la regola nazionale che probabilmente aprirà alle messe il 10 maggio, nonostante il parere negativo del Comitato scientifico governativo.

VENETO: il re dei ribelli

Il leghista Veneto ha già fatto ripartire le vendite take away da bar e ristoranti: dunque si può entrare in questi negozi e portare a casa da soli il pasto, senza attendere quel 4 maggio disposto da Conte nell’ultimo Dpcm. Luca Zaia ha parlato addirittura di riaprire in anticipo rispetto al resto d’Italia i ristoranti. Non pago, ha aperto alle seconde case: per poi subito ravvedersi. Ci si può andare ma soli, come anche nei camper che si trovino fuori Comune, per verificarne lo stato: “Non si può dormire lì, e si torna subito a casa”. Equiparata allo sport la pesca sportiva.

PIEMONTE: il più cauto

Take away chiusi anche dopo il 4 maggio, nessuno spostamento verso seconde case in regione.

TRENTINO: il più devoto, tra i meno attenti

Da domani, tutti a messa in Trentino. Chiese aperte per la preghiera singola, ma nessuna chiamata di gruppo alle pecorelle smarrite, per ora. Già dal 27 aprile i genitori possono uscire con i figli per piccole passeggiate nei dintorni dell’abitazione. Il leghista Maurizio Fugatti ha dato via libera a recarsi in orti e giardini esterni al proprio Comune di residenza. Si può già fare acquisti mentre si torna a casa dal lavoro, anche fuori comune, ché molti negozi – come i vivai – sono già aperti. Unico obbligo, la mascherina. Aperti e fruibili con mascherina anche i mercati, uffici e in generale luoghi pubblici. Da oggi via ai take away (prenoti e vai a ritirare, sempre con mascherina).

FRIULI VENEZIA GIULIA, in mare i diportisti

Si può uscire e verificare lo stato della propria barca da diporto e sistemarla se necessario. Si può anche andare per mare a Trieste per brevi tragitti di “prova”. Anche le darsene possono essere visitate e sistemate da chi le gestisce.

EMILIA ROMAGNA e SARDEGNA, più realiste del re

Sebbene a livello nazionale non sia mai stata vietata una nuotata in singola per chi abita sul mare, l’Emilia Romagna ha invece deciso di non concedere proprio neppure l’accesso alle spiagge. Più rigida delle indicazioni nazionali anche la Sardegna, che proibisce anch’essa l’accesso all’acqua. Dal 4 maggio però, i sardi potranno nuotare anche provenendo da zone lontane dalle spiagge.

CAMPANIA super pasticcio delivery

Delivery consentito nella Regione di Napoli se si ordina via telefono o web, con orari ridotti (la mattina per i bar e il pomeriggio sera per le pizzerie): come ovunque, ma qui in molti non hanno ritenuto economicamente vantaggioso riaprire, se poi i guadagni sono così limitati. Perplessità che del resto accomuna buona parte di baristi e ristoratori che nel riaprire solo per il delivery rischiano grosso: ci sono i costi di sempre, e meno guadagni, considerato anche le enormi perdite del periodo di chiusura totale. In Campania via libera anche al mattino a librerie e cartolerie: ma sono gli stessi dubbi ad attanagliare i piccoli imprenditori. Riaprire ha un costo altissimo, anche legato all’obbligo di sanificare e controllare le distanze tra clienti, e – tra la paura di uscire e i contingentamenti all’ingresso – ne varrà la pena? Solo famigliari stretti ammessi per le passeggiate e lo sport all’aperto, a distanza di due metri uno dall’altro (suona molto improbabile) e in precise fasce orarie (dall’alba alle 8.30 e dalle 19 alle 22).

La Campania è anche il simbolo di un altro rischio che si corre a muoversi in singola: serve tanta precisione. Il delivery è iniziato nel caos più totale per colpa pare di una dimenticanza nelle ordinanze. Nella prima ordinanza emessa in merito, infatti, venivano espressamente citati “pub, bar, gastronomie, ristoranti, pizzerie, gelaterie e pasticcerie”. Nella seconda, invece, emessa sabato 25 aprile, i pub venivano nominati ma poi cancellati nella divisione per fasce orarie, dove si specifica: “ bar, pasticcerie, gelaterie, rosticcerie, gastronomie, tavole calde e similari” potevano operare dalle 7 alle 14, e ristoranti e pizzerie dalle 16 alle 23. Il risultato sono state multe e chiusure imposte ingiustamente ai pub dalla polizia locale.

PUGLIA, pesca amatoriale e seconde case

Mentre la Sicilia pensa alle richieste da fare al governo, la Puglia ha stabilito due giorni fa di dare l’ok a spostamenti per la pesca amatoriale (da oggi) e per sistemare le seconde case (dal 4 maggio). Da oggi in Puglia è consentito anche il take away da ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie (con obbligo distanza di un metro, ma anche senza mascherina). Possibile portare il cane nei negozi che fanno toilettatura, ma solo su appuntamento ed evitando (non si capisce bene in che modo) “il contatto diretto tra le persone”.

Leggi anche:
Covid-19: attenzione agli sforzi fisici intensi
Fase2, il 10 maggio tutti a messa?

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

Potrebbe interessarti anche

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy