Carmelo Zuccaro: chi è costui?

Tra sequestri di navi, inchieste archiviate, accuse infondate: una foto con flash al procuratore catanese

In questi giorni è passata un po’ sotto silenzio la notizia che le accuse del pm Carmelo Zuccaro nei confronti della nave Acquarius per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti sono cadute e la Procura di Catania ha accolto integralmente i ricorsi degli indagati restituendo all’agenzia marittima coinvolta 200mila euro che erano stati bloccati dalla Procura stessa e autorizzandola a riprendere le sue attività.

L’accusa era grave: non aver smaltito come rifiuti pericolosi gli indumenti dei migranti arrivati con la nave Aquarius avrebbe portato nel patrio suolo i virus diffondendo scabbia, tubercolosi, meningite e Hiv. Poi qualcuno ci avrebbe dovuto spiegare da quando l’Hiv si trasmette tramite i vestiti …

Allo Zuccaro devono essere girati i santissimi ancora una volta. La prima è stata quando la Procura di Palermo ha archiviato l’indagine su un presunto collegamento tra gli scafisti libici e le Organizzazioni Non Governative.

Il Procuratore  Marzia Sabella, i sostituti Geri Ferrara, Claudio Camilleri e Renza Cescon avevano stabilito che non esiste alcun legame, né favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. “Non deve stupire [che la Ong] abbia preferito effettuare lo sbarco verso le coste italiane: ciò rappresenta, anzi, una conseguenza logica e una corretta gestione delle operazioni di salvataggio” hanno dichiarato.

Due anni di lavoro di indagine del povero Zuccaro buttati al vento, insieme ai soldi dei contribuenti ma questa è un’altra storia.

Se vi piacciono i legal thriller leggetevi tutta la storia di questa indagine.

Chi è il Procuratore Capo Carmelo Zuccaro?

Una carriera fulminante quella del nostro pm che a soli 40 anni diventa Presidente di Corte d’Assise a Caltanissetta e segue processi importanti come quelli su Capaci e via D’Amelio ter che riguardavano gli attentati ai giudici Falcone e Borsellino.

Ma la sua vera passione è sconfiggere il terrorismo islamico. Scrive nel 2017 Francesco Floris su glistatigenerali.com: “Per esempio il 4 dicembre 2015: un ventunenne siriano, Morad Al Ghazawi, viene arrestato a Pozzallo dalla Polizia di Ragusa per terrorismo e col sospetto di essere una cellula solitaria dell’Isis entrata in Europa. È il caso del “migrante con il passaporto Isis” o “diploma Isis” o “lasciapassare per jihadisti”, come lo ribattezzano i giornali citando fonti investigative. Chi prende in mano il fascicolo e coordina le indagini? Proprio lui: Carmelo Zuccaro, quando già sta imboccando l’ultima curva per il rush finale che lo conduce, sei mesi dopo, sulla poltrona più prestigiosa dell’ufficio giudiziario etneo. Sul ventunenne siriano si affida a Digos ragusana e investigatori”.
Per scoprire poi durante il processo, dopo che il povero Morad Al Ghazawi si è fatto 16 mesi di galera a Sassari – prigione denominata la Guantanamo d’Italia – che l’arabo con il terrorismo islamico non aveva nulla a che fare, che i “documenti” portati a riprova della sua affiliazione all’Isis erano falsi dichiarati, fake, come le chiameremmo oggi.
Anche di questo accadimento è disponibile l’intero resoconto nel dettaglio. Ora Morad Al Ghazawi sta in Germania ancora traumatizzato dall’esperienza nella terra del sole, dei poeti e dei mandolini.

Pensate che il nostro magnifico Pm sia un colpevolista? Beh, vi sbagliate di grosso perché lui è solo giusto. Infatti, in merito alla vicenda della nave Diciottti e la conseguente denuncia a carico di Matteo Salvini per sequestro di persona, Zuccaro si attiva immediatamente e richiede l’archiviazione del provvedimento richiesto dalla procura di Agrigento. E non solo la richiede ma, con uno zelo encomiabile seppur non richiesto dalla legge manda anche al Vicepresidente del Consiglio una lettera per rassicurarlo. Missiva che viene letta indiretta da Salvini stesso e postata su Facebook dal suo studio al Viminale.

Scrive Antonio Caputo, avvocato, su Huffingtonpost.it: “Ma la procedura dinanzi al Tribunale dei Ministri non prevede affatto la trasmissione di atti con richieste del pm, bensì la mera trasmissione al Tribunale, in assenza di indagini (e dunque di spese, checché ne dica a sproposito il soggetto interessato e indagato) il pm deve solo acquisire la notizia di reato. Sono i magistrati sorteggiati a comporre il tribunale per i ministri che, svolte indagini e sentito il pm (che quindi farà in questa fase le sue richieste) decideranno se archiviare o restituire gli atti al pm perché chieda al Senato l’autorizzazione a procedere. Nel caso di specie ci si doveva aspettare questo e che il Senato, come suggerito dalla Bongiorno che di diritto mastica qualcosa, negasse l’autorizzazione proprio affermando che si era trattato di un’azione “politica”… Invece il pm Zuccaro, quello delle indagini su onlus e taxisti del mare finite nel nulla ad oggi, si è “portato avanti”, così mettendo in difficoltà i magistrati il cui diverso avviso a questo punto andrebbe solo ad alimentare le polemiche sulla politicizzazione della magistratura”.

E magari è proprio lo Zuccaro ad essere politicizzato? Lo so, il dubbio può venire ma solo perché siamo dei buonisti malfidenti.

Fonte immagine di copertina: Vita.it

Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

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