Caso Regeni: dall’omicidio nel 2016 al vuoto in aula oggi

Solo 19 dei 630 deputati presenti in aula per la verità sul giovane ricercatore

La triste vicenda di Giulio Regeni ci ha toccato tutti profondamente. A circa tre anni di distanza dal brutale omicidio del giovane ricercatore, tra depistaggi e resistenze, la magistratura non ha portato a nessun risultato soddisfacente. Troppo delicato il tema, troppo da perdere in termini di relazioni internazionali tra Italia e Egitto e, come ha spiegato il premier Conte, troppo netti i confini d’intervento tra i due stati: “L’Italia non ha strumenti per ottenere una verità giudiziaria: anche la nostra magistratura ha avviato una inchiesta che però da quanto ho capito non ha ancora portato a risultati. Non possiamo intervenire e sostituirci alla magistratura egiziana”.

Dopo tre anni di agonie e battaglie, arriva un altro colpo basso con cui fare i conti: presenti oggi alla Camera per “l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni”erano solo in 19 deputati su 630: : 8 del Pd, 2 di Leu, 5 del M5s, nessuno di Fratelli d’Italia, 2 della Lega e 2 di Forza Italia.

Così sono bastati i ponti per la Pasqua, la Pasquetta , il 25 aprile e anche il primo maggio per trasformare una giornata potenzialmente importante per la ricerca della verità in un affronto?

Cosa si dice in Italia? Approfondiamo:

Caso Regeni: le tappe dell’inchiesta a tre anni dalla morte di Giulio.Tra gennaio e febbraio 2016 Giulio Regeni venne torturato e ucciso al Cairo. In tre anni la magistratura egiziana non ha indicato i colpevoli della morte del ricercatore italiano. Ricostruiamo i passaggi dell’inchiesta in Egitto e in Italia, fino alla lettera dei genitori di Giulio, sabato 28 aprile su Repubblica, per chiedere al premier di incalzare il presidente egiziano Al Sisi e alla risposta insoddisfatta e insoddisfacente di Giuseppe Conte. Guarda il video

Fonte: VIDEO.REPUBBLICA.IT

La lettera dei genitori di Giulio Regeni a Conte. “Presidente Conte, si ricordi di Giulio mentre stringerà la mano del Generale Al Sisi e pretenda, senza ulteriori dilazioni o distrazioni di sorta, la verità sulla sua uccisione”. Paola e Claudio Regeni, i genitori del ricercatore rapito, seviziato e ucciso al Cairo, in Egitto, oltre tre anni fa, si rivolgono al premier Conte una lettera aperta, che la Repubblica mette in evidenza in prima pagina, alla vigilia dell’incontro fissato con il Presidente egiziano Al Sisi, a lato dei lavori del GT7 Forum, in Cina. I genitori di Giulio Regeni tornano a chiedere giustizia per il figlio assassinato e “di sapere i nomi di tutti i soggetti coinvolti e di vederli assicurati alla giustizia italiana”. “Le chiediamo – scrivono – di essere determinato ed incisivo con il Presidente egiziano, di andare oltre ai consueti proclami e promesse, di ricordargli che la procura romana ha già inserito cinque persone nel registro degli indagati, in base alle indagini effettuate superando gli enormi ostacoli posti da parte degli stessi egiziani”. “È giunto il momento di ricevere una risposta concreta, vera e definitiva” perché “senza questa risposta la dignità del nostro paese e delle istituzioni che Lei rappresenta risulterebbe irrimediabilmente mortificata. Giulio, che ricordiamo era un ricercatore, ha subito su di sé la violazione di tutti i diritti umani, anche del diritto di difesa”. Continua a leggere…

Fonte: AGI.IT – Alberto Ferrigolo

Conte su caso Regeni: l’Italia non avrà pace fino a quando non ci sarà la verità sulla morte. PECHINO – È stato il primo tema sollevato dal premier italiano, Giuseppe Conte nell’incontro bilaterale con il presiedente egiziano, Al Sisi subito dopo la cena di questa sera con il presidente cinese Xi Jinping a conclusione del secondo Forum sulla nuova Via della Seta. In mattinata Conte aveva letto la lettera dei genitori di Giulio Regeni pubblicata su Repubblica e ne era rimasto molto colpito. Così quando ha incontrato in serata il presidente egiziano ha chiesto nuove informazioni. «Perché l’Italia – ha detto il premier – non può avere pace fino a quando non avrà la verità. Non c’è alcun concreto passo avanti che ci lasci intravedere un accertamento dei fatti plausibile ma il Governo non verrà mai meno a questo impegno: arrivare a una verità giudiziaria che sia plausibile e che abbia risconti oggettivi e inoppugnabili»  Continua a leggere…

Fonte: ILSOLE24ORE.COM –  Ge.P

Caso Regeni, l’Aula è vuota quando si discute della commissione d’inchiesta: sono presenti appena 19 deputati. Diciannove. Tanti erano i deputati presenti alla discussione generale per l’istituzione della Commissione d’inchiesta sul caso di Giulio Regeni, il ricercatore friulano ucciso in Egitto. Otto i parlamentari del Pd, 5 del Movimento Cinque Stelle, 2 di Leu, altrettanti di Lega e Forza Italia. Nessuno di Fratelli d’Italia. I pochi presenti annunciano che daranno il via libera all’istituzione della Commissione, che avrà 12 mesi di tempo per “chiarire le responsabilità che hanno portato alla morte di Giulio Regeni” e dovrà “verificare fatti, atti e condotte commissive e omissive che abbiano costituito o costituiscano ostacolo, ritardo, o difficoltà”. Il primo via libera era arrivato il 16 aprile da parte della commissione Esteri, dopo l’appello del presidente della Camera Roberto Fico. Vota a favore anche la Lega, mentre il forzista Pierantonio Zanettin pone dei distinguo dicendo “no a velleità, no alla propaganda, no allo spreco di risorse e energie”. Mentre dal dem Massimo Ungaro arriva la denuncia forte sulla “presa in giro” dell’Egitto.Continua a leggere…

Fonte: ILFATTOQUOTIDIANO.IT –  Ge.P

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.

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