Chi è Frans Timmermans, il capo del green new deal europeo?

Un indizio: tifa Roma

Surriscaldamento globale e Unione europea. La fortuna è quella di avere come coordinatore del green new deal europeo Frans Timmermans. La sfortuna riguarda, invece, il tempo, forse troppo poco per rimediare agli errori del passato. Il vicepresidente esecutivo della nuova Commissione europea, Frans Timmermans, avrà il doppio ruolo di coordinare il green deal europeo e di gestire le politiche di azione legate al clima. Ad annunciarlo è stata la presidente Ursula von der Leyen, all’indomani della discussa elezione, durante la conferenza stampa del 10 settembre in cui ha presentato la sua squadra di governo.

Ma chi è Franciscus Cornelis Gerardus Maria Timmermans?

Olandese, classe ’61, laureato in letteratura francese ma con un master in diritto europeo, oltre al limburghese e all’olandese parla fluentemente inglese, francese, tedesco, italiano e russo, non è ben visto a Est e soprattutto, è il promotore della proposta di legge, poi adottata dal Parlamento europeo, di eliminare la plastica monouso; e poi è romanista sfegatato. Dal 2014 primo vicepresidente della Commissione Ue, braccio destro di Jean-Claude Juncker, che lo scelse fin da subito e per questo inventò una carica che fino ad allora non esisteva, durante il suo mandato si è fatto dei nemici, soprattutto a Est: ree di avere calpestato lo stato di diritto, uno dei punti cardine della carta costituzionale dell’Unione Europea, Polonia e Ungheria sono state costrette a rivedere le loro leggi. Nei loro confronti Timmermans non ha esitato ad avviare la cosiddetta ‘procedura articolo 7’ che sanziona i Paesi membri nei quali si ritiene siano venuti meno i valori fondanti dell’Ue. Non c’è da stupirsi: non solo Timmermans è nato nella città simbolo dell’Europa unita, Maastricht, dove nel 1992 si è firmato il trattato che ha posto le basi per la nascita della moneta unica, ma, essendo il più anziano socialdemocratico nell’Istituzione, è a capo dell’iniziativa “Legiferare meglio” e sovraintende le Relazioni inter-istituzionali, lo Stato di Diritto, e la Carta dei Diritti Fondamentali e della Sostenibilità nell’Ue.

Figlio di un diplomatico, a 11 anni Timmermans si trasferisce a Roma dove studia alla scuola britannica St. George e si appassiona alle partite della Roma allo stadio Olimpico. Costante non soltanto nella fede calcistica, Timmermans è sempre stato socialista, fin dalla sua discesa in politica nel 1998, quando è stato eletto con i laburisti olandesi. Terminati gli studi universitari, ha iniziato a lavorare nel dipartimento per l’integrazione europea del ministero degli Esteri olandese, per poi proseguire la carriera diplomatica a Mosca e ritornare nel 1994 in Europa, dove è diventato assistente del commissario olandese. Timmermans ha goduto di una straordinaria popolarità in patria, il primo mandato (vinto appunto per la prima volta nel 1998) gli è stato rinnovato per ben sei altre volte: dal 2007 al 2010 fa parte del governo di coalizione liberale-socialista come ministro degli Affari europei, dal 2012 al 2014 invece copre la carica di ministro degli Esteri.

Le manovre di compensazione che Timmermans metterà in atto per tamponare parte delle emissioni di CO2 e rallentare il riscaldamento globale, oltre a registrare programmi di riforestazione, prevedranno un’azione congiunta con il lituano Virginijus Sinkevičius, voluto dalla von der Leyen come commissario Ue per l’Ambiente e gli oceani.

La sfida è grande, la simpatia del personaggio, pure. E qualcuno già ventila l’ipotesi che il prossimo commissario Ue sarà proprio lui, Frans Timmermans.

Stela Xhunga

Stela Xhunga