Chi è il doodle di oggi, Audre Lorde

“Nera, lesbica, madre, guerriera, poetessa”

la poetessa e attivista americana Audre Lorde, celebrata dal doodle di Google di oggi, è nata il 18 febbraio del 1934 a New York. Simbolo della lotta per l’uguaglianza delle donne del mondo, e dell’altra minoranza di fatto, quella del popolo nero, si è battuta sempre in prima linea per i diritti civili. Chiave dei movimenti culturali Black e LGBTQ + del XX secolo, le sue poesie hanno fornito un contributo essenziale nella lotta contro discriminazioni e ingiustizie.

Litania per la sopravvivenza” è la sua poesia-manifesto – quattro strofe che attirano il lettore in una preghiera comune. “Nera, lesbica, madre, guerriera, poetessa”, così amava definirsi la Lorde, costantemente impegnata nella lotta a sessismo, al razzismo e al classismo.

Litania per la sopravvivenza

Per quelle di noi che vivono sul margine
Ritte sull’orlo costante della decisione
Cruciali e sole
Per quelle di noi che non possono lasciarsi andare
Al sogno passeggero della scelta
Che amano sulle soglie mentre vanno e vengono
Nelle ore fra un’alba e l’altra
Guardando dentro e fuori
E prima o poi allo stesso tempo
Cercando un adesso che dia vita
A futuri
Come pane nelle bocche dei nostri figli
Perché i loro sogni non riflettano
La fine dei nostri

Per quelle di noi
Che sono state marchiate dalla paura
Come una ruga leggera al centro delle nostre fronti
Imparando ad aver paura con il latte di nostra madre
Perché con questa arma
Questa illusione di poter essere al sicuro
Quelli dai piedi pesanti speravano di zittirci
Per noi tutte
Questo istante e questo trionfo
Non era previsto che noi sopravvivessimo

E quando il sole sorge abbiamo paura
Che forse non resterà
Quando il sole tramonta abbiamo paura
Che forse non si alzerà domattina
Quando abbiamo la pancia piena abbiamo paura
Dell’indigestione
Quando abbiamo la pancia vuota abbiamo paura
Di non poter mai più mangiare
Quando siamo amate abbiamo paura
Che l’amore svanirà
Quando siamo sole abbiamo paura
Che l’amore non tornerà
E quando parliamo abbiamo paura
Che le nostre parole non verranno udite
O ben accolte
Ma quando stiamo zitte
Anche allora abbiamo paura

Perciò è meglio parlare
Ricordando
Che non era previsto che noi sopravvivessimo

Da The Black Unicorn (1978)

La sua vita

Nata negli anni della Grande Depressione da genitori caraibici, Audre Lorde è cresciuta introversa e sola, e ha imparato a leggere e scrivere grazie a una biblioteca vicino casa. Prima studentessa nera alla Hunter High School, Audre Lorde nel 1959 si laureò allo Hunter College e iniziò il master in Amministrazione Libraria alla Columbia University. Bibliotecaria e insegnante, per tutta la vita non ha mai perso l’interesse per la poesia e la scrittura, diventando in breve tempo un punto di riferimento contro l’omofobia e il razzismo. Il suo più grande successo in prosa è stato, tra gli altri, “Sister Outsider” del 1984. Nel 1978 gli fu diagnosticato un cancro al seno, come racconta in Buest of Light del 1989, collezione di saggi premiata con l’American Book Awards. Poco dopo, Audre Lorde decise di non sottoporsi più a trattamenti chirurgici, trascorrendo i suoi ultimi mesi di vita nelle Isole Vergini.

Il nero è un selvaggio

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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