“Chi paga?”: il pubblico impiego nel mirino di Sala e Gramellini

“Il costo della vita incide sugli stipendi a nord e sud”, dice il sindaco di Milano Sala. “Chi paga”? gli fa eco il giornalista Gramellini. I dipendenti pubblici nel mirino.

“È chiaro che se un dipendente pubblico, a parità di ruolo, guadagna gli stessi soldi a Milano e a Reggio Calabria, è intrinsecamente sbagliato, perché il costo della vita in quelle due realtà è diverso”. Fanno scalpore le parole del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, pronunciate nel corso di una diretta Facebook con i Giovani democratici, tanto più che arrivano a un giorno di distanza dalle parole del giornalista Massimo Gramellini.

Il costo della vita incide sugli stipendi a nord e sud


Il primo cittadino milanese ha ricordato l’incidenza del costo della vita a Milano sugli stipendi, soprattutto per i giovani. “Esiste una questione relativa al costo della vita nella nostra città – ha detto – la cosa che non va è quanto sono pagati i giovani a Milano. Dietro lo stage e altre formule del genere, si nasconde un po’ di sfruttamento giovanile”. Per capire il disastro in atto basta confrontare i dati occupazionali 2020 e 2009: con il Coronavirus ci sono stati 500mila occupati in meno, nonostante il blocco dei licenziamenti. Dopo la grande crisi del 2008, in tutto il 2009, erano stati meno di 400mila. Un disastro che ha colpito, per il momento, soprattutto giovani e donne.

“Chi paga?”

Nel Il caffè’ di giovedì 9 luglio, su Il Corriere della Sera, Gramellini ha creato malcontento. Il giornalista e scrittore ha voluto rispondere ai commenti al post di Giorgia Meloni che si congratulava con l’equipe medica dell’Ospedale Bambin Gesù per l’intervento che ha portato alla separazione delle due gemelline siamesi provenienti da un villaggio centrafricano. Ai vari “chi paga?”, sotto il post della segretaria di Fratelli d’Italia, Gramellini ha idealmente risposto:

Non riesco a immaginare un uso migliore delle mie tasse. In compenso ne conosco di peggiori. Chi paga i burocrati che rallentano qualsiasi pratica per ignavia, avidità o paura? Noi. E chi paga i dipendenti pubblici che durante la pandemia si sono chiusi in casa con più zelo di un congresso di virologi e hanno continuato a prendere lo stipendio senza fare nulla, infischiandosene dei colleghi che nel frattempo si addossavano la loro parte di lavoro? Sempre noi.

Il tema dell’efficienza del pubblico impiego è di stringente attualità e sarebbe stato molto interessante leggere un articolo sull’efficienza del pubblico impiego. Così come sarebbe stato utile che il sindaco Sala avesse saputo che lo stato italiano è uno, e pertanto, come normale che sia, i suoi dipendenti percepiscono lo stesso stipendio in tutte le sedi, fatta eccezione delle regioni a statuto speciale, dove i compensi sono calcolati diversamente, di cui la Lombardia non fa parte. Sarebbe stato infine auspicabile, affrontare un’ulteriore questione: è vero che il costo della vita cambia da nord a sud, ma perché, pur pagando le stesse tasse, i cittadini del sud hanno servizi decisamente inferiori? Tutte questioni aperte, irrisolte, affrontate con generalizzazioni, e tifoserie da stadio. Chi paga per questo pressappochismo? Noi.

Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet, riviste e altri quotidiani online. Collabora con la Radio Televisione Svizzera.

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Stela Xhunga

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Scrive per People for Planet, riviste e altri quotidiani online. Collabora con la Radio Televisione Svizzera.

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