Ciao Maestro Bosso, e grazie di tutto

“Sono un uomo con una disabilità evidente in mezzo a tanti uomini con disabilità che non si vedono”.

Questa mattina, 15 maggio, ci ha lasciati Ezio Bosso, direttore d’orchestra, compositore e pianista. Aveva 48 anni.

Diceva: «La musica ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare. La musica è come la vita, si può fare in un solo modo: insieme»

In un’intervista a L’Espresso a Paolo Romano che gli chiedeva:

«L’Orchestra può essere paragonata a una società, dove c’è un leader e un gruppo di persone che deve rispettarne le scelte?»

Il Maestro ha risposto: «Non parlerei di leader ma di diverse responsabilità e quindi certo! È una rappresentazione della società ideale e del principio di meritocrazia assoluta, in cui la stima e il rispetto sono fondamentali come le peculiarità di ognuno. In un’orchestra c’è la società meno visibile, sono gli archi: sono la massa, quelli che spingono il suono e devono uscire! Poi, più in evidenza, ci sono i fiati, che si sentono più degli altri; ma non è una gara di bravura. Ci sono precise caratteristiche e ognuno fa un lavoro preciso.
In orchestra non c’è competizione, ma competenza».

E alla domanda: «Chissà cosa pensa dei temi dell’accoglienza di questi tempi…» rispondeva:
«Lo dico chiaramente. Quando non hai accesso al sapere, alla cultura devi inventarti un nemico. Per questo io ho molta paura di questo periodo, perché anziché parlare dei problemi si soggettivizza tutto e tutto diventa “tifo”, un esercito di pro e contro. Che poi sarebbe semplice: pari diritti, pari doveri. Tutti siamo contro la criminalità, tutti apprezziamo la virtù senza guardare il colore della pelle. Ecco: io il tifo non lo tollero più, mi fa soffrire. C’è questa idea assurda del “basta metterci il cuore”: è una scusa: nelle cose non basta metterci il cuore, bisogna metterci impegno. A un musicista le mani devono funzionare, le note si devono poter fare tutte e bene. La perfezione importa eccome, nascondersi dietro l’imperfezione umana è una stupida scorciatoia; anche perché la missione è cercare sempre quella purezza che diventa trascendenza e trasfigurazione».

Ci mancherò tantissimo il Maestro Bosso, e ci consoliamo un po’ – ma poco – ripensando che:

«La musica è una vera magia, non a caso i direttori hanno la bacchetta come i maghi»

E resta la magia della sua musica, grazie Maestro, grazie davvero e buon viaggio.

Leggi anche:
Biblioteche al via, ma si legge ancora gratis in digitale
I migliori 10 film sulla ribellione giovanile
Silvia Romano: la teoria dello zainetto (esplosivo)

Foto: diLei.it

Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

Potrebbe interessarti anche

Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy