Cibo, le migliori app per risparmiare

Nella Giornata contro lo spreco, ecco una carrellata di idee da sfruttare anche per tenere chiuso il portafogli

Ogni anno in Italia 15 miliardi di euro vengono sprecati buttando via cibo buono, stando ai dati del progetto Reduce del Ministero dell’Ambiente. Di questo tesoro, ben 13 miliardi arriva dalla sfera quotidiana: una vergogna in termini economici, etici e ambientali. Per minimizzare il proprio contributo allo spreco, e risparmiare denaro, magari a partire da oggi che è la Giornata Nazionale contro lo Spreco Alimentare, ci viene in aiuto la tecnologia, ecco le migliori app che ci vengono in aiuto.

App per tutti

Forse la app del momento, la più famosa e diffusa è To Good To Go, nata nel 2015 in Danimarca con l’obiettivo di combattere lo spreco alimentare, l’applicazione è presente in 14 Paesi d’Europa, conta ad oggi oltre 19 milioni di utenti ed è tra le prime posizioni negli App Store e Google Play di tutta Europa. Too Good To Go permette a bar, ristoranti, forni, pasticcerie, supermercati ed hotel di recuperare e vendere online – a prezzi ribassati – il cibo invenduto “troppo buono per essere buttato” grazie alle Magic Box, delle “bag” con una selezione a sorpresa di prodotti e piatti freschi che non possono essere rimessi in vendita il giorno successivo. Gli utenti della app non devono far altro che geolocalizzarsi e cercare i locali aderenti, ordinare la propria Magic Box, pagarla tramite l’app e andarla a ritirare nella fascia oraria specificata per scoprire cosa c’è dentro.

MYFOODY è invece una piattaforma, con app disponibile sia per iOS sia per Android, che consente di trovare le offerte dei supermercati più vicini, facendo risparmiare  fino al 50% sulla spesa e contribuendo a ridurre lo spreco alimentare, con benefici evidenti per l’ambiente. Quali sono i cibi proposti? Quelli prossimi alla scadenza ma ancora ottimi, i prodotti con difetti di confezionamento e gli alimenti stagionali che rischiano di essere sprecati.

Una Buona Occasione è invece un’app in cui trovare, per oltre 500 alimenti, consigli su come e dove conservarli; su quali sono le porzioni raccomandate; su come riutilizzare gli avanzi e gli scarti; sulla stagionalità di frutta e verdura; su come fare la lista della spesa. E molto altro ancora.

Dona ciò che hai risparmiato

ShareTheMeal è un’app per fare del bene e non sprecare il cibo, donandolo con un gesto a chi ne ha più bisogno. Creata dal World Food Programme dell’Onu, ti permette di offrire un pasto a chi è in difficoltà, monitorando la tua donazione in modo facile e intuitivo. Certamente non  possiamo mandare gli avanzi del frigo direttamente a chi ne ha bisogno nel mondo, in un click. Ma possiamo imparare a risparmiare, e donare quanto avremmo buttato nella spazzatura a chi finora ha raggiunto più di 86 milioni di persone con assistenza alimentare in 83 Paesi. Il WFP infatti è al 100% su base volontaria: quindi ogni donazione va a chi ha fame. I costi amministrativi sono tra i più bassi del settore non profit: oltre il 90% delle donazioni vanno direttamente alle operazioni che stanno costruendo un mondo senza fame.

App per bar e ristoranti

Bring the food è l’app sviluppata dalla Fondazione Bruno Kessler di Trento in collaborazione con Fondazione Banco Alimentare per recuperare le eccedenze alimentari della piccola e grande distribuzione, delle mense e del settore della ristorazione per metterle a disposizione di Onlus ed enti caritatevoli che, a sua volta, si occupano di donarlo a chi ne ha più bisogno. Ognuno può iscriversi come potenziale “donatore di alimenti” o come potenziale “ente beneficiario”.

Last Minute sotto casa è un portale e permette ai commercianti di vendere a prezzi scontati i prodotti rimasti invenduti in giornata e ai clienti interessati di approfittare delle diverse offerte.

Cosa può fare la politica

Tutto, o almeno la sua parte. Ad esempio, si potrebbero incentivare le aziende affinché sviluppino nuovi packaging e nuove tecnologie capaci di conservare il cibo più a lungo, e segnalare l’imminente scadenza del prodotto. Ma poi si potrebbe anche agire sul piano culturale, rivolgendosi a tutti i cittadini, perché percepiscano l’importanza di assumere un corretto stile di consumo a zero spreco e a basso impatto ambientale: risparmiando denaro.

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Foto di Mabel Amber, still incognito

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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Michela Dell'Amico

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