Cicale in estate, Dpcm in autunno: cosa manca, ancora

E quando tutto manca, non rimane che appellarsi alla responsabilità dei cittadini. Ancora e ancora.

Un’estate danzereccia, goduriosa, senza tamponi per la stragrande dei turisti arrivati dall’estero, anche dalle zone a rischio. Ma soprattutto un’estate durante la quale non ci si è adeguatamente preparati a una seconda ondata più volte annunciata. Mancano i medici di base, mancano gli anestesisti, mancano i tamponi, manca un piano pubblico dei trasporti che riduca la capienza senza creare deficit alle aziende né disagio ai passeggeri. E quando tutto manca, non rimane che appellarsi, ancora una volta, alla responsabilità dei cittadini.

Medicina territoriale in affanno

A Ciserano, i 1.700 pazienti del dottor Antonino Buttafuoco, morto a marzo a causa del Covid-19, si apprestano ad affrontare la seconda stagione invernale senza, ancora, un medico di base, senza, nemmeno, un sostituto, anche provvisorio. Ad Arzago i medici di base sono soltanto precari, a Urgnano sono prossimi al pensionamento, altrove i medici ci sono, sì, ma distano anche venti chilometri da casa, perché devono rispondere a carenze strutturali. Accade nella bergamasca, lì dove con il Covid-19 si sarebbe dovuto già imparare a convivere da tempo, dopo il terribile numero di morti che ci sono stati l’inverno scorso. E se da una parte, per far fronte al bisogno di aumentare i tamponi, Governo e Regioni si preparano affinché i test vengano effettuati direttamente dal medico di base, dall’altra, il dubbio, più che legittimo: che fare se il medico di base non c’è, dista 20 chilometri, e dispone di uno studio inadatto, perché troppo piccolo, o non ventilato?

Caos mezzi pubblici

“Durante l’estate si sarebbero dovuti trovare dei rimedi, organizzando il potenziamento delle linee pubbliche. Era evidente che con la ripresa di scuola e attività lavorative, ci saremmo trovati in simili condizioni. Ora è tardi, mancano mezzi e personale”. A dirlo in un articolo riportato dal Messaggero è l’immunologa Antonella Viola, ordinaria di Patologia generale del dipartimento di Scienze Biomediche dell’università di Padova, tra le prime a puntare il dito sui mezzi pubblici, già lo scorso marzo. Che cosa si è fatto? Poco. Sebbene il trasporto locale non sia tornato a 16milioni dello scorso anno, ma, al contrario, abbia registrato un calo che in alcune città tocca il 50% (a dirlo è uno studio condotto da Asstra, l’associazione che riunisce le società di trasporto pubblico locale) non si è ancora fatto abbastanza per svuotare sufficientemente i mezzi di trasporto. Mancano i piani per scaglionare i passeggeri, per esempio, sottoponendo a orari diversi le scuole e gli uffici. E soprattutto, nel nuovo Dpcm in vigore da oggi, 14 ottobre, non c’è menzione al trasporto pubblico.

Mancano i tamponi e quelli rapidi non sono la soluzione

In arrivo 5 milioni di tamponi rapidi per gli istituti scolastici” assicura il Ministro della Sanità Roberto Speranza. Non è niente, ma è ancora troppo poco, specie se si considera che altrove, negli ospedali, ancora manca lo screening periodico dei medici. Inoltre, avverte Andrea Crisanti, direttore di Microbiologia e virologia dell’Università di Padova, ospite alla trasmissione L’aria che tira, “è impensabile affidarsi solo ai tamponi rapidi” perché “hanno percentuale di falsi negativi altissima (30-35%) mentre il tampone molecolare ha una affidabilità assai preferibile. Ma per ovvie ragioni, i tamponi molecolari necessitano oltre che più tempo, più costi, più personale dedicato, più risorse. Tempo, personale dedicato, risorse: tutte cose che, al momento, ancora scarseggiano.

Leggi anche:

Covid-19, stop agli sport di contatto (calcio, basket, judo, rugby…)

Covid-19, vaccino antinfluenzale spray nei bambini: “Una scelta cieca”

Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet, riviste e altri quotidiani online. Collabora con la Radio Televisione Svizzera.

Potrebbe interessarti anche

Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet, riviste e altri quotidiani online. Collabora con la Radio Televisione Svizzera.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy