“Ciclo femminile” e “cicli biologici”

Il ciclo delle stagioni scandisce i tempi di tutti: delle donne in modo particolare

Gli esseri umani vivono nei ritmi dettati dalla natura.
L’alba e il tramonto, il susseguirsi delle stagioni, le fasi lunari, il battito del cuore e l’alternarsi di espirazione e inspirazione.
Queste ritmicità ci influenzano: chi non ha mai avuto qualche piccolo malessere al cambio di stagione? O ha sentito l’energia risalire all’arrivo della stagione preferita?

Similmente possiamo dire della luna: il suo movimento determina le maree, e influenza la nostra vita.  
Quanto a giorno e notte, il pensiero va subito all’orologio biologico che ci detta i tempi della veglia e del sonno. I ritmi circadiani (i cicli dell’organismo che si susseguono nelle 24 ore) sono molto più complessi: gli organi del nostro corpo, infatti, lavorano a ritmi diversi nel corso della giornata.

Accanto a queste manifestazioni, che sono di tutti gli esseri viventi, riscontriamo una ciclicità ancora più evidente, propria dell’universo femminile: quella ormonale.

Un viaggio attraverso i cicli biologici

Per conoscerne meglio gli aspetti più rilevanti, ne abbiamo parlato con l’ostetrica Paola Greco, che da decenni si dedica alle donne, affiancandole nei momenti che hanno la doppia valenza: biologica e psicologica

Paola, la tua definizione di ostetrica è: «compagna di viaggio attraverso i cicli biologici». Ci puoi spiegare meglio perché è un viaggio? E a quali cicli ti riferisci?

«Hai detto correttamente prima: siamo immersi nella ciclicità. Quella del mondo femminile ha la particolarità di essere segnata dal sangue: la sua prima comparsa indica il momento chiamato menarca e la sua periodicità mensile è il mestruo, mentre la sua scomparsa nel corso del periodo fertile – ovviamente se non ci sono patologie – indica una gravidanza. La fine del ciclo ormonale è definita menopausa: un periodo che ha un inizio e una fine. Dopo due anni di assenza del ciclo mestruale non si dovrebbe parlare più di menopausa, ma di continuazione della vita…»

Quindi possiamo dire che la ciclicità ormonale femminile ha un inizio con l’adolescenza e termina un paio di anni dopo la scomparsa del sangue?

«No, non è del tutto corretto: è vero che inizia con il menarca ma in realtà non termina con la menopausa. E avere questa consapevolezza può davvero aiutare a tenere una qualità di vita alta anche passati i 50 anni.
Mi spiego meglio: ci sono organi nel nostro corpo come le surrenali, il tessuto adiposo, l’ipofisi, che hanno una azione vicariante (cioè svolgono una specie di supplenza) rispetto agli ormoni femminili, producendo ormoni simili; grazie a questi continua una ritmicità che rimane presente e che ha solo bisogno di un ascolto un po’ più attento.
Infatti le variazioni non sono così esplicite, come quando la produzione ormonale era affidata alle ovaie, che con la menopausa vanno a riposo».

La “memoria” del ciclo

Dopo la menopausa possiamo ancora riconoscere certe caratteristiche tipiche del ciclo, anche se si presentano in forma più leggera?

«Certamente. Per questo motivo dico alle donne che incontro che è importante “ascoltare” i diversi segnali che il nostro corpo manifesta nell’arco delle 4 settimane della ciclicità mestruale. E quando parlo alle ragazzine che arrivano accompagnate dalle mamme, indirettamente mi rivolgo proprio a queste ultime, alle mamme, perché è attraverso la loro esperienza che le più giovani possono meglio comprendere la bellezza di riconoscere il proprio ritmo».

Ci puoi fare alcuni esempi di questa “memoria” che il nostro corpo mantiene anche quando non c’è più la cadenza del ciclo?

«Le donne raccontano le loro trasformazioni, in modo molto personale e unico.
Non c’è una regola, ma l’adattamento alla vita dopo la prima mestruazione ha una sua unicità, che fa, di questa esperienza, l’esperienza di quella donna.
Ed è così anche dopo la menopausa. Quando le donne, dopo la menopausa appunto, parlano dei loro nuovi 4 tempi del ciclo ne sottolineano la qualità principale: fase riflessiva, fase creativa, fase espressiva, e fase dinamica. Ogni fase ha un profumo, che conosciamo molto bene, perché ci sono appartenute con cadenza precisa.
Adesso – con la menopausa – lasciano il posto a una anarchia di tempi: ogni fase può durare mesi o solo pochi giorni. Ma sappiamo riconoscerle, perché fanno parte di un rinnovamento profondo».

Maria Cristina Dalbosco

Maria Cristina Dalbosco

Fa parte della Redazione di People For Planet. Scrive e si occupa dell'editing e della revisione dei contenuti

Maria Cristina Dalbosco

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