Cinghiali in autostrada e incidenti

Un grave incidente sull’A1 causa un morto e diversi feriti, a scatenarlo forse l’attraversamento di una famiglia di cinghiali

È di poche ore fa la notizia dell’incidente sull’autostrada A1, tra Lodi e Casalpusterlengo, dove sono state coinvolte diverse auto, causando una decina di feriti, e dove un ragazzo ha perso la vita. Si sta ancora indagando sulla dinamica ma sembrerebbe che la causa scatenante sia stata l’attraversamento di una famiglia di cinghiali. Alcuni giornali oggi riportano la ricostruzione dell’incidente fatta dalla polizia stradale. Leggiamo sul Fatto Quotidiano che, secondo la ricostruzione, nello schianto sarebbero rimaste coinvolte tre macchine. Una prima auto avrebbe investito due cinghiali e si sarebbe fermata in strada, una seconda sarebbe arrivata travolgendo le carcasse degli animali e poi colpendo il primo veicolo fermo, mentre la terza vettura, una Polo, avrebbe investito uno dei conducenti sceso per strada, e poi si sarebbe scontrata con le due macchine già ferme. Il conducente di quest’ultima auto è morto sul colpo.

L’incidente ha riportato in auge il dibattito sulla diffusione e la pericolosità di questi animali, più volte denunciata dalle associazioni di rappresentanza degli agricoltori, i primi a subire danni alle colture. People For Planet ha affrontato questi temi in diversi articoli.

“Negli ultimi dieci anni – ha dichiarato la Coldiretti – il numero dei cinghiali presenti in Italia è praticamente raddoppiato. La sicurezza nelle aree rurali e urbane è a rischio per il loro proliferare con l’invasione di campi coltivati, centri abitati, strade ed anche autostrade dove rappresentano un grave pericolo per le cose e le persone. Non è quindi più solo una questione di risarcimenti ma è diventato un fatto di sicurezza delle persone che va affrontato con decisione. Ora – conclude la Coldiretti – non ci sono più alibi per intervenire in modo concertato tra Ministeri e Regioni ed avviare un piano di abbattimento straordinario senza intralci amministrativi”. Anche Confagricotura è intervenuta con le parole del  presidente Massimiliano Giansanti, secondo il quale l’incidente “evidenzia quanto sia necessario intervenire con urgenza per limitare la proliferazione della fauna selvatica. Quanto successo è l’effetto del mancato controllo delle popolazioni di cinghiali che, nonostante gli appelli degli agricoltori, è stato sottovalutato”.

Anche il WWF,  in una nota, ha espresso cordoglio per quanto accaduto e ha evidenziato l’effettiva proliferazione esagerata di questo tipo di animali, suggerendo però di affrontare la situazione in maniera non solo emergenziale ma regolando una situazione con una normativa: “attribuire al branco di cinghiali la diretta responsabilità dell’incidente è riduttivo e strumentale, dovranno essere infatti accertate le responsabilità del gestore dell’Autostrada A1 che doveva assicurare la sicurezza rispetto all’ingresso nell’asse viario di persone o animali controllando adeguatamente le recinzioni che di norma devono essere presenti lungo tutte le autostrade. Come devono essere accertate le dinamiche dello scontro e la velocità delle automobili coinvolte”, scrive l’associazione sul suo sito. “Se esiste un problema di squilibrio delle popolazioni di questa specie, ribadisce il WWF, la responsabilità è essenzialmente dell’uomo che per privilegiare specifici interessi economici e politici ha assecondato la volontà di una crescita incontrollata del cinghiale, diventata anche il pretesto per consentire la caccia di selezione all’interno delle aree naturali protette.

Per il WWF serve senz’altro “un Piano straordinario per la gestione del cinghiale nel nostro paese che preveda interventi prioritari per mettere in sicurezza le strade a scorrimento veloce con maggior traffico veicolare, attraverso dissuasori e sistemi di allerta già sperimentati, interventi per la prevenzione dei danni alle colture agricole e un programma di contenimento del numero degli animali basato su censimenti seri ed attendibili e l’utilizzo di recinti di cattura in grado di assicurare un prelievo controllato e selettivo degli animali”. Il WWF conclude auspicando e riproponendo il coinvolgimento degli stessi agricoltori e rilanciando l’urgenza di una normativa nazionale sulla gestione della fauna selvatica non basata esclusivamente sull’attività venatoria, “che favorisca ed incentivi gli interventi di prevenzione dei danni all’agricoltura, la messa in sicurezza del sistema viario, ed agevoli il coinvolgimento degli agricoltori nella gestione delle popolazioni del cinghiale”.

Leggi qui tutta l’inchiesta di People For Planet sulla caccia

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Margherita Aina

Margherita Aina

Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi

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