Circo, nessuna Regione può salvare gli animali

La Campania ha appena proposto di bandire gli animali dai circhi, ma regioni e Comuni nulla possono senza una legge nazionale, che rimbalza in Parlamento a ogni cambio di governo

La Campania, notizia recente, ha bandito gli animali dagli spettacoli dei circhi: entro due anni non saranno più ammessi. Il Consiglio Regionale ha finalmente approvato la mozione che chiedeva di accogliere sul territorio solo eventi circensi che non avessero come protagonisti animali esotici. La notizia è particolarmente interessante per una delle regioni che ancora conta il maggior numero di attendamenti in Italia: «Questi spettacoli sono più numerosi al Centro e al Sud: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, Lazio e Toscana», elenca Andrea Casini della Lav.

L’Emilia Romagna aveva fatto da apripista tra i virtuosi, nel 2012, con una simile proposta, come anche città come Milano

«Il problema però è che, non essendoci una legge nazionale, un circo che volesse esibirsi in un Comune o in una Regione che hanno votato contro questa possibilità potrebbe fare causa, e vincere, perché appunto la legge nazionale ammette questa pratica», continua Casini. «Quello che noi consigliamo alle amministrazioni – in sostanza l’unica cosa che possono veramente fare – è disporre un regolamento molto restrittivo – che applichi ad esempio le regole Cites» per scoraggiare i circhi a fermarsi da loro».

In Italia una legge era stata presentata nel 2017, ma ha messo radici in Parlamento, radici che affondano ad ogni governo che cade. Nel frattempo molti Paesi europei, sebbene con modalità diverse (Austria, Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Grecia, Malta, Polonia, Slovacchia, Spagna, Svezia, Regno Unito, Portogallo e Olanda) e nel resto del mondo (Costa Rica, Australia, India, Israele, Messico) hanno da tempo abolito o limitato questa tradizione barbara.

Ma il cambiamento, da noi, come in tutti i paesi del Sud Europa, sarebbe epocale. «Il divieto nel Regno Unito ha significato la morte di 2 circhi, gli unici che ancora resistevano. In Italia e in Europa del Sud ed Est, essendo una pratica più tradizionale, ci sono centinaia di circhi. La vera battaglia si combatte in Italia, Spagna e Portogallo, Grecia ed Est Europa».

«Se e quando in Italia verrà abolito l’utilizzo di animali (tutti) nei circhi, sarà un cambiamento epocale a livello globale. Se il Regno Unito abolisce i circhi con animali, salva 10-20-30 animali. Se lo fa l’Italia ne salva 2000-2500», continua Casini.

«Stessa cosa per alcuni Paesi che effettivamente hanno abolito il circo con animali (Malta), ma che in realtà avevano un attendamento ogni 3 anni e nessun circo con animali registrato».

La buona notizia infatti sta proprio qui. La coscienza generale, anche da noi, ormai rifiuta questo genere di spettacoli. L’ultimo rapporto Eurispes ha messo in luce che il 70% degli italiani è contrario alla presenza di animali nei circhi. «Sono andato di recente a vedere uno spettacolo a Roma, e c’erano 20 persone rispetto a una capienza di 200 posti. Qualcosa di consolante, in attesa di una legge che dovrebbe realizzarsi secondo noi verso il 2022», quando cioè sarà ormai inutile.

Il circo con animali è insomma un morto che cammina

L’Italia con la sua ignavia non fa che procrastinare una lenta agonia: quella che unisce la sofferenza degli animali a un’attività economicamente senza sbocchi, senza futuro. Quindi l’appello lo giriamo ai circhi stessi, che hanno fatto fortuna solo e sempre senza animali: dal Cirque du Soleil al Circus Roncalli, che ha abolito gli animali 45 anni fa e ora fonda il suo successo sugli ologrammi degli stessi.

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente