Cistite solidale

Come guarire per sempre usando la tecnica del palloncino (tra l’altro)

La storia

Quando avevo 18 anni mi venne una noiosissima cistite. Andai da uno specialista che mi prescrisse antibiotici, ma senza risultati apprezzabili: ogni volta che urinavo o eiaculavo, i dolori persistevano. Mi rivolsi a un medico, che mi fece fare nuove analisi e mi prescrisse altri antibiotici più forti e specifici.
Nessun risultato.
Consultai un terzo specialista che mi consigliò iniezioni di antinfiammatori, ricostituenti e antibiotici. Niente. Un quarto aggiunse, ad antibiotici e antinfiammatori, uno psicofarmaco rilassante e il massaggio prostatico, quest’ultimo consiste nella pratica barbara di infilarti un dito nel sedere e schiacciare la prostata, provocandoti un male cane.
Guarii completamente.
Ma dopo sette giorni i bruciori ripresero.
Visitai un quinto luminare che mi centrifugò di pasticche. Alla fine della cura urinando perdevo sangue. Il sesto medico mi consigliò di rinunciare ai rapporti sessuali.

Alla fine mio padre mi accompagnò da uno dei più grandi urologi del paese, il professor Dell’Adami che per mia fortuna si rivelò di tutt’altra pasta. Mi rifece fare le analisi, appurò che c’era un’infezione batterica ma la cosa non lo interessò più di tanto. Per lui l’infezione non era la causa ma l’effetto di uno squilibrio dell’intero apparato genitale.
Quando funziona, il nostro corpo è perfettamente in grado, da solo, di sconfiggere una piccola infezione. Quindi non si occupò dei batteri, con i quali, nonostante gli antibiotici, convivevo ormai da due anni.
Fu invece il primo a chiedermi se studiavo molto. Gli dissi che lavoravo. Facevo il disegnatore, otto-dieci ore al giorno stavo seduto al tavolo. Mi disse che il mio problema colpiva soprattutto quelli che stanno seduti a lungo come i camionisti e gli studenti di medicina. Il sangue circola male, si crea eccessivo calore e va in tilt la valvola che determina l’uscita di urina o di liquido seminale. Era un disturbo che aveva scoperto dopo anni di ricerche.
Mi prescrisse di camminare, di stare seduto a lungo nella vasca d’acqua calda (immerso fino al bacino) e di procurarmi un cuscino di crine di cavallo bucato nel centro (a ciambella). Non guarii ma iniziai un lento miglioramento. Però era troppo lento. Mi rivolsi così a una pranoterapeuta, una signora anziana che mi metteva del ghiaccio sul pisello dicendomi: «Non ti preoccupare, potrei essere tua nonna». Non ebbi risultati e così, come molti che sono afflitti da malattie ormai croniche, resistenti a qualsiasi cura, intrapresi un lungo pellegrinaggio.

Durante un viaggio in Cina andai da un agopuntore e tornato in Italia mi recai da un altro… ne visitai cinque, ma nessuna delle loro cure ebbe un effetto risolutivo, sebbene ne ricavassi un sollievo momentaneo.
Feci due cure omeopatiche, mi fecero bene ma non guarii. Andai da un paio di maghi che mi tolsero il malocchio e mi prescrissero preghiere e talismani.

Provai svariati infusi di erbe, impacchi, supposte d’aglio, clisteri di olio e lavanda, bagni d’erbe aromatiche. Smisi di mangiare carne, uova, latte, formaggi, dolci e cioccolato.

Provai la macrobiotica. Sperimentai massaggi indiani, automassaggio cinese, rilassamento yoga, medicine tibetane e meditazione zen. Ma dopo quattro anni avevo ancora, spesso, violenti bruciori urinando e raggiungendo l’orgasmo.

Di tutte le decine di medici che mi avevano curato a nessuno era venuto in mente di chiedermi come facessi l’amore. Il mio problema stava nel fatto che ero un fantastico eiaculatore precoce: eiaculavo alla velocità della luce.
E, purtroppo, il sistema che avevo scoperto per aumentare i miei tempi di copula era quello di contrarre il basso ventre. Questo comportamento insano era aggravato dal fatto che avevo “il vizio” di contrarre quella zona anche nei momenti di tensione, mentre disegnavo e mentre compivo degli sforzi fisici. Ero molto ansioso e questo atteggiamento si manifestava anche nel mio modo di far l’amore. A causa della paura del dolore che accompagnava l’eiaculazione, non riuscivo ad abbandonarmi completamente neanche durante l’orgasmo. Si era creato un circolo vizioso. Iniziai a rendermi conto di tutto questo facendo l’amore con una meravigliosa giovane rivoluzionaria femminista che mi disse: «Calmati, tesoro!». E mi spiegò che potevamo fare l’amore con meno ansia e uno spirito più giocoso. Tranquillizzato dal suo piglio materno, riuscii a lasciarmi andare e, dopo anni, sperimentai i primi orgasmi senza dolore.

Così finalmente (sono un po’ tardo) mi resi conto che c’era un rapporto diretto tra il mio stato di tensione emotiva e muscolare e l’infiammazione. Se riuscivo a rilassarmi, a distrarmi, a lasciarmi andare morbidamente e senza ansia, il dolore non si manifestava. Ma farlo era per me molto difficile.
Ero ormai un giovane di 23 anni, molto esigente e perfezionista, facile al malumore e alla rabbia; spesso ero incapace di stare con gli altri e mi rinchiudevo a rimuginare, in solitudine, sulle mie sfighe esistenziali. Un musone insomma. Con saltuari scatti isterici.
Poco più tardi, verso i 24 anni, mi resi conto che non mi andava più di vivere in città. Mi trasferii in campagna e ritrovai una certa tranquillità passeggiando a lungo nei boschi. Stavo meglio. Mangiavo molte verdure e molto riso integrale biologico. Ogni tanto mi tornavano lievi bruciori, soprattutto nei periodi di maggior lavoro e tensione. Mi curavo divorando carciofi crudi e cipolle lesse e stendendomi per ore a rilassarmi, respirare e muovere le gambe e il bacino al rallentatore. Facendo l’amore limitavo i coiti e mi dedicavo piuttosto a pratiche sessuali più passive nelle quali non era necessario che io durassi a lungo. Il fatto di sapere esattamente dove fosse la clitoride mi permetteva di comportarmi così senza peraltro lasciare insoddisfatta la mia ragazza.
I numerosi calci in faccia ricevuti dalla vita mi avevano via via insegnato a essere meno ansioso e aggressivo. Un po’ di distacco fa molto bene. Non ha senso prendersela per questioni di poco conto. Spesso non ha senso incazzarsi neanche per le storie importanti.
Se incazzarsi non serve a niente, perché farlo? Tanto le cose vanno comunque come devono andare. Anzi spesso prendersela troppo peggiora la situazione. Invece, se sei un po’ più distaccato, ragioni meglio e la tua calma ha un effetto pacificatore sugli altri.
Arrivare a capire questo fu comunque un processo che richiese molto tempo. La svolta definitiva arrivò in seguito a un aggravamento dei sintomi. Erano passati 20 anni dall’inizio della mia malattia e potevo considerarla quasi guarita.
In quel periodo iniziai a fare conferenze in pubblico e a cantare in un gruppo di rock demenziale. Ogni volta che dovevo affrontare una platea ero colpito da un attacco fulminante di emorroidi e contemporaneamente la cistite ricominciava a ululare. Dopo lo spettacolo, a causa della paura e della tensione, ero in condizioni dolorosissime e vergognose, visto che nessuno si esime dal prendere in giro chi è afflitto da questo malanno. Non ci voleva molto a capire che i due disturbi erano intimamente collegati. Così mi trovai a dover restare a letto per giorni e a pensare di sottopormi a un intervento.
Per mia fortuna, dopo due anni di questa recrudescenza dolorosa, scoprii che adoravo far l’amore a lungo, senza preoccuparmi dell’erezione e dedicandomi invece a rilassare, respirando profondamente, tutto il ventre fino al pube e all’ano. Fu questa tecnica di amore in totale abbandono psicologico e muscolare che liquidò finalmente sia le emorroidi che i residui di cistite.
In realtà, nonostante gli infiniti tentativi, non ero mai riuscito a rilassare veramente la zona genitale. Farlo senza sapere come procedere è veramente difficile. Alla fine ci riuscii, in parte, con la respirazione profonda, in parte immaginando che la zona compresa tra pube, ano e vescica fosse come un palloncino pieno d’acqua.
È un sistema un po’ stupido ma funziona. Ascoltare come la forza di gravità deforma questo palloncino dentro di sé in modo diverso a secondo delle posizioni che si assumono. Cercare di rilassare il palloncino e di abbandonarlo alla pressione dell’attrazione terrestre. Così riuscii finalmente a raggiungere uno stato di totale decontrazione.
Fu allora che mi accorsi che facevo sempre la pipì troppo in fretta. Non svuotavo mai fino in fondo la vescica e questo contribuiva a mantenere contratto il muscolo pubococcigeo. Imparando a svuotarmi fino in fondo e praticando l’esercizio del palloncino, iniziai a vivere con i muscoli pelvici rilassati. Fu così che ritrovai la piena salute di tutta l’area e, finalmente, riuscii ad avere rapporti sessuali totalmente appaganti (solo ogni tanto nei giorni di tempesta, quando la furia degli elementi si abbatte sul veliero del mio cuore e la paura mi artiglia il petto sento lieve un piccolo bruciore. Ma è così lieve che non è un problema, semmai è un primo campanello d’allarme che mi fa capire quando chiedo troppo a me stesso).

In breve si tratta di:

• Regolare la dieta.
• Imparare a fare pipì fino in fondo.
• Rilassare la zona ano-genitale.
• Respirare e praticare l’esercizio del palloncino.
• Non contrarsi durante i rapporti sessuali.
• Praticare l’automassaggio.
• Seguire una specifica dieta alimentare: acqua molto leggera, molte verdure, in particolare sedano, carciofi crudi o cotti, cipolle lesse.

I consigli di Antonella Concina

ALIMENTAZIONE
Bere molta acqua e tisane diuretiche. Eliminare asparagi, pomodori, spezie e gli alimenti irritanti quali bevande alcoliche, caffè, tè, bevande gassate. Bere succo di limone e preferire mele, porri (ottima la minestra), rape crude. Aggiungere all’alimentazione yogurt e fermenti lattici.

IMPACCHI
Si possono fare degli impacchi al basso ventre con le foglie di cavolo-verza (2-3 strati) da tenere tutta la notte.

OLIGOELEMENTI E INTEGRATORI
Si possono alternare le fiale di rame-oro-argento a quelle di manganese-rame. Vitamina C e Vitamina A.

FITOTERAPIA
Infuso di: foglie di betulla 20 g, foglie di uva ursina 20 g, epilobio 15 g, verga d’oro 15 g, tarassaco 15 g, ginepro 15 g, un cucchiaio da tavola per tazza bollente.

OLI ESSENZIALI
Caieput, 2-4 gocce in un po’ di miele, 3-4 volte al giorno. Eucalipto, 2-4 gocce in un po’ di miele, 2-3 volte al giorno Pino, 3-5 gocce in un po’ di miele, 3-4 volte al giorno.

 

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Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.

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Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.