Clima: Extinction Rebellion, inizia il digiuno

In oltre 60 città del mondo le proteste per il clima degli attivisti di Extinction Rebellion. In Italia 10 militanti hanno cominciato lo sciopero della fame e sit-in quotidiani davanti a Montecitorio.

Ieri a Roma dieci attivisti di Extinction Rebellion hanno iniziato lo sciopero della fame. Da oggi terranno ogni giorno, dalle 14 alle 20, un sit-in davanti a Montecitorio. L’obiettivo è farsi ricevere dalle forze di governo, per richiedere al Parlamento la dichiarazione per l’Italia dello stato di emergenza climatica ed ecologica. Durante la presentazione del suo libro fotografico a Roma, l’ex frontman dei R.E.M, Michael Stipe, ha dichiarato di voler devolvere i proventi del primo anno di vendite del libro e del suo ultimo album a XR.

Proteste in tutto il mondo

Da lunedì scorso sono partite due settimane di proteste del movimento ambientalista nato a Londra lo scorso anno, in circa 60 città, tra cui New York, Berlino, Londra, Amsterdam, Sydney, Parigi e Roma. L’obiettivo è di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sull’emergenza climatica generata dal riscaldamento globale. Ieri la polizia londinese ha reagito duramente alle mobilitazioni, che hanno provocato disagi in tutta la città sfociando in 400 arresti.  I militanti hanno richiamato l’attenzione con azioni sovversive intralciando il traffico del centro e i trasporti pubblici, a Victoria Street, Whitehall, Trafalgar Square, e mettendo in atto due incursioni negli edifici dei ministeri dei Trasporti e dell’Interno: in entrambi i casi bloccando l’accesso principale. Boris Johnson li ha liquidati come “arrabbiati irriducibili”.

Non lo stesso stile di Greta

Le modalità di azione e protesta di Extinction Rebellion sono ben diverse dagli scioperi studenteschi di Fridays For Future, inaugurati da Greta Thunberg. Flash mob, installazioni, spettacoli di musica, danza e teatro, realizzati nelle piazze, nei musei, nelle stazioni e nei centri di potere. XR conta circa 30mila attivisti, di cui 4mila ben disposti farsi arrestare, una tecnica di disobbedienza civile già collaudata nelle mobilitazioni di aprile. A differenza di allora però l’obiettivo non è più solo l’opinione pubblica, ovvero i concittadini, per informarli dell’esistenza di un’emergenza climatica ormai sotto gli occhi del mondo intero. Adesso Extinction Rebellion parla direttamente alle istituzioni, perché si faccia qualcosa di concreto e subito. Nel Regno Unito Theresa May aveva dichiarato l’emergenza climatica con soglia di intervento fissata al 2025, purtroppo, recentemente slittata al 2050.

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Caterina Conserva

Caterina Conserva

Giornalista con la passione per l'ecologia, i libri e le lunghe camminate in giro per il mondo

Caterina Conserva

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