Clima: piantare alberi è veramente la risposta?

Gli studi che calcolavano la CO2 assorbita dalle piante erano sbagliati

Ci sono petizioni e richieste di ogni tipo, e anche azioni spontanee o governative. Piantare alberi è un mantra perché sembra una soluzione relativamente semplice a un problema largamente diffuso e invece piuttosto complicato: i cambiamenti climatici che ci minacciano sempre più da vicino. Lo ha sostenuto Greta Thunberg, la giovane attivista svedese ha fatto un film a favore delle foreste. Il Guardian, che ha lanciato la campagna Natural Climate Solutions, per piantare alberi e rigenerare foreste. Il governo britannico, ma anche quello pakistano, etiope, indiano, hanno fatto enormi sforzi in questo senso e anche noi di People For planet abbiamo fortemente sostenuto la causa. Le compagnie aeree e tutte le industrie fortemente inquinanti che ci tengono a mostrarsi rispettose offrono programmi di “compensazione” delle emissioni inquinanti: piantando alberi e seguendo il calcolo delle emissioni assorbite per dichiararsi “a impatto zero”.

Un mantra da sinistra a destra

Persino il giornale di destra Daily Mail ha lanciato una campagna in tal senso: addirittura il Presidente Trump ha detto lo scorso febbraio che vuole piantare “un miliardo di alberi” per sostenere l’ambiente. A questo punto a qualcuno deve essere venuto il dubbio e numerose ricerche, e contro-campagne, stanno cercando adesso di sfatare un mito.

Nessuno nega l’importanza degli alberi, ma…

Sia chiaro: proteggere le foreste esistenti è fondamentale per il clima e per la biodiversità. Piantare nuovi alberi è anch’essa una cosa buona: si protegge il terreno, si assorbono inquinanti, si raffresca il suolo e si previene la desertificazione. È però da chiarire – hanno precisato gli esperti – che questa non sarà la nostra salvezza ed è proprio una questione di matematica. Ad esempio, quel famoso miliardo di alberi promesso da Trump deriva da una ricerca che affermava che mille miliardi di alberi sarebbero capaci di assorbire un quarto dell’anidride carbonica attualmente nell’aria. Ma l’analisi è stata poi criticata e definita da alcuni studi inaffidabile: gli alberi, da soli, non cambieranno il corso delle cose.

Cosa sta cambiando, e come frenarlo

L’anidride carbonica in atmosfera sta riscaldando il pianeta, sciogliendo i ghiacciai, innalzando i livelli dei mari e provocando fenomeni meteorologici estremi. L’unica soluzione possibile è minimizzare queste emissioni: consumando meno, risparmiando energia, e sostituendo i consumi da fonti fossili con quelli da fonti rinnovabili. Fermare la deforestazione – specie quando avviene attraverso gli incendi – è parte di questo progetto. Ma una parte non sufficiente.

Un banale errore di calcolo

Rispetto alle pur numerose ricerche che sostengono l’eccezionale capacità degli alberi di trattenere anidride carbonica, recentemente altri studi – uno pubblicato da Science lo scorso ottobre – hanno smentito questo “miracolo” spiegando che banali errori di calcolo hanno sovrastimato quella quantità. Il mese scorso gli autori di uno dei più quotati studi a sostegno della tesi degli alberi hanno pubblicamente fatto ammenda, ammettendo i loro errori. Oltre a errori di calcolo, hanno riconosciuto che dire, come avevano sostenuto, che piantare alberi è la soluzione più efficace contro il cambiamento climatico è una affermazione eccessiva. Non è più importante che ridurre le emissioni di gas e mantenere l’ecosistema esistente.

Leggi anche:
In Pakistan si combatte la crisi piantando alberi
Il profumo degli alberi fa (davvero) bene: meglio ancora di primo mattino
Park Therapy: camminare a piedi nudi nel bosco per il bene di corpo e anima

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

Potrebbe interessarti anche

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

Consigli per gli acquisti

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy